Tecnologia, investimenti, ripresa dei consumi. Terminate le festività legate al Capodanno cinese, gli alti funzionari della Cina sono tornati in cabina di regia in vista di un 2024 complicatissimo sotto tutti i punti di vista.
Sul fronte internazionale sono in corso almeno due crisi regionali con ripercussioni globali (guerra in Ucraina e conflitto tra Israele e Hamas), in aggiunta a molteplici aree di tensioni pronte ad esplodere da un momento all’altro (Mar Cinese Meridionale e penisola coreana su tutte). Sul fronte interno, invece, Pechino deve fare i conti con l’economia, dossier che calamiterà la massima attenzione della leadership del Partito Comunista Cinese guidato da Xi Jinping.
In una recente riunione del Consiglio di Stato cinese, il premier Li Qiang ha chiesto ai presenti “risultati rapidi” nell’affrontare, appunto, i problemi economici interni. “Tutti i dipartimenti devono entrare rapidamente in modalità operativa e prestare molta attenzione. (Dobbiamo) intraprendere un’azione pragmatica e potente per aumentare la fiducia dell’intera società”, ha spiegato l’agenzia di stampa statale Xinhua.
Chiaro il concetto: Pechino è pronto ad attuare un nuovo paradigma per scuotere il Paese, rilanciarlo e anzi prepararlo in vista delle sfide future puntando su uno sviluppo di qualità.
Le mosse economiche della Cina
Nella provincia meridionale del Guangdong, la più grande economia provinciale della Cina, i principali leader locali si sono incontrati per trovare modi per promuovere l’innovazione e lo sviluppo industriale. “Come battistrada, il Guangdong dovrebbe assumere l’iniziativa di raggiungere il livello di un’economia moderatamente sviluppata e innovativa entro il 2035, ma ci sono ancora grandi lacune e carenze”, ha affermato il capo del Partito comunista del Guangdong, Huang Kunming. “La chiave per raggiungere questi obiettivi è l’innovazione tecnologica, lo sviluppo industriale e la continua liberazione e sviluppo delle forze produttive”, ha chiarito lo stesso funzionario. Eccolo, dunque, il modello abbracciato dalla Cina.
Nel 2023 il pil della Cina si è attestato al 5,2%, raggiungendo un valore più alto del previsto, ma non è riuscito a risollevare il sentiment del mercato e a rassicurare gli investitori sulle incertezze sul lavoro e sul reddito, sulla crisi immobiliare, sui freni tecnologici statunitensi e sui timori di deflazione.
Molte province, ha scritto il South China Morning Post, stanno già puntando a una crescita maggiore quest’anno, incluso il Guangdong che mira a una crescita del 5% dopo l’espansione reale del 4,8% dello scorso anno. Intervenendo alla conferenza di domenica, Huang ha affermato che la provincia si concentrerà sulla scienza industriale e sull’innovazione tecnologica, migliorando la cooperazione con Hong Kong e attirando più talenti.
Cambio di passo
Qui Pechino intende lanciare una serie di nuovi importanti progetti di ricerca scientifica, oltre ad aiutare 9.000 imprese industriali a sottoporsi a revisioni tecnologiche. Impegni del genere riflettono dunque la spinta nazionale verso uno “sviluppo di alta qualità” per contribuire a far avanzare il Paese attraverso la qualità della crescita economica anziché una rapida espansione.
Per fare ciò, il Dragone si sta rivolgendo alla tecnologia, alla produzione avanzata e alle industrie verdi, anziché ai vecchi fattori come il settore immobiliare e la speculazione finanziaria. Al netto del Guangdong ci sono altri esempi da portare all’attenzione.
Nella provincia orientale dello Shandong, la terza per dimensioni economiche in Cina, i quadri del Partito Comunista Cinese hanno affrontato il tema dell’ “apertura ad alto livello e della promozione degli investimenti di alta qualità”. Nel sud-est della provincia di Anhui e nel nord-est del Liaoning, le autorità si sono invece concentrate su come migliorare l’ambiente imprenditoriale e promuovere uno sviluppo di alta qualità dell’economia privata.
Anche Shanghai, il centro economico della Cina, ha pubblicato un piano d’azione per creare un “ambiente imprenditoriale di prima classe”.