Svolta per le telecomunicazioni su Marte. La NASA ha annunciato un accordo con Blue Origin del valore di 700 milioni di dollari per lo sviluppo della MTN.
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Il percorso a tappe Moon to Mars della NASA ha ufficialmente preso il via e ha come obiettivo finale lo sbarco su Marte. L’agenzia governativa degli Stati Uniti punta a utilizzare le missioni del Programma Artemis per testare tecnologie vitali sulla Luna, per poi passare alla “grande missione”.
Secondo le strategie attuali, si prevede un viaggio sola andata della durata compresa tra i 6 e gli 8 mesi, con gli astronauti che dovranno rimanere sulla superficie marziana per circa 500 giorni prima di poter tornare sulla Terra. Quando avverrà tutto questo? Le due finestre attualmente disponibili sono quelle del 2033 e del 2035. Intanto, la stessa NASA ha comunicato un accordo con la Blue Origin di Jeff Bezos per lo sviluppo del sistema di comunicazione.
L’accordo tra NASA e Blue Origin
Con un comunicato stampa, la NASA comunica di aver assegnato a Blue Origin un contratto per lo sviluppo della Mars Telecommunications Network (MTN). Di cosa si tratta? Del nuovo sistema di comunicazione di ultima generazione che dovrà consentire la navigazione ad alta larghezza di banda per le missioni su Marte.
Come si legge nella nota, l’accordo ha un valore potenziale di circa 700 milioni di dollari per la consegna di un orbiter per telecomunicazioni marziane entro il 31 dicembre 2028. Blue Origin avrà dunque il compito di progettare, sviluppare, integrare, lanciare e poi gestire la rete.
L’architettura dovrebbe essere composta da dispositivi posti all’interno di un veicolo spaziale per telecomunicazioni in orbita attorno a Marte. Avrà il delicato compito di trasmettere immagini, informazioni di navigazione, comunicazione di missioni critiche e dati scientifici.
Le altre contendenti
Per l’assegnazione del contratto da 700 milioni di dollari per la realizzazione della MTN, c’è stato un rigoroso processo di selezione da parte della NASA. Il paletto d’ingresso prevedeva l’iscrizione per le sole aziende che già avevano condotto studi preliminari commerciali e avevano proposto un orbiter per telecomunicazioni. Questo ha ristretto il cerchio a un totale di 8 aziende.
Tra queste la vincitrice Blue origin, Rocket Lab, Lockheed Martin, Northrop Grumman, L3Harris Technologies, Quantum Space, Whittinghill Aerospace e la SpaceX di Elon Musk.
Blue Origin è stata la realtà che meglio ha saputo dimostrare le potenzialità delle sue infrastrutture. Il suo orbiter ha confermato la garanzia di comunicazioni costanti e ad alta velocità tra la superficie marziana e i centri di controllo sulla Terra, la trasmissioni di enormi quantità di dati scientifici e immagini, oltre alla possibilità di operare in modo flessibile con la formula di contratto a prezzo fisso, dove il rischio di sviluppo ricade sull’azienda stessa e non sul governo.
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