Negli ultimi mesi sono ormai quotidiane le notizie riguardanti le ondate di licenziamenti da parte delle Big Tech e, più in generale, si diffondono preoccupanti stime sui posti di lavoro che verranno sostituiti con i robot o con l’intelligenza artificiale.
Abbiamo visto in numerosi articoli come lo sviluppo sempre più rapido dell’IA stia portando al cosiddetto disboscamento degli umani anche in quei settori che si pensava, erroneamente, che sarebbero stati immuni dall’automazione.
Una sostituzione della forza lavoro umana sempre più rapida e trasversale che tocca ogni ambito, persino quello educativo.
Ad annunciarlo, con l’ennesima previsione/profezia, è stato l’ex CEO di Microsoft, Bill Gates.
Nel corso dell’evento ASU+GSV tenutosi a San Diego, Gates è stato interpellato da alcuni partecipanti riguardo alla possibilità che in un prossimo futuro ChatGPT possa sostituire i docenti.
Come riportato da sito specializzato Evereye.it, il filantrocapistalista ha risposto che le chatbot e il modelli multimodali come ChatGPT saranno in grado di aiutare i bambini a imparare a leggere e scrivere, per poi diventare un supporto per gli insegnanti. Questo accadrà, a suo dire, nei prossimi 18 mesi.
Secondo l’ex CEO di Microsoft, inoltre, le chatbot saranno valide quasi quanto qualsiasi tutor umano e permetteranno agli studenti di colmare le proprie lacune.
Nel giro di un anno e mezzo, gli assistenti virtuali così potranno facilitare l’apprendimento della lettura e della scrittura nei bambini, per poi evolversi in un sostegno complementare per i docenti.
Ora, anche i docenti dovranno temere la competizione con l’IA?