La profezia (e i consigli) di Kiyosaki sul crollo di Credit Suisse. Nel 2008 aveva azzeccato la previsione su Lehman Brothers

Enrica Perucchietti

16 Marzo 2023 - 08:00

Le previsioni di Kiyosaki sembrano avverarsi di nuovo: Credit Suisse affonda dopo le parole del principale azionista Saudi National Bank che ha escluso la possibilità di fornire supporto finanziario

La profezia (e i consigli) di Kiyosaki sul crollo di Credit Suisse. Nel 2008 aveva azzeccato la previsione su Lehman Brothers

«La mia previsione, dopo quella che ho fatto anni fa su Lehman Brothers, è che la prossima banca a crollare sarà Credit Suisse, perché il mercato obbligazionario sta andando a picco. Il mercato obbligazionario è molto più grande di quello azionario».

A profetizzare il crollo di Credit Suisse è Robert Kiyosaki, uomo d’affari, investitore e oratore motivazionale americano, meglio conosciuto come l’autore del bestseller Rich Dad, Poor Dad, il libro che anticipò il crack di Lehman Brothers. Durante un’apparizione su Fox Business ha avvisato che «il problema» è il mercato obbligazionario e che la Silicon Valley Bank non sarà l’unica banca a chiudere i battenti. Insomma, per Kiyosaki saremmo dinanzi all’antipasto di una vera e propria “tempesta perfetta”.

Un effetto domino su banche e mercati

Kiyosaki pensa, infatti, che l’attuale crisi nel settore bancario si intensificherà con un effetto domino sul mondo bancario e sui mercati. Pertanto, su Twitter ha consigliato agli investitori di concentrarsi e di investire su bitcoin, oro e argento, sostenendo che tali attività potrebbero salvarli dalla catastrofe in arrivo: "sono gli investimenti più sicuri in questo momento”, ha cinguettato.

Nel post, Kiyosak ha affermato che l’attuale crisi spingerà le banche centrali a stampare più “denaro falso” come risposta. A suo avviso, la mossa non cancellerà, però, il problema ma “invaderà l’economia malata”.

Il crollo di Credit Suisse

Credit Suisse è infatti scivolata pesantemente in Borsa arrivando a perdere fino al 25% a causa di voci su un necessario intervento finanziario da parte dei propri azionisti. E proprio il principale azionista, la Banca Nazionale Saudita, in maniera lapidaria, ha risposto di no.

Ammar Al Khudairy, presidente della Saudi National Bank, parlando a Bloomberg Tv ha escluso di fornire ulteriore assistenza finanziaria alla banca svizzera: «La risposta è assolutamente no, per molte ragioni che esulano dalla più semplice ragione normativa e statutaria».

La banca è passata da una crisi all’altra negli ultimi anni, con conseguenti pesanti perdite.

Nei giorni scorsi, Credit Suisse aveva ammesso di aver identificato «carenze sostanziali» nei controlli interni sulla rendicontazione finanziaria. La banca ha specificato che i suoi risultati per il 2022, quando ha riportato la sua più grande perdita annuale dalla crisi finanziaria, non sono stati influenzati. Il Credit Suisse è stato costretto a rinviare la pubblicazione della relazione annuale della scorsa settimana, dopo aver ricevuto una telefonata dell’ultimo minuto dalla Securities and Exchange Commission Usa relativa ai rendiconti finanziari risalenti a tre anni fa, che ha descritto come «tecnica».