L’Occidente sta perdendo la guerra contro gli Houthi

Roberto Vivaldelli

08/11/2024

L’occidente si trova sempre più impantanato in un conflitto con gli Houthi, che riescono a finanziare le proprie attività con pedaggi miliardari.

L’Occidente sta perdendo la guerra contro gli Houthi

Da quasi un anno, gli Stati Uniti e i loro alleati europei si sono impegnati in una campagna militare contro i «ribelli» Houthi in Yemen.

Questo conflitto, avviato senza l’autorizzazione del Congresso, si è intensificato a seguito dell’escalation della guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Gli Houthi - movimento sciita e proxy dell’Iran - motivato da una forte ostilità nei confronti delle operazioni militari di Israele a Gaza, hanno iniziato ad attaccare navi commerciali, come forma di rappresaglia, nel Mar Rosso e nello strategico stretto di Bab el-Mandeb, da cui transitano numerosi cargo internazionali.

La reazione di Washington è stata immediata, con un’offensiva volta a proteggere le rotte marittime, ma gli sforzi non hanno dato i risultati sperati. Questa “battaglia marittima continua”, come la definisce la Marina statunitense, non sta portando alla stabilità auspicata.

Il flop dell’America nel Mar Rosso

Uno degli elementi che rende la situazione ancora più complessa è l’enorme flusso di denaro che gli Houthi stanno guadagnando imponendo una sorta di “pizzo” alle navi commerciali. Il loro modello di finanziamento è chiaro: “Se paghi, non spariamo alla nave”. Questo pedaggio forzato consente agli Houthi di accumulare cifre esorbitanti, fino a 2 miliardi di euro l’anno, secondo le stime delle Nazioni Unite. L’ONU ha denunciato come, solo nell’ultimo anno, i ribelli yemeniti abbiano incassato una media di 180 milioni di euro al mese tramite queste pratiche. Questi fondi garantiscono agli Houthi risorse significative per finanziare le loro operazioni militari, rafforzando la loro capacità di sfidare le potenze occidentali e mantenere il controllo sulle rotte marittime.

L’approccio militare di Washington si sta rivelando inefficace e insostenibile. Questa strategia non solo ha un costo umano ed economico elevato, ma espone i militari americani a rischi considerevoli per proteggere navi prevalentemente straniere. Inoltre, il conflitto aggrava ulteriormente la crisi in Yemen e minaccia di destabilizzare l’intera regione. La posizione degli Stati Uniti appare inoltre strategicamente debole: l’amministrazione americana uscente ha ignorato le motivazioni degli Houthi, che giustificano i loro attacchi come una reazione alla guerra in corso tra Israele e Hamas. L’incapacità di riconoscere questo legame rende difficile, se non impossibile, arrivare a una de-escalation.

Lo scandalo della toppa

Nei giorni scorsi, una foto del Pentagono ha scatenato una bufera mediatica: l’immagine ritrae un tenente statunitense con una toppa sulla divisa che recita «HOUTHI HUNTING CLUB / RED SEA 2024». Pubblicata su un account giornalistico su X, la foto è rapidamente diventata virale, suscitando indignazione per il tono arrogante e la mancanza di professionalità della marina in una guerra contro un nemico più debole, che gli USA sembrano comunque incapaci di vincere. La toppa è stata successivamente rimossa dal sito ufficiale del Dipartimento della Difesa.

Come se non bastasse, secondo quanto riportato dal giornalista Ken Klippenstein, le testimonianze dei soldati americani descrivono la situazione nel Mar Rosso come un “disastro” e alcuni ammettono di non essere stati preparati ad affrontare attacchi diretti da parte degli Houthi. Alcuni ufficiali hanno dichiarato che l’esperienza è stata traumatizzante per l’equipaggio, mentre la moglie di un tenente si aspettava una “missione tranquilla con numerose soste nei porti”.

In contrasto, il Segretario della Difesa Lloyd Austin ha recentemente elogiato le capacità di attacco globale degli Stati Uniti in un comunicato trionfalistico, evidenziando l’uso di bombardieri stealth per colpire gli Houthi. Tuttavia, la realtà sul campo racconta una storia diversa: gli attacchi Houthi hanno ridotto il traffico marittimo nel Mar Rosso del 90% in un anno, mentre le navi americane evitano ormai la costa yemenita per motivi di sicurezza.

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