La Commissione europea propone lo spionaggio dei giornalisti in nome della «sicurezza nazionale»

Enrica Perucchietti

28 Giugno 2023 - 10:00

La decisione di Bruxelles di autorizzare l’installazione di spyware su dispositivi utilizzati da redazioni e giornalisti rappresenta una minaccia alla libertà di informazione.

La Commissione europea propone lo spionaggio dei giornalisti in nome della «sicurezza nazionale»

La deroga richiesta dalla Francia all’European Media Freedom Act (EMFA) per consentire l’installazione di spyware su dispositivi utilizzati da redazioni e giornalisti rappresenta una minaccia diretta alla libertà di informazione e ai diritti fondamentali dei giornalisti.

Tale decisione, presa in nome della sicurezza nazionale, è estremamente preoccupante e potrebbe aprire la strada alla persecuzione legale dei professionisti dell’informazione, incentivando peraltro l’autocensura degli stessi.

Un’inversione di prospettiva

La proposta originale dell’EMFA mirava a vietare l’utilizzo di spyware, riconoscendo l’importanza di preservare l’indipendenza dei media e proteggere i giornalisti dall’interferenza politica. Ma poi, grazie alle pressioni della Francia, sono state apportate importanti modifiche che rendono possibile la sorveglianza invasiva dei giornalisti. È come se si volesse proteggere la libertà di informazione controllandola a ogni passo.

I punti critici

È estremamente allarmante il fatto che la deroga consentirebbe la sorveglianza dei giornalisti per ben 32 reati, senza specificare in modo chiaro e inequivocabile i criteri di «sicurezza nazionale». Nella versione originale, erano previsti solo 10 reati gravi, come il terrorismo, i crimini contro l’umanità e la pornografia infantile. Nella nuova versione, sono stati aggiunti reati come il traffico di auto e di sostanze ormonali, allargando enormemente il campo di applicazione del monitoraggio.

Una scadenza inquietante

Il fatto che questa deroga possa diventare operativa entro un anno, prima che la presidenza di turno passi all’Ungheria, solleva ulteriori preoccupazioni. L’Ungheria è un Paese che ha sollevato già numerose timori per quanto riguarda la libertà dei media; quindi, lasciare che questa deroga sia adottata senza una revisione accurata potrebbe essere un grave errore. È come se si desse una pistola carica a chi ha già dimostrato di non rispettare le regole.

Un’ironia amara

L’European Federation of Journalists (EFJ) ha giustamente sottolineato come questa deroga renda vuote le tutele previste per i giornalisti.

La protezione della sicurezza nazionale non può giustificare violazioni indiscriminate della libertà dei media. In un colpo solo, si sta offrendo un’opportunità senza precedenti per interferire nell’attività giornalistica e minare la fiducia nella professione.

Conclusioni

È assurdo pensare che si possa garantire la libertà di informazione autorizzando la sorveglianza invasiva dei giornalisti.

L’EMFA è stato pensato per proteggere i giornalisti dall’interferenza politica, non per fornire un pretesto per la censura o la persecuzione. È fondamentale che il Parlamento europeo riveda attentamente il testo e assicuri che le tutele per i giornalisti siano robuste e rispettate.

La democrazia e la libertà di informazione non possono essere messe a rischio in nome della sicurezza nazionale.