L’energia rinnovabile non salverà i consumatori italiani da bollette sempre più care

Redazione Money Premium

6 Ottobre 2024 - 06:34

Oltre ai costi elevati legati al gas, una parte significativa delle bollette energetiche italiane è costituita dagli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili.

L’energia rinnovabile non salverà i consumatori italiani da bollette sempre più care

L’Italia si distingue tra le principali economie europee per avere i prezzi dell’elettricità più elevati.

Secondo i dati forniti dal think tank energetico Ember, i prezzi all’ingrosso dell’elettricità in Italia hanno registrato una media di circa 100 euro per megawattora (MWh) nei primi mesi del 2024, un livello nettamente superiore rispetto ai 69 euro della Germania e ai 50 euro della Spagna. Questa differenza si riflette in bollette energetiche sensibilmente più alte per famiglie e imprese italiane rispetto alla maggior parte dei loro omologhi europei.

Uno dei principali fattori che incide sull’alto costo dell’elettricità in Italia è la forte dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. Nel 2023, il 55% dell’elettricità italiana proveniva da fonti fossili, una percentuale molto più alta rispetto ad altri grandi paesi europei, come la Germania (45%) o la Spagna (25%). A livello europeo, la media era del 41%.

Sebbene nel 2024 l’Italia sia riuscita a ridurre la quota di produzione da combustibili fossili al 47%, questa rimane ancora superiore alla media europea, che si attesta al 37%. Tuttavia, nei mesi freddi, si prevede un nuovo aumento della produzione da fonti fossili per far fronte alla maggiore domanda di energia, in particolare per il riscaldamento.

La principale fonte fossile utilizzata in Italia è il gas naturale, che rappresentava il 45% della produzione elettrica nel 2023. L’Italia importa oltre il 95% del gas naturale che consuma, il che la rende fortemente dipendente dai mercati internazionali. Questa dipendenza è diventata ancora più critica dopo la riduzione delle forniture di gas dalla Russia, sostituite da importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) da altri fornitori. Il GNL è più costoso rispetto al gas trasportato tramite gasdotti, e questo ha ulteriormente aumentato i costi di approvvigionamento per le utility italiane.

Il confronto con la Germania e altri paesi europei è netto: mentre l’Italia dipende pesantemente dal gas, la Germania ha ridotto la sua dipendenza da questa fonte al 15% della produzione elettrica nel 2023, e la media europea si attesta al 24%. Questa disparità si riflette nel diverso impatto dei costi del gas sulle bollette energetiche. L’aumento dei prezzi internazionali del gas, acuito dalle tensioni geopolitiche, ha infatti contribuito in modo determinante all’incremento dei prezzi dell’elettricità in Italia.

Oltre ai costi elevati legati al gas, una parte significativa delle bollette energetiche italiane è costituita dagli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili. Questi incentivi sono finanziati attraverso la cosiddetta «componente A3» della bolletta, che rappresenta una quota destinata a coprire i costi degli incentivi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, l’eolico e l’idroelettrico. Negli ultimi anni, tale componente ha inciso in maniera consistente sul totale della bolletta elettrica dei consumatori italiani.

Secondo i dati dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), nel 2023 la quota degli oneri di sistema legata al sostegno alle rinnovabili ha inciso per circa il 20-25% sulla bolletta energetica di un consumatore domestico medio. Ciò significa che una parte significativa del costo pagato dai consumatori non è direttamente legata all’acquisto dell’elettricità, ma piuttosto a politiche di sostegno alla transizione energetica.

Mentre questi incentivi sono essenziali per promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili e per accelerare la transizione verso una produzione energetica più sostenibile, rappresentano un ulteriore costo per i consumatori. Tuttavia, nel lungo termine, l’aumento della capacità rinnovabile dovrebbe portare a una riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, con il potenziale di abbassare i prezzi dell’energia.