Istruzione come diritto o come dovere? Ecco cosa prevede la legge

Guendalina Grossi

18 Dicembre 2017 - 18:30

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L’istruzione è al tempo stesso un diritto e un dovere, un diritto perché deve dare la possibilità a tutti di acquisire conoscenze e competenze e un dovere poiché è grazie allo studio che si potranno un giorno raggiungere determinati traguardi.

Istruzione come diritto o come dovere?

L’istruzione, nella legge italiana, è vista al tempo stesso come un diritto e un dovere, bisogna quindi promuoverla per far si che il tasso di alfabetizzazione diminuisca sempre più.

Sono molti i paesi che purtroppo ancora oggi segnalano un tasso di analfabetismo molto elevato e la principale causa è dovuta al fatto che si tratta di luoghi in cui manca il rispetto dei diritti basilari dei cittadini.

La legislazione italiana invece dedica ampio spazio all’istruzione proprio per tutelare i diritti dei suoi cittadini.

Vediamo dunque cosa prevede la normativa italiana in materia di istruzione.

La normativa italiana in materia di istruzione

La legislazione italiana ha introdotto numerose norme per tutelare i ragazzi e per consentirgli il diritto all’istruzione.

L’obbligo scolastico, previsto dall’art. 34 della Costituzione, e l’obbligo formativo sono stati ridefiniti ed ampliati come diritto all’istruzione e formazione e correlativo dovere con la Legge n. 53 del 2003.

Con il decreto legislativo n.76/2005 si assicura a tutti i ragazzi il diritto all’istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età.

La legge finanziaria del 2007 inoltre ha innalzato a 16 anni l’obbligo di istruzione e l’età di accesso al lavoro.

Anche l’articolo 6 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo afferma che ogni individuo ha diritto all’istruzione e che quest’ultima deve essere gratuita e obbligatoria almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali.

La Dichiarazione specifica inoltre che l’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Per questo parliamo di diritto e dovere allo stesso tempo perché oltre ad essere un diritto che lo Stato deve concedere ai suoi cittadini, l’istruzione deve permettere ad ogni singolo individuo di porre solide basi su cui costruire il proprio futuro, e questo rientra quindi in un preciso dovere di ogni singola persona.

Come si realizza il diritto-dovere all’istruzione?

Il diritto-dovere all’istruzione inizia con l’iscrizione alla prima classe della scuola primaria e si realizza con il conseguimento di un diploma di scuola secondaria o di una qualifica professionale entro il diciottesimo anno di età.

I giovani che conseguono il titolo conclusivo del primo ciclo possono decidere se proseguire gli studi in una scuola secondaria, o se frequentare un corso di formazione a tempo pieno o se iniziare a esercitare l’apprendistato al compimento del quindicesimo anno di età.

Se si inizia a frequentare una qualsiasi attività legata al secondo ciclo si comincerà ad acquisire crediti che potranno poi essere fatti valere in futuro.

L’istruzione dei minori stranieri in Italia

Il Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” regola le norme riguardanti l’istruzione dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea ed agli apolidi.

Il testo prevede che tutti i minori stranieri che sono presenti sul territorio italiano siano soggetti all’obbligo di istruzione.

Il diritto all’istruzione deve essere garantito loro dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali anche mediante l’attivazione di appositi corsi ed iniziative per l’apprendimento della lingua italiana.

Il testo prevede inoltre che ci debba essere una tolleranza e uno scambio tra le culture a tale fine bisogna dunque promuovere e favorire iniziative volte alla accoglienza, alla tutela della cultura e della lingua d’origine e alla realizzazione di attività interculturali comuni.

Il D.P.R. n. 394 del 31/8/1999 stabilisce che i minori stranieri presenti sul territorio italiano hanno diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.

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