L’ex ministro delle Finanze tedesco ammette: la corruzione in Ucraina è «dilagante»

Roberto Vivaldelli

08/01/2025

L’Ucraina affronta gravi sfide interne, tra corruzione dilagante e mancanza di vere strutture democratiche, che ostacolano la sua aspirazione di entrare nell’Ue.

L’ex ministro delle Finanze tedesco ammette: la corruzione in Ucraina è «dilagante»

Se un giorno vorrà far parte dell’Unione europea, l’Ucraina dovrà seriamente affrontare una grave crisi interna che va oltre il conflitto con la Russia.

Nonostante il sostegno internazionale, i problemi di governance del Paese, in particolare la corruzione dilagante, permangono.

Lo sa bene Oskar Lafontaine, ex ministro delle Finanze tedesco, il quale ha recentemente sottolineato in un’intervista un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, dove ha discusso le sue posizioni riguardo a vari temi politici, parlando anche triste realtà dell’Ucraina, definendo il paese di Zelensky «governato da un oligarca che dipende sempre di più dagli aiuti esteri», con una corruzione diffusa e l’assenza di vere strutture democratiche.

Le dichiarazioni di Lafontaine

Secondo l’ex ministro, l’Ucraina è uno Stato caratterizzato da «corruzione dilagante» e privo di «vere strutture democratiche». «La corruzione è all’ordine del giorno, specialmente nelle forze armate. È un paese dove i partiti indipendenti e i media sono vietati», ha dichiarato, sottolineando che il paese ha bisogno di molto tempo per sviluppare una democrazia autentica. Lafontaine ha anche messo in dubbio che l’Ucraina possa considerarsi un vero Stato indipendente, evidenziando che la sua condizione era diversa prima del 2014, prima della Crimea.

Lafontaine ha espresso una netta posizione a favore della pace e dei negoziati per fermare il conflitto in Ucraina. «Il BSW (partito politico di cui fa parte, la cui leader è Sahra Wagenknecht) sostiene un cessate il fuoco e negoziati di pace per fermare la morte di persone e la distruzione delle città», ha dichiarato. Criticando la retorica della politica estera occidentale, ha accusato le potenze occidentali, in particolare gli Stati Uniti, di essere responsabili di aver scatenato il conflitto, parlando di un «gioco geostrategico» tra Stati Uniti e Russia, con l’Ucraina come campo di battaglia. Ha anche sottolineato l’ipocrisia della politica occidentale, affermando che, mentre si esprime compassione per le vittime ucraine, le sofferenze di altri popoli, come i russi o i palestinesi, vengono ignorate.

Lafontaine ha anche criticato la NATO e l’intervento occidentale nella guerra, sostenendo che la militarizzazione e la politica di espansione della NATO abbiano avuto un ruolo fondamentale nell’escalation del conflitto. «Le grandi potenze sono imperialiste, e questo vale anche per la Russia. Gli Stati Uniti, secondo il presidente Carter, sono la nazione più guerrafondaia della storia», ha aggiunto

«Troppo corrotta per entrare nell’UE»

La tesi di Lafontaine trova sostegno anche in un’analisi pubblicata dalla rivista americana Foreign Policy. Secondo la testata Usa, la corruzione coinvolge anche i vertici dello Stato ucraino, con alti giudici, politici e funzionari accusati di illecito. Il Ministero della Difesa è stato al centro di numerosi scandali, come l’acquisto di uova e giacche invernali a prezzi gonfiati, l’acquisto di 100.000 proiettili per mortaio mai consegnati e l’accettazione di tangenti da parte di uomini che cercavano di sfuggire alla leva obbligatoria.

Nel 2023, Transparency International ha classificato l’Ucraina al 104° posto su 180 paesi nell’indice di corruzione, ben lontano dai membri dell’Unione Europea a cui l’Ucraina aspira. Paesi come la Danimarca, la Germania, l’Estonia e la Francia si trovano molto più in alto nella classifica. Negli ultimi dieci anni, l’Ucraina ha fatto alcuni progressi nel combattere la corruzione, ma secondo quanto riportato da Foreign Policy in conversazioni con funzionari ucraini, statunitensi ed europei, ci sono ancora numerosi ostacoli prima che l’Ucraina possa integrarsi pienamente nella comunità occidentale e ottenere il supporto desiderato.

Un alto ufficiale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha ammesso che la corruzione, la mancanza di supervisione civile sulle forze armate e la scarsa trasparenza nelle istituzioni governative rappresentano ostacoli significativi per l’integrazione dell’Ucraina nella comunità occidentale.

La corruzione incombe sulla ricostruzione del Paese

Il problema della corruzione è endemico e riguarda anche la ricostruzione del Paese. Come ha riportato France24, Bart Gruyaert, della compagnia francese Neo-Eco, stava cercando di contribuire alla ricostruzione di edifici distrutti a Gostomel, vicino Kiev, ma si è trovato di fronte alla corruzione locale. Quando l’amministrazione militare gli ha chiesto di trasferire i fondi per il progetto sul proprio conto bancario, la compagnia ha rifiutato, ritenendo la richiesta inappropriata. Da quel momento, il progetto è rallentato e le condizioni sono diventate sempre più difficili, con richieste di tangenti.

Di fronte a queste difficoltà, Neo-Eco ha deciso di abbandonare il progetto nel settembre 2023. Successivamente, le indagini ucraine hanno rivelato un sistema di appropriazione indebita nell’amministrazione militare di Gostomel, con il responsabile, Sergiy Borysiuk, accusato di aver sottratto circa 470.000 dollari destinati alla ricostruzione.