Economia Italia: dati macro preoccupano, recessione tecnica nel quarto trimestre?

Le indicazioni negative arrivate questa mattina dai dati diffusi dall’Istat gettano un’ombra sull’andamento dell’economia italiana. Anche perché il 2019 si preannuncia come un anno particolarmente impegnativo.

Economia Italia: dati macro preoccupano, recessione tecnica nel quarto trimestre?

A novembre 2018 l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato un calo dell’1,6% rispetto a ottobre (qui la notizia).

Su base annua, l’indice è diminuito del 2,6% e nella media dei primi undici mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,2% rispetto all’anno precedente.

A novembre, una crescita moderata è registrata solo per i beni di consumo (+0,7%) mentre diminuzioni rilevanti si osservano per i beni intermedi (-5,3%), per l’energia (-4,2%) e, in misura più contenuta, per i beni strumentali (-2%).

Recessione tecnica nel Q4?

Quello relativo l’andamento dell’output industriale rappresenta un dato, ha detto Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING, “che aumenta in maniera seria i dubbi relativi una crescita del Pil nel corso del quarto trimestre 2018”.

Sia alla luce dell’andamento del comparto industriale e sia degli indici di fiducia, “stiamo abbozzando, per il quarto trimestre 2018, una stima su un secondo calo consecutivo del Pil dello 0,1%”.

Nel caso, rileva l’esperto, la contrazione dell’economia “rappresenterebbe l’inizio di una recessione tecnica”.

2019 è l’anno delle sfide più difficili

Il rallentamento registrato dalla produzione industriale a novembre, ha commentato l’Ufficio Studi di Confcommercio. alimenta le preoccupazioni per una sfavorevole chiusura del 2018 con conseguenze negative sull’eredità per il 2019.

“E’ proprio il 2019 l’anno delle sfide più difficili, in quanto bisognerà pre-costituire le risorse per neutralizzare oltre 23 miliardi di euro di maggiori imposte conseguenti alla prevista rinforzata clausola di salvaguardia, determinata con l’ultima Legge di Bilancio, che potrebbe scattare dal primo gennaio del 2020”.

Per gli analisti di Barclays, nell’anno corrente il Pil segnerà un +0,4% anche se i rischi ribassisti sono in aumento.

“L’indebolimento della domanda dentro e fuori la Zona Euro, la crescita delle incertezze sulla tempistica e sull’implementazione delle politiche espansive annunciate dal governo e l’instabilità politica gettano un lunga ombra scura sul nostro outlook”.

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