La benzina è finita, lo dicono le stazioni di servizio. Cosa sta succedendo?

Patrizia Del Pidio

25 Marzo 2026 - 11:18

Distributori senza carburante e allerta da parte degli automobilisti che tremano all’idea di restare senza benzina e senza gasolio. Cosa sta succedendo nelle stazioni di servizio italiane?

La benzina è finita, lo dicono le stazioni di servizio. Cosa sta succedendo?

Al problema del caro carburante, per gli automobilisti si aggiunge il problema dell’assenza di carburanti nelle stazioni di rifornimento italiane. Negli ultimi giorni non è stato raro trovare cartelli con scritto “carburante esaurito” o che il benzinaio comunichi al cliente che non c’è benzina.

Per chi già si sta preoccupando di un’emergenza nazionale, chiariamo subito che il problema ha altre cause. La benzina non sta finendo. Il problema è stato innescato dal decreto che ha introdotto un taglio temporaneo delle accise dei carburanti di 25 centesimi di euro al litro, sconto valido per soli 20 giorni. Cerchiamo di capire cosa è successo.

Carburante esaurito, cosa succede?

L’Osservatorio del Ministero ha notato che nei giorni che hanno seguito il 23 marzo (giorno di pubblicazione del decreto con il taglio delle accise) non tutti i distributori italiani hanno adeguato il prezzo tempestivamente applicando lo sconto. Solo il 60% delle stazioni di servizio ha ridotto effettivamente i prezzi subito, mentre in alcuni casi (11,4%) i prezzi erano addirittura aumentati. In questi ultimi casi è stato risolutivo l’intervento della Guardia di Finanza.

Il fatto, quindi, che in alcuni distributori il rifornimento costava molto meno grazie all’applicazione dello sconto, ha fatto in modo che gli automobilisti si siano concentrati sulle pompe di benzina e gasolio dove il prezzo era più basso e in particolare sui distributori a marchio ENI che vendeva la benzina self-service a 1,640 euro al litro contro una media nazionale di 1,711 euro al litro e il gasolio a 1,888 euro al litro contro una media nazionale di 1,977 euro al litro.

Il risultato è stato che alcuni impianti si sono trovati a gestire un flusso di clienti anomalo finendo le scorte di carburante. Se una stazione di servizio vende più benzina o più diesel rispetto a quanto preventivato, rimane senza e i rifornimenti avvengono in giorni prestabiliti della settimana, anche se in caso di emergenza possono essere anticipati.

Attualmente, quindi, il problema non è un esaurimento delle scorte nazionali, ma di logistica: i distributori rimasti a corto di carburante stanno soltanto aspettando di essere riforniti.

I distributori hanno serbatoi interrati con capacità limitata (solitamente tra i 15.000 e i 30.000 litri). Se la domanda raddoppia improvvisamente perché il prezzo è di diversi centesimi inferiore alla media, la scorta settimanale finisce in 48 ore.

I cartelli che hanno allarmato

In alcuni distributori del bolognese è assente la benzina, in alcuni del comasco mancava, in particolare, la benzina verde. Sui social è allarme con gli utenti che pubblicano fotografie di pompe di benzina con affissi cartelli “Carburante esaurito” e già si pensa al peggio. Stesse scene si sono verificate a Treviso e a Varese dove gli automobilisti girano alla ricerca di un impianto che gli permetta di fare rifornimento.

Anche se la preoccupazione è più che comprensibile poiché sembra di essere tornati negli anni Settanta, il rischio di esaurire le scorte di carburante non esiste: benzina e diesel ci sono e presto arriveranno nuovamente ai distributori che attendono soltanto il rifornimento dalle cisterne.

La corsa al carburante meno caro

Luca Vazzoler, di Assopetroli-Assoenergia ha spiegato che non c’è emergenza a livello nazionale ma che “

Il carburante continua ad arrivare, ma alcuni impianti, soprattutto quelli che hanno tenuto i prezzi più bassi, hanno esaurito le scorte in poche ore”

.

Laddove lo sconto era più evidente, quindi, gli automobilisti hanno fatto la coda esaurendo le scorte. Ora serve qualche giorno per permettere alle cisterne di portare nuove scorte.

La vicenda, in ogni caso fa riflettere su quanto gli italiani siano sensibili al costo della benzina. Poche ore di prezzi non omogenei hanno trasformato un decreto che doveva portare sollievo al portafoglio delle famiglie in un caos di automobilisti alla ricerca del prezzo più basso. E proprio i distributori più virtuosi, quelli che hanno applicato il prezzo più basso, sono restati senza scorte.

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