L’oro è davvero una buy opportunity oggi?

R. F.

23/10/2025

L’oro perde terreno dopo la più grande correzione degli ultimi 12 anni. È davvero una buy opportunity oggi?

L’oro è davvero una buy opportunity oggi?

L’oro ha ampliato le sue perdite in una sessione di trading, quella di ieri, molto volatile, dopo aver subito il peggior crollo degli ultimi 12 annI martedì.

Questo tracollo è arrivato – a mio avviso – a causa del timore che il rally dell’oro fosse andato troppo oltre e troppo velocemente. Conviene comprare ora?

Da circa 40 giorni, quando il prezzo dell’oro aveva anche toccato i 4.400 dollari l’oncia, l’oscillatore RSI stazionava ben oltre 70 (zona rossa del grafico RSI). Quindi, tecnicamente, si trovava in una fase di forte ipercomprato, un eccesso alimentato dall’euforia degli investitori, mentre le banche centrali restavano assenti.

Qui sotto potete vedere il grafico Bloomberg a 12 mesi dell’oro spot in dollari per oncia, trattato al Comex (linea bianca).
Nel secondo grafico in basso della tabella Bloomberg ho tracciato l’andamento dell’indicatore RSI (Relative Strength Index). Questo oscillatore segnala ipercomprato se superiore a 70 e ipervenduto se inferiore a 30.

ORO IN DOLLARI/ONCIA NEGLI ULTIMI 12 MESI E OSCILLATORE RSI ORO IN DOLLARI/ONCIA NEGLI ULTIMI 12 MESI E OSCILLATORE RSI FONTE: BLOOMBERG

Prima o poi, dunque, una correzione doveva arrivare.

Nelle prime fasi degli scambi europei del 22 ottobre, l’oro spot è scivolato sotto i 4.080 dollari l’oncia, dopo aver oscillato in modo significativo, toccando un ribasso di quasi 3% per poi recuperare. Tutto ciò è avvenuto il giorno dopo che il metallo prezioso era crollato di ben 6,3%, con gli indicatori tecnici che segnalavano come l’impennata dei prezzi fino a venerdì scorso fosse stata probabilmente eccessiva. Al momento della pubblicazione, il prezzo viaggia sui 4.113,24 dollari l’oncia, per un rialzo dello 0,36%.

Per il momento, quindi, la vendita tecnica è stata la principale responsabile della discesa dell’oro, poiché i prezzi erano in territorio di ipercomprato dall’inizio di settembre.

Ci si aspetta ora una fase di assestamento, cioè di consolidamento intorno ai 4.000 dollari per oncia, da qui fino a Natale almeno. Ma resto fermamente convinto che l’oro riprenderà slancio l’anno prossimo.

Questo arretramento ha interrotto bruscamente i rapidi progressi da metà agosto. Vi ricordo che i motori principali della corsa al rialzo negli ultimi mesi sono stati:

  • il cosiddetto “debasing trade”, ossia un processo in cui gli investitori evitano il debito sovrano e le valute rifugio per proteggersi con l’oro da deficit di bilancio statali fuori controllo;
  • le scommesse su almeno 2 tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno.

Eppure, nonostante tutto, anche dopo aver perso 400 dollari per oncia dai massimi di metà settembre, l’oro resta in crescita di circa 55% su base annua.

Il ruolo degli investitori retail e della politica internazionale

All’inizio del rally, a metà 2024, la spinta iniziale alla corsa rialzista dell’oro l’hanno data le banche centrali (Cina e India in primis), non c’è dubbio.

Negli ultimi mesi, però, gli investitori retail e gli hedge fund hanno assunto un ruolo più rilevante, in parte incoraggiati dal tema della svalutazione del dollaro e dal degrado della qualità dei bond governativi, soprattutto dei Treasury USA.

Sul mercato dei derivati dell’oro, è cresciuto in modo esponenziale il volume delle call option sui principali ETF garantiti dall’oro e sui contratti futures, un modo popolare per gli investitori retail di effettuare grandi scommesse con poca liquidità iniziale.

Alla base del rally attuale c’è anche l’avvento della nuova presidenza USA e il Liberation Day dell’aprile 2025.
Le mosse aggressive del Presidente Donald Trump per rimodellare il commercio globale e l’aumento dell’incertezza geopolitica con le guerre in Medio Oriente e in Ucraina hanno sostenuto il rialzo dei metalli preziosi quest’anno.

Le banche centrali, desiderose di diversificare le proprie riserve allontanandosi dal dollaro, hanno continuato ad acquistare oro. Ci sono stati anche flussi massicci verso gli ETF, con gli investitori retail che cercavano di cavalcare l’onda senza comprare oro fisico, evitando così i rischi legati a deposito, custodia e assicurazione.

Le previsioni sul prezzo dell’oro

Citigroup ha tagliato la sua raccomandazione di overweight (sovrappesare) sull’oro dopo il crollo di martedì 21 ottobre, citando preoccupazioni per il trend di breve periodo, a causa del posizionamento eccessivamente esteso fra tutti gli investitori. La banca prevede una fase di consolidamento intorno ai 4.000 dollari l’oncia nelle prossime settimane.

Il fattore più importante della storia rialzista dell’oro – la continua domanda delle banche centrali per diversificare lontano dal dollaro USA – potrebbe tornare a dominare, ma ai livelli attuali non c’è fretta di posizionarsi subito in acquisto, secondo Citi.
Prudenza nell’immediato per chi volesse comprare ora.

Fattori di mercato aggiuntivi

I cali sono arrivati mentre gli investitori valutavano i potenziali progressi nei colloqui tra USA e Cina, a seguito di una recrudescenza delle tensioni commerciali tra le due superpotenze.

Trump, martedì scorso, aveva previsto che un incontro con Xi Jinping avrebbe portato a un “buon accordo” commerciale, pur ammettendo che i colloqui potessero non avere luogo.

Un altro fattore ribassista è stato lo shutdown del governo statunitense, che ha sospeso il rapporto settimanale della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), strumento prezioso per gli hedge fund. Senza questi dati, molti speculatori hanno chiuso le posizioni lunghe a causa dell’incertezza macroeconomica.

Il crollo dell’oro era quindi un incidente annunciato. La recente volatilità è dovuta anche al fatto che gli hedge fund hanno messo in discussione il rapporto rischio/rendimento dopo un anno eccezionale per la commodity.

Cosa fare ora?

Per chi è già investito in oro, quanto sta accadendo è una correzione tecnica in un trend rialzista che rimane intatto nel lungo periodo.

Il grafico Bloomberg mostra che la linea dei prezzi (bianca) resta al di sopra delle medie mobili:

  • breve periodo (MM50gg, linea viola)
  • medio periodo (MM100gg, linea verde)
  • lungo periodo (MM200gg, linea gialla)

Come scritto nel mio articolo dell’8 ottobre su Money.it, per terminare il trend rialzista dell’oro devono verificarsi contemporaneamente tre condizioni:

  • normalizzazione della politica di bilancio USA (aumento tasse, riduzione spesa);
  • rafforzamento del dollaro e aumento dei tassi reali sui Treasury;
  • risoluzione dei rischi geopolitici (Ucraina, Medio Oriente) e distensione delle tensioni commerciali tra USA e Cina.

Il trend rialzista non è finito: l’oro si sta solo prendendo una pausa di consolidamento attorno ai 4.000 dollari l’oncia, che può durare settimane. Dopo la pausa, i prezzi dovrebbero tornare a salire, configurando una possibile buy opportunity.

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