L’India vuole vietare le criptovalute. Ecco cosa sta succedendo

Redazione Crypto

26 Ottobre 2024 - 06:30

Il governo indiano sta valutando seriamente la possibilità di vietare le criptovalute private come Bitcoin ed Ether. A tutto vantaggio delle CBDC.

L’India vuole vietare le criptovalute. Ecco cosa sta succedendo

Il governo indiano sta valutando seriamente la possibilità di vietare le criptovalute private come Bitcoin ed Ether.

Questa iniziativa emerge da ampie consultazioni con enti regolatori chiave, evidenziando le preoccupazioni sui rischi associati alle valute digitali private. In alternativa, i funzionari governativi propongono l’adozione di una valuta digitale emessa dalla banca centrale (CBDC), ritenuta più sicura e vantaggiosa.

Le discussioni del governo con importanti istituzioni indicano un forte dissenso contro le criptovalute private, che potrebbero essere utilizzate in modo improprio per trasferimenti finanziari e sollevano questioni di stabilità, in particolare riguardo alle cosiddette stablecoin. Queste consultazioni fanno parte degli sforzi del governo per preparare un documento di discussione dettagliato sull’argomento, con la decisione finale che sarà presa dopo ulteriori dibattiti.

L’India sta sperimentando la propria valuta digitale, l’e-rupee, per promuovere l’inclusione finanziaria e garantire transazioni più sicure.
La posizione dell’India trova ulteriore sostegno nel documento di sintesi adottato al vertice del G20 nel settembre 2023, preparato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dal Financial Stability Board (FSB). Questo documento sostiene una regolamentazione più severa delle criptovalute e consente ai paesi di attuare restrizioni più elevate, incluso il divieto.

Sebbene il documento di sintesi FMI-FSB proponga un limite minimo per la regolamentazione, non impedisce a nessun paese di adottare restrizioni più elevate, incluso un divieto completo. Il messaggio è chiaro: l’India mira alla stabilità finanziaria e le CBDC sembrano essere la strada preferita.

La tecnologia blockchain, che è alla base delle criptovalute, ha trovato favori presso i regolatori indiani, ma per motivi diversi. I funzionari vedono potenziale nell’utilizzo della blockchain per altre finalità, come la tokenizzazione dei titoli di Stato e le sovvenzioni mirate.

Il governatore della Reserve Bank of India (RBI), Shaktikanta Das, ha sottolineato la caratteristica di programmabilità della CBDC durante una recente conferenza, affermando che potrebbe garantire che i fondi siano destinati ai beneficiari previsti, rafforzando ulteriormente gli sforzi di inclusione finanziaria dell’India.

Il progetto pilota della CBDC in India, avviato nel novembre 2022, ha già raccolto oltre cinque milioni di utenti e coinvolge 16 delle principali banche del paese. La State Bank of India (SBI) ha recentemente testato l’erogazione di prestiti attraverso le CBDC per specifici input agricoli, un segno della sua utilità pratica. I funzionari sono convinti che, man mano che verranno raccolti più dati dai progetti pilota in corso, l’ambito della rupia digitale verrà ampliato sia all’interno dell’India che per le transazioni transfrontaliere.