La Svizzera travolta dal caro-affitti

Redazione Money Premium

06/12/2023

Il governo avverte che gli affitti potrebbero registrare un aumento del 15% nei prossimi anni, già cresciuti oltre l’8% dal 2016: il 58% della popolazione svizzera vive in affitto.

La Svizzera travolta dal caro-affitti

Il mercato degli affitti in Svizzera è stato nuovamente scosso venerdì con l’annuncio dell’incremento del tasso ipotecario di riferimento all’1,75%. Questo apparentemente modesto cambiamento può, tuttavia, avere un impatto significativo, poiché permette legalmente ai proprietari di immobili di aumentare gli affitti del 3%.

Dopo anni di cali costanti, il governo avverte che gli affitti potrebbero registrare un aumento del 15% nei prossimi anni, già cresciuti oltre l’8% dal 2016. Questo fenomeno mette sotto i riflettori una situazione delicata in cui il 58% della popolazione svizzera vive in affitto.

Il motivo dietro questo aumento degli affitti non è univoco e genera un acceso dibattito tra politici, associazioni di proprietari e inquilini. La recente proposta del Consiglio federale, presentata dal ministro dell’economia Guy Parmelin, punta a ridurre il tasso imponibile sull’affitto dal 40% al 28%, cercando di mitigare gli effetti dell’aumento. Inoltre, la proposta cerca di aumentare la trasparenza obbligando i proprietari a dimostrare la reale entità degli aumenti di costo prima di trasferirli agli inquilini.

Le associazioni dei proprietari hanno respinto l’idea, sostenendo che non sono loro la causa dell’aumento del costo della vita. Al contrario, le associazioni degli inquilini ritengono che la proposta non sia abbastanza ambiziosa e che, quando entrerà in vigore nel 2025, gli inquilini avranno già subito diversi aumenti degli affitti.

Nel mezzo di questo dibattito, l’associazione degli inquilini ASLOCA ha cercato di contrastare la situazione raccogliendo firme per un referendum su due riforme recenti: una che limita la possibilità di subaffittare e un’altra che semplifica lo sfratto per i proprietari che vogliono rioccupare la loro casa. La popolazione svizzera potrebbe essere chiamata a esprimersi su queste questioni nel corso del 2024.

La situazione è complicata dal fatto che, in un contesto di scarsa disponibilità e prezzi elevati, gli inquilini esistenti sono riluttanti a cambiare appartamento. Uno studio della Banca Cantonale di Zurigo ha evidenziato che il divario di prezzo tra gli affitti esistenti e quelli nuovi a Zurigo è del 26%, mentre a Ginevra è addirittura del 54%. Ciò ha portato a un aumento del 42% nei ricorsi contro l’adeguamento degli affitti nei primi sei mesi del 2023 rispetto all’anno precedente.

D’altro canto, c’è una tendenza emergente tra gli inquilini di cercare soluzioni alternative, come forme di vita più economiche, come case in cooperativa o appartamenti condivisi, compresi quelli intergenerazionali. Questi cambiamenti sono supportati da un aumento dei nuclei familiari composti da tre o quattro persone, a discapito di quelli composti da una o due persone, che erano in precedenza in forte espansione.

A livello internazionale, la situazione degli affitti in Svizzera è sorprendentemente meno critica rispetto ad alcuni Paesi europei. Paesi come Ungheria, Islanda, Irlanda e Lituania hanno registrato aumenti degli affitti superiori al 50% dal 2010, mentre la Svizzera è ancora alle prese con questioni locali e dibattiti politici per trovare soluzioni a lungo termine.

Mentre il governo cerca di intervenire con nuove proposte, la situazione rimane complessa e in continua evoluzione. La popolazione svizzera sarà chiamata a esprimere la propria opinione attraverso referendum, mentre gli inquilini cercano soluzioni alternative per affrontare una realtà di aumento degli affitti e scarsità di alloggi.