L’NBA è una lega ormai mondiale e proprio per confermare questo suo carattere è pronta ad allargare i propri confini. Non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa.
Da tempo si parlava dell’intenzione di Adam Silver di creare una qualche competizione in Europa che avesse in qualche modo il controllo da parte della stessa NBA e le notizie che sono emerse negli ultimi non fanno altro che confermare e dare sempre più concretezza a questo progetto. Attenzione anche a quello che potrà accadere negli Stati Uniti.
Le tempistiche di un allargamento della NBA su suolo americano non sono note e non sembrano poter essere così rapide come quelle che probabilmente riguarderanno l’Europa, ma sulle intenzioni di Silver e dei proprietari delle attuali 30 franchigie non sembrano esserci particolari dubbi.
NBA e FIBA pronte a fare gioco di squadra per un nuovo campionato
Partiamo dal mercato europeo perché è proprio da qui che arrivano le novità più recenti e sostanziali. Nella giornata di giovedì 27 marzo infatti c’è stato un incontro a cui hanno partecipato tra gli altri il Commissioner dell’NBA Adam Silver e Andreas Zagklis, segretario generale della FIBA. Al termine dell’incontro conferenza stampa congiunta in cui sono stati resi noti maggiori dettagli di un progetto di cui si parlava da tempo e che nel corso dell’ultima gara NBA giocata a Parigi si era già capito stesse per compiere passi importanti per la sua realizzazione: una lega in Europa in qualche modo controllata dalla stessa NBA. Dalle voci si è passati all’annuncio ufficiale del progetto.
Alcuni dettagli sono già noti: Silver ha infatti affermato che la nuova lega avrebbe un sistema di salary cap e che gli attuali proprietari dell’NBA avrebbero quote nella lega stessa ma non nelle singole squadre. La competizione potrebbe includere 16 squadre, di cui 12 club con licenza permanente, mentre le altre 4 partecipanti varierebbero di anno in anno e potrebbero guadagnarsi l’accesso in base ai risultati nei campionati nazionali o nella Basketball Champions League della FIBA. Ancora da capire quale sarebbe l’investimento necessario per far parte della nuova lega, ma alcuni dei nomi interessati potrebbero arrivare proprio dall’Eurolega.
Si rincorrono voci infatti sulla possibilità che Barcellona, Real Madrid, Fenerbahce e Asvel (proprietario l’ex campione NBA Tony Parker) possano uscire dall’attuale Eurolega per aderire alla nuova lega mista NBA-FIBA. Occhio poi a nuove squadre che potrebbero essere create appositamente per questo progetto, con Parigi e Manchester che sarebbero pronte a un investimento così poderoso spinte dalle risorse economiche a disposizione delle proprietà di PSG e Manchester City. Per l’Italia potrebbero essere in corsa Milano e Roma che però a ora sembrano partire quanto meno in seconda fila. Il via di questo nuovo campionato potrebbe già arrivare nel 2026.
NBA a 32 squadre, Seattle e Las Vegas davanti a tutti
Questo sul fronte europeo per la NBA, ma anche le faccende domestiche non smettono di essere nei pensieri di Silver e dei proprietari}. Da tempo si parla infatti di un possibile allargamento delle squadre partecipanti al campionato probabilmente più spettacolare del mondo, con il passaggio da 30 a 32 squadre. Qui, a differenza dell’Europa, siamo ancora a voci più o meno consistenti che però non hanno ancora trovato uno slancio verso qualcosa di più realistico e tangibile. La volontà è nota, non le tempistiche, se si volesse fare esercizio di sintesi. In caso di effettivo ampliamento le due città americane che per motivi diversi sarebbero le favorite per l’aggiunta rispondono ai nomi di Seattle e Las Vegas.
Storie di basket diversissime tra loro. Seattle conosce bene che cosa sia l’NBA per aver avuto per decenni una squadra che ha conquistato tanti cuori anche in Italia come i Sonics. Lo spostamento della franchigia a Oklahoma City ha tolto il basket di grande livello alla città, ma non certo la passione per il gioco ai suoi abitanti. Las Vegas sarebbe semplicemente il nuovo che avanza, un mercato che negli ultimi anni ha deciso di entrare con prepotenza sul palcoscenico dei grandi eventi sportivi da ospitare e trasmettere live in tutto il mondo. Da non escludere completamente anche le possibilità Città del Messico, Louisville, Kansas City, Nashville e Montreal anche se una loro eventuale candidatura diretta partirebbe alle spalle di Seattle e Las Vegas.