«La Cina sprofonda»: cosa svela l’ultimo studio choc di Science

Federico Giuliani

26 Aprile 2024 - 07:02

Il 45% del territorio urbano della Cina starebbe sprofondando più velocemente di 3 millimetri all’anno. Il 16% addirittura a più di 10.

«La Cina sprofonda»: cosa svela l’ultimo studio choc di Science

La Cina ha un enorme problema che, nel lungo periodo, potrebbe compromettere la sua economia e intaccarne il tessuto sociale. Quasi la metà delle principali città cinesi soffre infatti di livelli di subsidenza che vanno da moderati a gravi. Significa, in parole povere, che la terra sta sprofondando sotto i piedi di milioni di persone a causa delle attività umane, esponendo le aree costiere del Paese sempre più a rischio di fenomeni avversi quali inondazioni e innalzamento del livello del mare.

Lo si legge, nero su bianco, in uno studio pubblicato da Science, secondo cui il 45% del territorio urbano cinese starebbe sprofondando più velocemente di 3 millimetri all’anno e il 16% a più di 10, per via della diminuzione delle falde acquifere ma anche per il peso dell’ambiente costruito in superficie.

Con una popolazione urbana che supera già i 900 milioni di persone, “anche una piccola porzione di territorio in cedimento in Cina potrebbe quindi tradursi in una minaccia sostanziale per la vita urbana”, ha affermato il team di ricercatori autori dello studio guidato da Ao Zurui della South China Normal University.

Ricordiamo che la subsidenza – alla lettera: un lento e progressivo sprofondamento del fondo di un bacino marino o di un’area continentale - costa già alla Cina più di 7,5 miliardi di yuan (1,04 miliardi di dollari) in perdite annuali, e che, entro il prossimo secolo, quasi un quarto delle terre costiere potrebbe effettivamente trovarsi al di sotto del livello del mare, esponendo centinaia di milioni di persone a un rischio ancora maggiore di inondazioni.

Cosa succede in Cina

“La massiccia ondata di urbanizzazione della Cina potrebbe essere minacciata dalla subsidenza del terreno. Utilizzando una tecnica di interferometria radar ad apertura sintetica spaziale, abbiamo fornito una valutazione sistematica del cedimento del terreno in tutte le principali città della Cina dal 2015 al 2022”, hanno spiegato gli autori dello studio pubblicato da Science.

Le previsioni del team non sono affatto rosee: entro il 2120, dal 22 al 26% delle terre costiere cinesi avrà un’altitudine relativa inferiore al livello del mare, ospitando dal 9 all’11% della popolazione costiera, a causa dell’effetto combinato della subsidenza delle città e dell’innalzamento del livello del mare. C’è una soluzione? Rafforzare le misure protettive per mitigare i potenziali danni derivanti dalla subsidenza.

“Ciò porta davvero a capire che questo è per la Cina un problema nazionale e non un problema solo in uno o due posti. Ed è un microcosmo di ciò che sta accadendo nel resto del mondo”, ha spiegato alla Cnn Robert Nicholls del Tyndall Center for Climate Change Research presso l’Università dell’East Anglia. Calcolatrice alla mano, 270 milioni di persone vivono su terreni che sprofondano, mentre 67 milioni abitano terreni che si abbassano più velocemente di 10 millimetri (0,4 pollici) ogni anno.

La dilagante estrazione delle acque sotterranee in Cina sarebbe uno dei principali fattori di subsidenza. Le città stanno pompando acqua dalle falde acquifere sotterranee più velocemente di quanto possa essere reintegrata, una situazione aggravata dalla siccità alimentata dai cambiamenti climatici.

Un pompaggio eccessivo abbassa la falda freatica e fa affondare il terreno sovrastante. Il territorio sta però sprofondando anche a causa del peso crescente delle città stesse; il suolo può compattarsi, naturalmente a causa del peso dei sedimenti che si accumulano nel tempo e delle pesanti costruzioni che premono sul terreno, provocando il costante sprofondamento dello stesso.

Conseguenze e soluzioni

La città settentrionale di Tianjin, che ospita più di 15 milioni di persone, è stata identificata come una delle più colpite da questo fenomeno. L’anno scorso, 3.000 residenti sono stati evacuati dopo un «improvviso disastro geologico» che gli investigatori avevano alla fine attribuito all’esaurimento dell’acqua e alla costruzione di pozzi geotermici.

Molti dei vecchi distretti carboniferi della Cina hanno sofferto lo stesso problema a causa degli scavi, con le autorità spesso costrette a iniettare cemento nei pozzi fatiscenti per rinforzare il terreno. Così come Shanghai, dove sono stati costruiti sistemi di dighe alti diversi metri. Il governo cinese sta affrontando l’affondamento in diversi modi, tra cui l’implementazione di leggi severe per controllare il pompaggio delle acque sotterranee.

Attenzione però, perché lo sprofondamento del terreno non si limita soltanto alla Cina. Circa 6,3 milioni di chilometri quadrati di terra in tutto il mondo sarebbero a rischio. Tra i Paesi più colpiti c’è l’Indonesia, con gran parte della capitale Jakarta ora sotto il livello del mare. Nei Paesi Bassi, il 25% del territorio è sprofondato al di sotto del livello del mare. E a Città del Messico, probabilmente la città che subisce il cedimento più rapido al mondo, il terreno sta sprofondando alla velocità di 50 centimetri all’anno.

Nicholls sostiene che le città vulnerabili potrebbero imparare lezioni da Tokyo, che sprofondava di circa 5 metri fino a quando non ha vietato l’estrazione delle acque sotterranee negli anni ’70. “La mitigazione della subsidenza dovrebbe essere presa molto seriamente, ma non è possibile fermarla tutta, quindi si parla di adattamento e di costruzione di dighe”, ha aggiunto. In ogni caso, delle 44 principali città costiere colpite dal problema, ben 30 sono situate in Asia.

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