Una ricerca della Bank of America svela che da qui al 2040 la Gen Z diventerà la generazione più ricca della storia. Una previsione forse troppo ottimistica
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Quello che stiamo vivendo è un momento molto complesso a livello economico. Il costo della vita continua a salire, al pari dell’inflazione, e si sta allargando la forbice tra gli ultra ricchi e chi fatica ad arrivare a fine mese.
Una situazione che colpisce duramente chi è nato tra il 1997 e il 2012, la cosiddetta Gen Z, che deve fare i conti con tassi di disoccupazione record, stipendi insufficienti ed enormi difficoltà a risparmiare.
La buona notizia per i più giovani è che secondo uno studio di Bank of America Global Research la situazione è destinata a cambiare velocemente ed entro il 2040 la Gen Z sarà la più ricca della storia. Ma sarà davvero così? O siamo davanti a un’opinione quantomeno ottimistica?
Il Grande Trasferimento di Ricchezza
La ricerca di Bank of America parte dai freddi numeri. Nel 2023 la Gen Z aveva un reddito complessivo globale di circa 9.000 miliardi di dollari, più o meno 7.700 miliardi di euro. Questa cifra, secondo i ricercatori, sarà quadruplicata nel 2030 e, appena un decennio dopo, toccherà il record di 74.000 miliardi di dollari.
Ma com’è possibile che si passi in meno di 15 anni dalla difficilissima situazione attuale a una crescita così esponenziale? La risposta, secondo la ricerca, risiede nel fenomeno che viene definito “Great Wealth Transfer”, termine traducibile con “grande trasferimento di ricchezza”.
Entro i prossimi vent’anni dovrebbero entrare nelle tasche della Gen X, dei Millennials, e della Gen Z circa 84 trilioni di dollari sotto forma di eredità. Il 38% del totale di questa enorme ricchezza arriverà ai più giovani che diventeranno così la generazione più ricca della storia.
I dubbi sullo studio
Purtroppo l’analisi della Bank of America, per quanto interessante, è ricca di lacune che fanno calare notevolmente il livello di ottimismo. La prima criticità è che si tiene conto soltanto delle cifre relative a reddito e patrimonio, senza considerare le condizioni della vita reale e le sue probabili evoluzioni.
Questo significa che è difficile arrivare ad affermare che i membri della Gen Z saranno più ricchi dei loro predecessori senza considerare l’aumento dei costi degli immobili e dell’energia e senza pensare al possibile impatto economico dei cambiamenti climatici.
La Gen Z, quindi, sarà quasi sicuramente più ricca sulla carta, ma non necessariamente avrà una quotidianità migliore o più agiata.
L’altra grande incognita è la provenienza della ricchezza. Il patrimonio futuro dei più giovani deriverà principalmente, secondo Bank of America, da beni ereditati e non da salari più ricchi o da una crescita della stabilità lavorativa.
In questo quadro rischiano di acuirsi le disuguaglianze di reddito, con tutto ciò che questo comporta a livello di discriminazione per chi non ha avuto la possibilità di ereditare qualcosa.
L’aumento di ricchezza, dunque, rischia di privilegiare chi ricco lo è già ed è proprio questa la pecca della ricerca di Bank of America: il non considerare fenomeni come lo stato del welfare, la mobilità sociale e gli interventi politici per la riduzione delle disparità economiche.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.