I recenti successi regionali di Alternative für Deutschland (AfD) mettono a rischio la transizione energetica e potrebbero favorire il ritorno del carbone
Alternative für Deutschland (AfD) continua ad avanzare in Germania. Dopo la vittoria in Sassonia-Anhalt, dove il 6 settembre ha ottenuto il 43,8% dei voti, il partito di estrema destra è diventato il primo anche in un altro Land dell’Est, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, con il 38,2%.
Per ora l’AfD non governa in nessuno dei due. In Sassonia-Anhalt non ha raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi, e il suo candidato Ulrich Siegmund ha escluso un governo di minoranza. Nel Meclemburgo gli altri partiti continuano ad applicare la Brandmauer, il «muro tagliafuoco» che esclude qualsiasi alleanza con l’estrema destra. Ma la crescita del partito sta già spostando il dibattito politico tedesco, e su un tema in particolare le conseguenze potrebbero farsi sentire: le energie rinnovabili e la transizione energetica.
Sull’idea che l’AfD ha delle rinnovabili ci sono pochi dubbi. Nel discorso al congresso nazionale del gennaio 2025, la leader del partito Alice Weidel definì le pale eoliche «Windmühlen der Schande», i mulini a vento della vergogna.
AfD e le politiche sull’eolico
Molti commentatori hanno indicato tra le ragioni del successo dell’AfD il malcontento dei cittadini per gli effetti delle politiche climatiche sull’industria e sulle bollette. Altri osservatori sottolineano invece che proprio le energie rinnovabili hanno aiutato la Germania a ridurre la dipendenza dal gas russo dopo il 2022.
Sul programma energetico, in ogni caso, l’AfD ha le idee molto chiare: stop alle autorizzazioni per nuovi impianti eolici a terra, revisione delle distanze minime dai centri abitati, una misura che potrebbe riguardare anche le turbine già in funzione, e stop alla chiusura delle miniere, comprese quelle di lignite della Germania centrale.
È una svolta di 180 gradi rispetto alla legge federale, che prevede l’uscita dal carbone entro il 2038, con un anticipo al 2030 concordato per il bacino renano.
Le dichiarazioni degli esponenti del partito vanno in questa direzione anche negli altri Land dell’Est. Già nel 2024 Jan Zwerg, portavoce per la politica energetica dell’AfD in Sassonia, affermava che il partito avrebbe preso provvedimenti immediati per impedire la costruzione di nuove turbine eoliche nel Land.
La forza negoziale del partito, inoltre, cresce. L’AfD ha dimostrato che la strategia di diffondere sui social messaggi che accusano le rinnovabili di far aumentare le bollette riesce a fare breccia nelle comunità rurali, dove si concentrano molti dei nuovi impianti.
Cosa potrebbe succedere
Nei programmi elettorali l’AfD promette un piano per rimuovere gli impianti rinnovabili dal paesaggio. Oltre al blocco dei nuovi impianti eolici, prevede di fermare il solare agricolo, eliminando i finanziamenti per i grandi impianti fotovoltaici a terra, di azzerare i finanziamenti pubblici per i progetti sull’idrogeno e di abbandonare i programmi locali su efficienza energetica, pompe di calore e mobilità elettrica.
A completare il quadro ci sono il congelamento dei piani di uscita dal carbone e la proposta di tornare al nucleare.
Tradurre questo programma in realtà, però, sarebbe difficile anche se l’AfD arrivasse al governo di un Land. Una parte rilevante della politica energetica tedesca, a partire dagli incentivi alle rinnovabili e dalla legge sull’uscita dal carbone, si decide a livello federale. I Land hanno invece un ruolo decisivo sulle autorizzazioni e sulla destinazione delle aree agli impianti: è su questo terreno che un governo regionale guidato dall’estrema destra potrebbe rallentare la transizione.
C’è poi il vincolo europeo. Gli obiettivi dell’Unione europea sulle rinnovabili sono vincolanti per la Germania nel suo complesso: un rallentamento in alcuni Land dovrebbe essere compensato altrove, e il Paese resterebbe esposto a eventuali procedure di infrazione in caso di mancato rispetto degli impegni.