La mossa degli Usa nel Pacifico: puntare sulla base Tinian per contenere la Cina

Federico Giuliani

13/01/2024

Il progetto di bonifica di Tinian fa parte di una strategia precisa: l’Agile Combat Employment (ACE). Così gli Usa sfidano l’ascesa della Cina nel Pacifico.

La mossa degli Usa nel Pacifico: puntare sulla base Tinian per contenere la Cina

Il braccio di ferro tra Usa e Cina è particolarmente intenso nell’Indo-Pacifico.

Una regione che fa da sfondo allo scontro tra l’ambizione cinese di trasformarsi a tutti gli effetti in una potenza globale marittima e militare – dopo esserlo già diventato sul piano economico – e la volontà statunitense di impedire l’ascesa del Dragone in un’arena – quella asiatica – considerata da Washington rilevante ai fini del mantenimento dei propri interessi mondiali.

È in un simile contesto di crescenti tensioni che gli Stati Uniti hanno deciso di fare un rilevante passo in avanti, riportando in vita un aeroporto abbandonato, utilizzato dalle stesse forze Usa ai tempi della Seconda Guerra Mondiale per lanciare i bombardamenti atomici sul Giappone. Gli americani hanno iniziato a rimuovere la vegetazione della giungla dall’aeroporto dell’isola di Tinian – oltre che da altre vecchie basi dislocate nell’area – parte del territorio Usa delle Isole Marianne Settentrionali, con l’intenzione di sfruttarle per arginare la crescente influenza di Pechino nel Pacifico.

“La riabilitazione degli aeroporti della Seconda Guerra Mondiale ha fornito alle Pacific Air Forces (PACAF) una strada rapidamente eseguibile per migliorare le infrastrutture nella regione”, ha dichiarato all’Afp un portavoce dell’esercito statunitense. Nel riabilitare la struttura di Tinian nessuno, a Washington, ha mai menzionato la Cina. Tuttavia, i piani dell’amministrazione Biden si inseriscono nel contesto di una seria svolta militare nella regione, portata avanti mentre la Cina è, a sua volta, intenta a costruire nuove basi, anche in acque contese.

Gli Usa puntano (anche) sull’isola di Tinian

Tinian fa parte del Commonwealth delle Isole Marianne Settentrionali, un territorio statunitense nel Pacifico, situato a circa 6.000 chilometri a ovest delle Hawaii, nel Pacifico. Sull’isola di 39 miglia quadrate vivono solo circa 3.000 persone. L’aeroporto di Tinian era forse il più importante – e il più trafficato – del mondo nel 1945. Le sue sei piste, costruite in tutta fretta, ospitavano i bombardieri B-29 statunitensi che effettuavano missioni contro il Giappone, a circa 2.300 chilometri di distanza.

Il vecchio aeroporto militare di Tinian ha “un’ampia pavimentazione ricoperta di vegetazione. Elimineremo quella giungla da qui all’estate,” ha recentemente dichiarato il generale dell’aeronautica Kenneth Wilsbach a Nikkei Asia. I primi lavori nella struttura sono iniziati vicino all’aeroporto civile nel febbraio 2022, prima di estendersi verso l’aeroporto della Seconda Guerra Mondiale, nel nord dell’isola. Nel giro di un paio di anni, la riabilitazione dell’asfalto e la costruzione dei serbatoi di carburante dovrebbero essere completati con un budget di almeno 162 milioni di dollari.

Scendendo nei dettagli, a parte della strategia del Pentagono quella di aprire una serie di basi militari flessibili, in grado di operare al di fuori delle installazioni più grandi e di lunga data in Giappone, Corea del Sud e nel territorio insulare americano di Guam. Negli ultimi tre anni, il denaro stanziato annualmente per i costi di costruzione militare nell’Indo-Pacifico è raddoppiato, passando da 1,8 miliardi di dollari nel 2020 a poco meno di 3,6 miliardi di dollari nel 2023. Ricordiamo, infine, che quella di Tinian non è l’unica base Usa risalente alla Seconda Guerra Mondiale ad esser stata rinnovata: i nuovi stanziamenti per la Difesa includono anche investimenti per la costruzione della base aerea di Basa nelle Filippine, insieme a progetti in corso presso le basi di Darwin e Tindal della Royal Australian Air Force.

La strategia ACE

La Cnn ha fatto presente che gran parte della potenza aerea statunitense nel Pacifico è concentrata su poche grandi basi aeree, come la base aerea di Andersen, a Guam, o la base aerea di Kadena, sull’isola giapponese di Okinawa. Un attacco su quelle basi potrebbe paralizzare la capacità dell’esercito Usa di rispondere ad un avversario nel caso in cui Washington dovesse concentrare in loco troppa potenza aerea. Come se non bastasse, la Cina sta aumentando le sue forze missilistiche, e dunque l’Aeronautica Militare Usa è alla ricerca di luoghi in cui disperdere la sua flotta.

Il progetto di bonifica di Tinian fa parte di una strategia precisa: l’Agile Combat Employment (ACE), che secondo un documento della dottrina dell’aeronautica militare consiste nello spostare “le operazioni da infrastrutture fisiche centralizzate a una rete di luoghi più piccoli e dispersi che possono complicare la pianificazione avversaria e fornire più opzioni per azioni congiunte”.

Quest’isola, poi, non solo potrebbe ospitare aerei da combattimento statunitensi - dagli F-35 e F-15E Strike Eagles ai bombardieri stealth B-2 e B-21 - ma, cosa più importante, potrebbe servire come base operativa avanzata per accogliere gli aerei da rifornimento KC-46 e KC -135.

Nel frattempo, Wu Qian, portavoce del ministero della Difesa cinese, ha dichiarato che la Cina sta prestando molta attenzione alle mosse degli Stati Uniti e salvaguarderà fermamente i diritti marittimi, la sicurezza e la sovranità di Pechino nella regione.

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