Sulle colonnine l’Italia batte Francia e Germania in rapporto ai veicoli circolanti

Alberto De Pasquale

01/03/2024

Ma i primati dell’infrastruttura di ricarica, che ha da poco superato i 50 mila punti, sono dovuti soprattutto al basso numero di auto elettriche utilizzate.

Sulle colonnine l’Italia batte Francia e Germania in rapporto ai veicoli circolanti

Tante colonnine di ricarica. Perfino “troppe”, in rapporto alle poche auto elettriche in circolazione.

Quando si parla delle difficoltà della mobilità elettrica ad affermarsi in Italia, è molto frequente citare l’elevato prezzo dei veicoli, i pochi chilometri di autonomia e la mancanza di infrastrutture di ricarica. Mentre i primi due aspetti rappresentano (almeno per ora) limiti oggettivi, il terzo è da considerarsi un falso problema e anche un mito da sfatare.

Secondo le elaborazioni di Motus-E, l’associazione che rappresenta il mondo interessato allo sviluppo della mobilità elettrica nel nostro Paese, in Italia sono attivi oltre 50 mila punti di ricarica – ossia colonnine per i veicoli elettrici – installati in 27 mila stazioni da Nord a Sud. I dati citati fotografano la situazione a fine dicembre 2023 e segnalano una crescita dei punti di ricarica del 38% rispetto allo stesso mese del 2022.

Certo, si potrebbe osservare che la distribuzione a livello territoriale non è omogenea. E in effetti gran parte delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, circa il 58%, si trova nelle regioni del Nord; il 23% al Sud e nelle Isole e il 19% al Centro. Le prime regioni per punti ricarica sono Lombardia, con circa 9.400 colonnine, Piemonte (5.169), Veneto (4.914), Lazio (4.659) ed Emilia-Romagna (4.253), mentre diverse regioni, in particolare al Sud, non raggiungono nemmeno quota mille punti di ricarica.

Tuttavia, nonostante lo squilibrio evidente, anche in questo caso l’offerta è adeguata alla domanda, perché la maggior parte dei veicoli elettrici è in circolazione nelle regioni in cui c’è più presenza di infrastrutture di ricarica. Escludendo il caso del Trentino-Alto Adige, che statisticamente è poco indicativo, dato che ha un alto numero di veicoli elettrici immatricolati dovuto alla presenza in regione delle sedi di molte società di noleggio, al momento le auto elettriche a batteria sono acquistate soprattutto in Lombardia, Lazio, Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna. Nel 2023 in queste cinque regioni sono state immatricolate oltre 36.800 mila vetture elettriche, pari al 56% del totale delle auto elettriche vendute nel corso dell’anno. Si tratta sostanzialmente delle stesse regioni in cui c’è più disponibilità di colonnine di ricarica.

In Italia sono in funzione 23 punti di ricarica ogni 100 auto elettriche in circolazione. Si tratta di un’offerta inferiore a quella di Paesi Bassi e Belgio, che ne hanno rispettivamente 35 e 32, ma di molto superiore ai 14 della Francia e ai 10 presenti in Germania e in Regno Unito. Tra l’altro, il numero di colonnine disponibili nel nostro Paese risulta più che adeguato anche rispetto alla lunghezza complessiva della rete stradale. In Italia è disponibile mediamente un punto di ricarica ogni cinque chilometri di strade, mentre nel Regno Unito è un punto ogni 6 chilometri, in Germania uno ogni 7 e in Francia uno ogni 9.

Ovviamente, il discorso cambia se si guarda ai numeri assoluti. Nel 2023 sono state venute in Italia 66.276 auto elettriche, mentre la Francia è andata vicina a quota 300 mila, il Regno Unito ha superato le 315 mila unità e la Germania le 525 mila. La Francia già a ottobre novembre 2023 aveva superato le 111 mila colonnine disponibili, quindi più del doppio di quelle attuali in Italia, mentre la Germania alla stessa data ne aveva più di 87 mila. Tuttavia, la disponibilità di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici in Italia è da considerarsi senza dubbio sufficiente all’attuale numero di vetture elettriche in circolazione (oltre 223 mila), che nel 2024 non supera lo 0,6% del totale degli oltre 40,2 milioni di auto che compongono il parco circolante.