Lamborghini ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 3,20 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto ai 3,095 miliardi del 2024, e un risultato operativo di 768 milioni di euro, con un margine del 24% in flessione rispetto al 27% dell’esercizio precedente. Le consegne hanno toccato il record di 10.747 unità, contro le 10.687 del 2024, confermando per il terzo anno consecutivo il superamento stabile della soglia delle 10.000 vetture. Il ricavo medio per veicolo si attesta intorno ai 297.850 euro, mentre il contributo operativo per singola auto supera i 71.400 euro.
Questi numeri solidi, generati nonostante fluttuazioni negative dei cambi e dazi statunitensi, assumono un rilievo ancora maggiore alla luce delle notizie emerse a fine giugno 2026. In piena crisi Volkswagen, con un piano shock che prevede fino a 100.000 esuberi e la chiusura di quattro stabilimenti tedeschi, il gruppo guidato da Oliver Blume sta valutando ulteriori dismissioni per finanziare la ristrutturazione e gli investimenti nella transizione elettrica. Dopo la cessione del 51% di Everllence (valutazione complessiva di circa 10 miliardi di euro), gli advisor hanno rilanciato l’ipotesi di una quotazione separata di Lamborghini o di una vendita di Ducati, due dei marchi più redditizi del portafoglio.
Cosa dicono le case di investimento?
La Bank of America, già in una nota del giugno 2024 aggiornata alle performance recenti, aveva indicato un valore intrinseco di Lamborghini tra 15 e 20 miliardi di euro, con un potenziale fino a 35 miliardi applicando multipli Ferrari. Tale range aggiungerebbe tra 30 e 70 euro per azione Volkswagen. Bloomberg Intelligence aveva rivisto al rialzo le stime nel tempo: da circa 10 miliardi di euro nel 2019 a 20 miliardi nel 2023, per poi collocare il 2025 tra 22 e 25 miliardi e il 2026 tra 25 e 30 miliardi, riflettendo la crescita controllata dei ricavi e la difesa della marginalità.
Deutsche Bank Research aveva sottolineato come Lamborghini possa facilmente superare i 15 miliardi e, in uno scenario ottimale, rappresentare più della metà della capitalizzazione di mercato di Volkswagen in certi contesti. Il benchmark Ferrari, con capitalizzazione intorno ai 56-57 miliardi a fine giugno 2026 e un EV/EBIT di circa 26-27 volte, applicato ai 768 milioni di utile operativo Lamborghini genera una valutazione di 20-21 miliardi. Multipli storici più elevati di Ferrari (fino a 35-40 volte) spingono la stima verso i 27-31 miliardi, con picchi a 35 miliardi in condizioni di mercato favorevoli per un lusso ad alto margine.
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Margini in calo ma elevati
Il margine operativo del 24% nel 2025, pur in calo dal picco del 27% del 2024, resta tra i più elevati del settore lusso automotive e si confronta favorevolmente con Ferrari. La resilienza deriva dal mix di prodotto (maggiore peso di Revuelto), dal programma di personalizzazione (94% delle vetture) e dal portafoglio ordini solido con liste d’attesa prolungate. Questi fondamentali rendono Lamborghini un asset strategico per Volkswagen: una quotazione separata permetterebbe di sbloccare valore “nascosto”, attrarre capitali freschi e finanziare la transizione senza intaccare eccessivamente il controllo del gruppo, analogamente al caso Porsche.
Gli analisti concordano che, con ricavi stabilmente sopra i 3 miliardi, consegne sopra le 10.000 unità e margini a due cifre alte, Lamborghini potrebbe debuttare in borsa con un enterprise value compreso tra 20 e 30 miliardi di euro nel 2026, a seconda del multiplo applicato e delle condizioni di mercato. In uno scenario di maggiore pressione su Volkswagen, il range potrebbe estendersi fino a 35 miliardi, massimizzando il contributo al bilancio del gruppo madre.