La Cina frena sul GNL: prezzi più bassi per il gas in Europa?

Redazione Money Premium

6 Gennaio 2025 - 06:41

La capacità della Cina di accumulare scorte e la sua attuale ritirata dal mercato spot potrebbero rivelarsi decisive nel 2025.

La Cina frena sul GNL: prezzi più bassi per il gas in Europa?

Negli ultimi mesi, la Cina, il maggiore importatore mondiale di Gas Naturale Liquefatto (GNL), ha rallentato significativamente gli acquisti sul mercato spot.

Questo rallentamento si verifica in un momento in cui i prezzi del GNL in Asia hanno raggiunto i livelli più alti dell’anno, toccando i 15 dollari per milione di British thermal units (MMBtu) per le consegne di gennaio nel nord-est asiatico.

Dopo aver accumulato ingenti scorte approfittando dei prezzi più bassi nei mesi precedenti, la Cina ha ora riserve di gas naturale sufficientemente elevate da permettere agli importatori di ridurre gli acquisti di GNL spot ai prezzi attuali, considerati troppo alti. I dati mostrano che le importazioni cinesi di GNL nell’ultimo mese sono diminuite del 12% rispetto alla media degli ultimi quattro anni (2020-2023) per lo stesso periodo. Questo rappresenta un netto cambiamento rispetto alla tendenza prevalente per la maggior parte dell’anno, che aveva visto importazioni superiori alla media e più alte rispetto al 2023.

Il rallentamento delle importazioni cinesi potrebbe liberare una maggiore quantità di GNL spot per l’Europa. Il continente, infatti, sta affrontando una situazione critica: le riserve di gas naturale vengono consumate al ritmo più rapido degli ultimi otto anni, complice il clima freddo, la scarsa produzione eolica e le preoccupazioni sulla sicurezza dell’approvvigionamento. Quest’ultima è aggravata dall’imminente scadenza dell’accordo per il transito del gas russo verso l’Europa tramite l’Ucraina, prevista per il 31 dicembre.

I prezzi del gas naturale in Europa hanno recentemente toccato il massimo annuale a causa della combinazione di ondate di freddo e velocità del vento estremamente basse nel nord-ovest del continente. Inoltre, la competizione con l’Asia per l’approvvigionamento di GNL spot ha contribuito ad alimentare l’aumento dei prezzi europei del gas e dell’elettricità.

La Cina ha adottato un approccio strategico nel gestire le sue riserve di gas naturale. Dopo aver incrementato le importazioni di gas tramite gasdotti e GNL per la maggior parte dell’anno, nel mese di novembre il totale delle importazioni è diminuito dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2023, secondo i dati ufficiali dell’Amministrazione Generale delle Dogane cinese. Questo calo è stato influenzato dai prezzi elevati del GNL, che hanno spinto i compratori cinesi a evitare ulteriori acquisti sul mercato spot.

In alcuni casi, gli operatori cinesi stanno persino rivendendo carichi di GNL. Ad esempio, CNOOC Ltd ha messo in vendita un carico proveniente dall’Australia per febbraio, mentre PetroChina ha già venduto diverse spedizioni nel corso dell’ultimo mese. Questi segnali indicano che la Cina potrebbe essere ben fornita di gas per affrontare l’inverno.

Il comportamento della Cina nel mercato del GNL ha ripercussioni significative a livello globale. Se i compratori cinesi continueranno a ritirarsi dal mercato spot a causa dei prezzi elevati, l’Europa potrebbe beneficiare di una maggiore disponibilità di forniture, contribuendo a ridurre le preoccupazioni legate alla sicurezza energetica e alla crescita dei prezzi. Tuttavia, l’evoluzione del mercato dipenderà dalla capacità dei paesi europei di gestire la domanda durante i mesi invernali e dalla competizione con l’Asia per il GNL disponibile.

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