Anche gli investitori contro il rigore di Germania e Co: UE rischia grosso

Cristiana Gagliarducci

2 Aprile 2020 - 10:29

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Anche gli investitori si scagliano contro il rigore della Germania e delle sue colleghe del Nord. L’UE sta rischiando grosso secondo Citigroup

Anche gli investitori contro il rigore di Germania e Co: UE rischia grosso

Persino alcuni investitori internazionali si sono scagliati contro il rigore dimostrato dalla Germania e da altri Paesi del Nord Europa e hanno messo in guardia sui rischi sempre più concreti di questo atteggiamento.

La questione è tornata sulla bocca di tutti dopo l’Eurogruppo di fine marzo, durante il quale l’Italia ha proposto l’adozione degli eurobond per affrontare la crisi determinata da coronavirus.

La risposta della Germania e delle altre sue colleghe del Nord non è stata delle migliori e le discussioni si sono concluse con un nulla di fatto. Il tema della solidarietà UE ha sollevato non poche polemiche soprattutto dopo la richiesta olandese di dare il via a delle vere e proprie indagini all’interno del blocco. A prendere posizione contro questo rigore, oggi, sono stati anche i grandi investitori.

Citigroup contro Germania e Co.: l’UE rischia grosso

L’ultima relazione di Citigroup riportata oggi sulle pagine de Il Sole 24 Ore non ha lasciato spazio a dubbi di alcun tipo. L’allarme degli esperti ha fatto seguito a quelli già lanciati nelle ultime settimane ed ha riguardato i grandi rischi che l’UE sta correndo a causa del coronavirus.

“Le decisioni dei Governi europei se realizzare, e in che forma, finanziamenti di solidarietà tra i Paesi della UE sarà decisiva nell’orientare per il futuro la pubblica opinione a favore o contro l’Europa. E questa scelta rappresenta la più grande sfida di sempre sulla tenuta dell’Unione europea.”

Per dirla in altre parole, l’emergenza coronavirus sarà un banco di prova fondamentale per l’Unione europea che dovrà cercare di conquistare non soltanto la fiducia dei mercati, ma anche e soprattutto quella dei cittadini.

Da qui la necessità, ribadita da Citigroup, di dare via libera a prestiti solidali, senza condizioni, da erogare non sulla base dei debiti pregressi. L’obiettivo, secondo gli esperti, dovrebbe essere quello di evitare di stigmatizzare i Paesi più in difficoltà (come l’Italia) e di aprire invece le porte agli aiuti di BEI, MES e altri.

Le posizioni degli analisti sono emerse in una giornata particolare per l’Italia, che ha ricevuto le scuse inaspettate di ursula vor der Leyen.

Alla luce di quanto già accaduto, e in previsione del nuovo incontro tra membri UE, è probabile che il tema della solidarietà e della compattezza del blocco continuerà ad infiammare il dibattito ancora a lungo.

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