La bolla è pronta a scoppiare, crolli fino al 90% in arrivo

Claudia Cervi

18/06/2024

Il mercato azionario attuale riflette la situazione del 1997, suggerendo che presto potrebbe scoppiare una bolla. Allarmismo o realtà? Ecco le opinioni di 5 autorevoli analisti.

La bolla è pronta a scoppiare, crolli fino al 90% in arrivo

Il rally del mercato azionario sembra inarrestabile, ma 5 analisti prevedono che la bolla è pronta scoppiare con crolli fino al 90%. Il mercato azionario ha visto una crescita impressionante nel 2024, con l’S&P 500 e il Nasdaq che hanno raggiunto nuovi massimi storici. Tuttavia, non mancano i segnali di allerta: molti analisti temono che siamo vicini a una bolla che potrebbe presto scoppiare, portando a crolli significativi. I timori di una repentina correzione sono aumentati nelle ultime settimane, soprattutto perché le azioni continuano a raggiungere livelli record, trainate in particolare dalle big tech come Apple e Nvidia.

Gli orsi di Wall Street avvertono però che l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale potrebbe essere il preludio a un crollo simile a quello della bolla di Internet della fine degli anni ’90. Vediamo di seguito le opinioni di 5 analisti di spicco che prevedono un imminente crollo del mercato azionario.

1) UBS: 6 segnali che il mercato è in una bolla

Secondo UBS, il mercato azionario sta già mostrando segni di una bolla. Solitamente ci sono otto segnali d’allarme di una bolla di mercato in formazione e sei di questi si sono già manifestati, ha affermato la banca. Gli strateghi hanno sottolineato segnali come la crescente pressione sui profitti aziendali, la diminuzione dell’ampiezza del mercato e l’acquisto aggressivo di azioni da parte degli investitori al dettaglio.

Quando il mercato azionario è dominato da poche società che rappresentano la maggior parte dei guadagni, significa che l’ampiezza del mercato è debole.

Grafico perdita ampiezza mercato Grafico perdita ampiezza mercato fonte UBS

La buona notizia è che la bolla potrebbe non scoppiare immediatamente. Gli analisti di UBS paragonano la situazione attuale più alla bolla del 1997 che a quella del 1999. “Investiamo per la tesi della bolla solo se siamo nel 1997 e non nel 1999 (come pensiamo di essere)”, hanno dichiarato in una nota recente.

2) Harry Dent: prepararsi al più grande crollo della storia

L’economista Harry Dent avverte che le azioni sono intrappolate in quella che definisce la “bolla delle bolle” e potrebbero subire una drastica caduta. In una recente intervista con Fox Business Network, Dent ha previsto che l’S&P 500 potrebbe crollare fino all’86%, mentre il Nasdaq Composite potrebbe subire una flessione di circa il 92%.

Dent attribuisce questa situazione a decenni di politiche monetarie e fiscali espansive, che hanno gonfiato i mercati oltre i loro limiti sostenibili. Secondo lui, questa bolla ha iniziato a mostrare segni di “sopravvalutazione” già da tempo, con le azioni che raggiungono nuovi massimi a fatica e con l’indicatore Shiller PE che attualmente è a 35.

Indicatore Shiller PE Indicatore Shiller PE fonte Seeking Alpha

Dent ha osservato che la durata di questa bolla, circa 14 anni, supera di gran lunga quella delle bolle storiche, che solitamente durano tra i cinque e i sei anni. “Il prolungamento di questa bolla rende inevitabile un crollo più grave di quello visto nel 2008-2009”, ha avvertito Dent.

Per molti anni, Dent ha previsto un severo crollo del mercato. Già nel 2009, aveva pubblicato un libro in cui anticipava un collasso del mercato azionario e una conseguente depressione economica che potrebbe perdurare per oltre un decennio.

3) Richard Bernstein: le big cap possono crollare del 50%

Richard Bernstein, Chief Investment Officer della RBA, sostiene che i titoli a grande capitalizzazione sono decisamente sopravvalutati e sembrano destinati a un fallimento. In una recente nota, Bernstein ha osservato che solo un ristretto gruppo di azioni sostiene il mercato e che gli attuali leader delle società a grande capitalizzazione restituiranno la maggior parte dei loro guadagni e vedranno rendimenti deludenti in futuro.

Nel peggiore dei casi, Bernstein prevede che i titoli azionari con il valore più elevato potrebbero crollare del 50%, generando perdite paragonabili a quelle del crollo delle dot-com. “Questo è ciò a cui penso che stiamo guardando”, ha avvertito Bernstein. “Ci aspettano molti anni di significativa sottoperformance”.

Tuttavia, Bernstein ritiene che ci possano essere opportunità anche in questa situazione ed è rialzista praticamente in ogni altra area del mercato, eccetto per i primi sette titoli a mega capitalizzazione. Questo suggerisce che gli investitori diversificati potrebbero trarre vantaggio dalle condizioni attuali.

4) Capital Economics: le azioni cresceranno del 20% prima di crollare

Secondo Capital Economics, le azioni possono crescere ancora del 20% prima che la bolla scoppi. La società di ricerca prevede che l’S&P 500 potrebbe subire una forte correzione dopo un rally a 6.500 punti. Questo perché, secondo John Higgins, capo economista di mercato dell’azienda, c’è ancora molto margine di crescita prima che i prezzi inizino a scendere.

Higgins ha sottolineato che le azioni sembrano già essere in una fase avanzata di bolla, indicando l’eccessivo clamore che circonda l’intelligenza artificiale a Wall Street. “Le bolle tendono a gonfiarsi maggiormente nelle loro fasi finali quando l’eccitazione raggiunge il culmine”, ha avvertito.

5) John Hussman: un crollo del 70% è imminente

L’investitore John Hussman ritiene che le azioni potrebbero crollare fino al 70% una volta scoppiata la bolla. Hussman ha avvertito di una forte correzione dei titoli azionari durante tutto l’anno e, in una recente nota ai clienti, ha indicato diversi segnali di allarme che preannunciano una situazione critica.

Secondo il parametro di valutazione più affidabile della sua azienda, l’indice S&P 500 sembra essere al massimo livello di sopravvalutazione dal 1929, proprio prima che il mercato azionario crollasse e l’economia americana precipitasse in una depressione. “Continuo a considerare l’avanzamento del mercato degli ultimi mesi come un tentativo di afferrare la schiuma della bolla di ieri piuttosto che un nuovo, duraturo progresso del mercato rialzista”, ha dichiarato Hussman.

Secondo Hussman l’S&P 500 potrebbe perdere tra il 50% e il 70% al termine di questo ciclo, riportando i rendimenti attesi a lungo termine ai normali standard che gli investitori associano alle azioni. “In parole povere, la mia impressione è che il periodo dall’inizio del 2022 comprenda il picco prolungato di una delle tre grandi bolle speculative della storia degli Stati Uniti”, ha aggiunto.

In conclusione, sebbene il mercato azionario continui a raggiungere nuovi massimi, le preoccupazioni degli analisti riguardo a una possibile bolla non possono essere ignorate. Le opinioni divergenti di questi esperti sottolineano l’importanza di monitorare attentamente i segnali del mercato e di essere preparati a una possibile correzione significativa. Gli investitori devono essere consapevoli dei rischi e considerare strategie di diversificazione per proteggere i loro portafogli da potenziali crolli.

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