L’“indice del sangue” torna a segnalare un crollo delle borse

Tommaso Scarpellini

13 Marzo 2025 - 19:17

L’indice del sangue segnala un potenziale crollo dei mercati, come preventivamene già fatto nella crisi dot.com e dei Mutui subprime. Ha senso dargli ascolto?

L’“indice del sangue” torna a segnalare un crollo delle borse

Il cosiddetto «Indicatore del sangue» ha raggiunto un livello critico.

No, non stiamo parlando di emocromo, anche se il parallelismo tra questo indicatore e i mercati finanziari potrebbe essere interessante. Stiamo parlando di quello che nel mondo anglosassone è definito «Blood Indicator», un oscillatore di recente introduzione che, a quanto pare, è riuscito a prevedere alcuni dei più importanti crolli dei mercati finanziari: dalla bolla delle dot-com alla crisi dei mutui subprime, fino al tracollo improvviso post-COVID-19 del 2020. Oggi, questo indicatore sta segnalando l’arrivo di una nuova e significativa contrazione.

Ma perché? Cos’è questo indicatore e cosa misura?

La difficoltà di prevedere una crisi

Spesso domandarsi «perché» certi movimenti di mercato accadono non aiuta a giustificare quelli che verranno. In ambito finanziario, si tende a trovare a posteriori una spiegazione per ogni evento, ma la verità è che a priori è estremamente difficile prevedere le bad news, gli eventi improvvisi o altri catalizzatori di crisi. Ad esempio, il crollo legato alla pandemia da COVID-19 non era prevedibile con precisione, così come la crisi dei mutui subprime e la bolla delle dot-com, sebbene, a posteriori, appaiano ora evidenti. Queste crisi sono state anticipate solo da pochissimi investitori e analisti, il che dimostra che non c’erano segnali inequivocabili prima del loro verificarsi.

Alle volte, il mercato crolla solo perché deve crollare, spesso per correggere un eccesso accumulato nel tempo. E di eccessi, negli ultimi cinque anni, ce ne sono stati molti: basti pensare alla duplicazione della moneta circolante M2 dal 2020 a oggi. In un contesto del genere, molti investitori e analisti cercano di affidarsi agli indicatori di mercato per anticipare potenziali crolli. Tra questi, il «Blood Indicator» sembra possedere una precisione statistica disarmante. Ma come funziona e come si misura?

Il funzionamento del Blood Indicator

L’«Indicatore del Sangue», noto internazionalmente come «Blood Indicator», si basa sulla relazione tra due metriche fondamentali dei mercati finanziari:

  • Il rendimento dei Treasury Bill a 3 mesi (T-Bill 3M)
  • Lo spread dei bond ad alto rendimento (High Yield Spread ratio)

L’indicatore viene costruito calcolando il rapporto tra queste due variabili. Un segnale di allarme si verifica quando il Blood Indicator rompe al ribasso la propria media mobile a 100 settimane. Storicamente, quando ciò avviene, l’indice S&P 500 tende a subire una contrazione significativa, segnalando l’inizio di una fase ribassista che può trasformarsi in un vero e proprio crollo dei mercati.

Se la storia si ripetesse, potremmo essere solo all’inizio di una correzione profonda e prolungata. Ma perché questo indicatore è costruito in questa maniera? Qual è la logica sottostante?

Il significato finanziario dell’indicatore

Le due componenti principali del Blood Indicator rappresentano elementi chiave della dinamica di mercato:

  • Treasury Bill a 3 mesi: Questi titoli di Stato USA a brevissima scadenza sono considerati asset privi di rischio. Il loro rendimento è strettamente legato alle decisioni della Federal Reserve e alle condizioni di liquidità del mercato. Un aumento del rendimento dei T-Bill può essere indicativo di una maggiore domanda di liquidità e di una crescente avversione al rischio da parte degli investitori.
  • High Yield Spread ratio: Questo spread misura la differenza tra i rendimenti dei bond ad alto rendimento (junk bonds) e quelli dei Treasury a lungo termine. Un aumento di questo spread indica che gli investitori richiedono premi di rischio più elevati per detenere obbligazioni speculative, segnalando timori su una possibile recessione o crisi di liquidità.

La logica alla base del Blood Indicator è quella di catturare il cambio di sentiment di mercato attraverso la relazione tra la sicurezza e la liquidità del mercato (misurata dai T-Bill a 3 mesi) ed il rischio percepito nel credito (misurato dallo High Yield Spread ratio)

Quando il rendimento dei T-Bill cresce e contemporaneamente lo spread tra bond ad alto rendimento e Treasury si allarga, significa che gli investitori stanno cercando rifugio negli asset più sicuri e stanno riducendo la loro esposizione agli asset rischiosi. Questo comportamento tende a precedere momenti di crisi finanziaria.

Cosa aspettarsi ora?

Il Blood Indicator sta attualmente lampeggiando in rosso, suggerendo che potremmo essere vicini a un’importante fase di contrazione del mercato. Ovviamente, nessun indicatore è infallibile e la storia non si ripete mai esattamente allo stesso modo. Tuttavia, questo indicatore sembra non avere dubbi a riguardo. Alcuni analisti sostengono che, considerando la natura ciclica dei mercati, una correzione sia inevitabile e che il Blood Indicator sia solo uno dei tanti strumenti utili a prevederla. D’altra parte, ci sono anche coloro che credono che la resilienza mostrata dai mercati negli ultimi anni possa continuare a sorpresa, invalidando il segnale di questo indicatore.

Come interpretare quindi questo segnale?

Il Blood Indicator è uno strumento che sintetizza alcuni dei segnali più importanti dei mercati finanziari: la ricerca di sicurezza e la percezione del rischio. Storicamente, ha dimostrato un’elevata precisione nel prevedere i momenti di crisi. Oggi, il suo segnale ribassista sta facendo suonare i campanelli d’allarme per molti investitori.

Sarà un falso positivo? Non è chiaro. Ciò che è chiaro è che, come sempre nei mercati, il futuro è incerto.