Un progetto futuristico, forse troppo. Che paga lo scotto di prezzi troppo alti, scarse applicazioni, esperienza d’uso e un marketing da parte di Google inefficace. Un prodotto avveniristico, in stile Enterprise, ma di fatto inutile.
E così, dopo poco più di 10 anni dal loro debutto, Google ha deciso di accantonare definitivamente i suoi occhiali di realtà che escono di produzione.
La storia dei Google Glass
Correva l’anno 2013, quando Google presentò i Google Glass. Degli occhiali smart, dotati di un piccolo display sul quale leggere le notifiche ricevute dal telefono collegato, con il quale era possibile interagire tramite comandi vocali, dotati fotocamera, per registrare foto e soprattutto video con un’inusuale prospettiva in prima persona.
Un dispositivo di nicchia, rilasciato solo negli USA a un numero ristretto di utenti, e venduto anche a caro prezzo. Il grande pubblico snobbò la tecnologia per la realtà aumentata, ai tempi costosa e poco utile alla vita di tutti i giorni.
Come se non bastasse, i successivi aggiornamenti hanno reso la prima generazione dei Google Glass quasi inutilizzabile, lasciando con l’amaro in bocca ai pochi acquirenti che si erano lanciati nell’acquisto.
Subito dopo, l’azienda cerco di riciclarli in ambito aziendale e decise di continuare a sviluppare gli occhiali, ma solo per il mercato business e degli sviluppatori. Nel 2020 sono arrivati così i Google Glass Enterprise Edition 2, che non erano disponibili nei negozi ma che Google vendeva solo tramite dei provider autorizzati e solo alle imprese.
Ora, non solo il dispositivo (che costa quasi mille dollari) non verrà più prodotto, ma il 15 settembre prossimo non verrà più supportato e non verranno più pubblicati aggiornamenti. I Google Glass continueranno a funzionare dopo quella data, ma molto probabilmente perderanno il supporto delle app e quindi saranno sostanzialmente inutili.
Questa chiusura e il flop di tale progetto si lega a filo doppio alla profonda crisi che tutto il settore tech sta affrontando, con licenziamenti massicci in tutte le più grandi compagnie di Big Tech e con la crisi del metaverso, rimasto per ora più un cantiere a cielo aperto che quel progetto pioneristico, com’è stato venduto all’opinione pubblica.
E, ancora volta, alimentare le attese e non saperle soddisfare, genera malcontento e delusione tra gli acquirenti.