La sterlina ha toccato martedì i livelli più deboli da circa un mese contro dollaro ed euro, dopo dati sul mercato del lavoro britannico più fiacchi del previsto. La Bank of England decide sui tassi giovedì, a due giorni dalla Fed e a ridosso della Bank of Japan.
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La sterlina cede terreno oggi sia contro il dollaro sia contro l’euro. Il cambio GBP/USD è sceso fino a un’area di 1,3465-1,3485, il livello più basso da circa cinque settimane, mentre la sterlina scambia sotto 1,35 dollari, ai minimi da metà agosto, in un contesto di dollaro sostenuto dall’attesa di un rialzo dei tassi della Federal Reserve mercoledì.
L’EUR/GBP è salito verso 0,8560, recuperando da un minimo di due settimane a 0,8552 toccato in mattinata.
A pesare sulla sterlina sono stati i dati diffusi oggi dall’Office for National Statistics, che ha riportato un tasso di disoccupazione nel periodo maggio-luglio 2026 al 4,9%, in aumento di 0,2 punti su base annua, mentre il tasso di occupazione per la fascia 16-64 anni è sceso al 75,1% (-0,1 punti sull’anno). Il numero di richieste di sussidio di disoccupazione è invece salito più del previsto: l’incremento mensile è stato di 27.800 unità contro attese per +8.300, dopo un calo di 11.800 nel mese precedente. A complicare il quadro per la Bank of England resta però la crescita salariale. Secondo l’ONS, le retribuzioni settimanali medie sono cresciute del 3,5% annuo al netto dei bonus e del 3,9% includendoli, nel trimestre maggio-luglio.
Bailey frena le attese di rialzo, ma la BoE resta divisa
Il governatore della Bank of England Andrew Bailey aveva già cercato di raffreddare le aspettative di un inasprimento imminente. Ascoltato dalla Commissione Tesoro del Parlamento l’8 settembre, aveva dichiarato:
«Quello che voglio sfatare è l’idea che abbiamo un piano segreto e che sappiamo dove andremo a parare»,
sottolineando che le decisioni sui tassi restano legate all’evoluzione dei dati e non a un percorso prestabilito.
Il comitato di politica monetaria (MPC), tuttavia, è arrivato diviso all’ultima riunione e il 30 luglio ha votato 6 a 3 per mantenere il Bank Rate al 3,75%, con Megan Greene, Catherine Mann e Huw Pill che si sono espressi per un rialzo al 4%. La prossima decisione è attesa giovedì 17 settembre: un sondaggio della HomeOwners Alliance tra 64 economisti indica che 56 si aspettano tassi invariati per il resto del 2026, ma la spaccatura interna resta un fattore di incertezza.
Articolo revisionato da Flavia Provenzani il
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