La criptovaluta di Trump ha guadagnato oltre il 70% con la promessa di una cena presidenziale. Il sito ufficiale della memecoin $TRUMP ha lanciato un messaggio chiarissimo: i 220 maggiori detentori di token saranno invitati a una cena esclusiva a Washington e per i 25 wallet più ricchi ci sarà anche un tour VIP alla Casa Bianca.
Poche ore dopo l’annuncio, già 244 utenti avevano collegato i propri wallet alla classifica ufficiale. Per ora, in testa c’è l’utente “CASE” con circa 400.000 token. L’idoneità sarà calcolata in base al valore medio delle monete possedute tra il 23 aprile e il 12 maggio.
Attenzione, però. In dinamiche come queste, i veri beneficiari non sono quasi mai gli investitori dell’ultima ora, ma coloro che controllano le leve del gioco. Anche perché il rally non nasce da un’innovazione tecnologica o da una nuova partnership strategica, ma da un’operazione di marketing che sfrutta un messaggio potente: più token possiedi, più ti avvicini al potere.
Ecco cosa sta succedendo e a quali trappole stare attenti.
$TRUMP, investimento o scommessa?
La criptovaluta di Trump non può essere considerata un investimento. Nonostante l’ondata speculativa, il suo prezzo è ancora lontano dal massimo di 73 dollari raggiunto dopo il lancio del progetto a gennaio. E per chi sta pensando di entrare ora, i rischi sono tutt’altro che trascurabili. Eccone tre fondamentali:
- L’offerta sta aumentando: solo pochi giorni prima dell’annuncio, sono stati sbloccati 300 milioni di dollari del token $TRUMP. E altri sblocchi sono previsti nei prossimi mesi. Questo significa che l’offerta di monete disponibili aumenterà. In un mercato speculativo come questo, se l’offerta aumenta e la domanda cala, i prezzi crollano.
- Il token non ha valore intrinseco: $TRUMP non ha un utilizzo pratico, non serve per accedere a un servizio o a un progetto tecnologico. È una memecoin, basata unicamente sulla visibilità del presidente Trump.
- Forte concentrazione in mano agli insider: circa l’80% dell’intera fornitura è controllata da CIC Digital e dalla joint venture Fight Fight Fight LLC, entrambe legate alla Trump Organization. Questo significa che pochi soggetti possono influenzare il mercato.
leggi anche
TrumpCoin e MelaniaCoin: il picco della bolla?
Le trappole della criptovaluta di Trump
L’annuncio della cena con Trump è stato un colpo di genio sul piano mediatico. Ma ha anche aperto una questione delicata: è lecito che un politico in carica sfrutti il proprio nome per promuovere un asset finanziario non regolamentato?
A febbraio, la SEC ha chiarito che questi token non sono titoli regolamentati, ma oggetti da collezione digitali. In altre parole, nessuna protezione per chi investe, nessuna garanzia legale, nessun paracadute.
E il rischio è sempre lo stesso: entrare sull’onda dell’euforia, senza una vera analisi. Nel caso di $TRUMP, non c’è nulla da analizzare: non esiste un prodotto, un modello di business, né un utilizzo definito. Il valore si regge solo sull’effetto annuncio.
Il copione, purtroppo, è quello visto con $DOGE, $SHIB, $PEPE: dopo un annuncio virale, il prezzo esplode, entrano gli speculatori e si tocca un picco. Poi gli insider vendono e il prezzo crolla. Chi è entrato tardi resta con il cerino in mano.
leggi anche
Come comprare criptovalute. La guida completa
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |