La (vera) crisi di Stellantis come non te l’hanno mai raccontata

Tommaso Scarpellini

2 Agosto 2025 - 06:13

Stellantis tra ricavi record e perdite inattese: il crollo nei mercati chiave, l’assenza di guidance e una crisi di modello che scuote l’intero settore automotive. Cosa aspettarsi?

La (vera) crisi di Stellantis come non te l’hanno mai raccontata

I conti di Stellantis rivelano una realtà difficile da accettare per molti investitori. La conferma che l’azienda sta attraversando un momento di crisi, iniziato ormai da tempo ma che, purtroppo, sembra ancora in piena corsa. I numeri degli ultimi trimestri sono una doccia fredda per chi vedeva nel gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA un gigante destinato a dominare. Attento a questo, perché la chiave di lettura fa tutta la differenza.

I numeri che non tornano

I risultati più recenti di Stellantis parlano chiaro: ricavi enormi, pari a 74,3 miliardi di euro, ma accompagnati da una perdita netta e da un cash flow operativo negativo. Chi conosce un minimo di bilancio sa che una simile combinazione è uno spartiacque: non è una crisi di domanda, perché i prodotti si vendono ancora, ma piuttosto una crisi di efficienza. Significa che qualcosa si è inceppato tra produzione, gestione dei costi e politiche di prezzo. Non è un problema di vendite scarse in senso assoluto, è un problema di margini che evaporano. Qual’è il motivo?

Mercati core in caduta libera

Il mercato più redditizio per Stellantis, quello nordamericano, ha registrato un crollo del 25% delle consegne. Una contrazione così netta in quello che dovrebbe essere il motore di profitto è un segnale difficile da digerire. Eppure, dentro questa dinamica negativa si intravede qualcosa di interessante: Jeep e Ram sono in controtendenza. Questi marchi continuano a vendere e a reggere l’urto, segno che i prodotti giusti esistono e funzionano, ma sono strangolati dall’interno.

Mercati periferici come ancora di salvezza

In altre aree del mondo, invece, Stellantis continua a sorprendere: Sud America e Medio Oriente stanno trainando con un +22% di consegne complessive. Un risultato che a prima vista può sembrare incoraggiante, ma che nasconde un paradosso: Stellantis oggi si regge su mercati considerati “periferici”, mentre crolla nei suoi mercati core. Per molti è un segnale di salute, per altri un campanello d’allarme.

Incertezza

Dal 30 aprile 2025, Stellantis non fornisce più alcun orientamento ufficiale per i mesi successivi. Per gli analisti, questo è come navigare in mezzo al mare senza bussola. Come potrebbero proiettare scenari credibili? Per molti si tratta di un vuoto difficile da digerire. Sapete perché? Perché lascia spazio all’immaginazione. Ed il mercato può reagire in due modi: o considerare STLAM troppo conveniente per lasciarsela scappare, o troppo incerta per essere acquistata.

Quindi?

E allora torniamo alla domanda iniziale: che tipo di crisi è questa? I dati parlano di una contrazione non trascurabile, però si può dire poco del futuro. Per molti, la contrazione del P/E è un occasione per entrare dentro un marchio solido come Stellantis. Potrebbe altresì essere l’inizio della corrente opposta. Ed il problema è proprio questo senso di incertezza.

STLAM STLAM Grafico a candele di STLAM. Fonte: baha.com

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