L’Office Automation arriva ai piani alti: con l’AI meno lavoro e più profitti

Guido Salerno Aletta

30 Ottobre 2024 - 06:32

Il business dell’AI mira a massimizzare i profitti riducendo i lavoratori, rendendo difficile un ritorno al passato e rendendo i servizi AI sempre più costosi.

L’Office Automation arriva ai piani alti: con l’AI meno lavoro e più profitti

Il vero problema di ogni innovazione sta sempre nella velocità con cui si impone, passando da un assetto all’altro: per arrivare alla motorizzazione di massa, partendo dalla mitica Ford modello T nata nel 1908, è stato necessario all’incirca mezzo secolo.
Il mondo dell’industria aveva fame di manodopera per la produzione di massa, ed ha saccheggiato quello agricolo. D’altra parte, ancora alla fine della Seconda guerra mondiale, in Italia la maggioranza dei lavoratori era occupata nelle campagne: ora non arrivano al milione di unità, e la loro attività pesa per il 3,6% del pil.

Un po’ alla volta, a partire dagli anni Ottanta, nei Paesi occidentali anche la centralità dell’industria manifatturiera è andata svanendo, con lo sviluppo del settore dei servizi: in pratica, il lavoro in Ufficio, quello cosiddetto impiegatizio ai diversi livelli, ha sostituito la centralità di quello operaio svolto in Fabbrica, così come in precedenza avveniva per quello contadino nelle Campagne.

Allora, parliamo dei primi anni Ottanta, era un indicatore di maggiore prosperità: veniva chiamato “Terziario Avanzato”, visto che in precedenza era il solo commercio ad essere considerato come settore terziario dell’economia.
Ma la grande trasformazione nel settore dei Servizi c’è stata a partire dagli anni Novanta con la introduzione dell’informatica e lo sviluppo delle telecomunicazioni: l’Office Automation era un driver fenomenale per aumentare la produttività. Un po’ alla volta, sono spariti i centralinisti, le dattilografe, gli archivisti: le loro funzioni era diventate inutili, perché automatizzate oppure assorbite dal “lavoro di concetto”. Tutto il sistema economico e sociale si è andato modificando, ma ci sono voluti praticamente trent’anni: le lettere sono state sostituite dalle e-mail, gli assegni trasformati in bonifici, il pagamento delle bollette in addebiti sul conto bancario.

Ciò che caratterizza le innovazioni tecnologiche recenti è l’accelerazione delle trasformazioni a livello di massa, a velocità crescenti: nelle TLC, se c’erano voluti oltre quattro decenni per portare la linea telefonica a venti milioni di italiani, la telefonia mobile si è diffusa allo stesso livello in appena cinque anni. Ormai, ogni telefonino è uno smartphone: è un minicalcolatore collegato in rete “always on”.

Quello che ora si prospetta è la diffusione della Intelligenza Artificiale nel settore dei Servizi: la Macchina è capace di sostituire la gran parte delle attività impiegatizie, anche quelle manageriali, dalla analisi del merito del credito nel settore bancario alla refertazione diagnostica in campo medico. Inutile parlare del settore giornalistico: i pezzi verranno redatti in modo automatico, come i commenti che magari si possono “tarare” dando qualche input alle variabili ammesse dal sistema.
D’altra parte, è quello che già avviene da tempo con le automobili, visto che i meccanici non “cercano” più quale sia la ragione di un guasto, affidandosi alla personale esperienza, ma si limitano a collegare il computer di bordo che registra i dati ad un sistema di elaborazione esterna che li analizza e “trova” immediatamente la ragione del malfunzionamento.

Saranno sempre più automatizzate non solo le attività lavorative di routine, ma soprattutto quelle che richiedono la interazione tra dati e “regole”: non solo la verifica di ammissibilità, ma soprattutto il calcolo di convenienza. Le consulenze saranno le più colpite: l’AI è la vera esternalizzazione sempre disponibile, H24 e 7/7.
Chi si servirà per primo delle capacità di elaborazione offerte dall’Intelligenza Artificiale avrà un vantaggio netto sui concorrenti, soprattutto sfruttando una riduzione dei costi del personale divenuto “inutile”: questo sarà lo snodo cruciale per lo sviluppo velocissimo del processo di implementazione.

Inizialmente, molte attività svolte attraverso le piattaforme di AI saranno gratuite per dimostrarne la capacità, poi verranno tirate le reti rendendole sempre più costose come è accaduto per gli spettacoli televisivi ed il gioco del calcio. I servizi offerti dalle piattaforme di AI saranno sempre più cari, quasi quanto il personale licenziato: tornare indietro sarà quindi impossibile.
Meno lavoro, più profitti: il business dell’AI è questo.