Quali sono gli investimenti di Elon Musk in ballo in Italia? La domanda - dalla risposta ricca di incognite - è più che mai pertinente visto il contesto economico e politico internazionale così cambiato dall’inizio dell’anno a oggi.
Il 2025, infatti, era iniziato sotto i migliori auspici per quanto riguarda l’alleanza tra il Governo Meloni e l’uomo più ricco del mondo, lasciando presagire affari imperdibili tra Musk e l’Italia soprattutto nel settore dello spazio.
Elon Musk è un simbolo di successo non solo delle auto elettriche con la sua celebre azienda Tesla, ma anche della tecnologia applicata allo spazio. Proprio questo ultimo comparto rimane nel mirino del Governo italiano, interessato a sviluppare la Space economy più che a favorire investimenti nelle auto elettriche nei confronti delle quali l’esecutivo appare avverso.
Tuttavia, l’arrivo di Trump alla Casa Bianca con la sua aggressiva retorica contro l’Europa, l’escalation dei dazi e la temporanea “caduta in disgrazia” di Musk con il tonfo delle azioni e vendite Tesla, stanno disegnando un mondo nuovo. Il clima di fiducia tra Governo italiano e il miliardario si è indebolito, difeso senz indugi soprattutto dalla Lega.
C’è ancora margine di manovra, quindi, per gli investimenti in Italia di Musk? Il ddl Spazio, che apre all’ingresso di aziende straniere per la gestione e di satelliti e simili, è passato alla Camera e aspetta lo stesso iter al Senato. Sarà questo il punto di partenza per gli investimenti di Musk in Italia? Ecco dove potrebbe investire il miliardario sull’occhio del ciclone.
Musk investe in Italia con Starlink?
L’euforia di fine 2024 per potenziali investimenti di Musk in Italia è un po’ scemata, ma non scomparsa del tutto.
Circa sei mesi fa, il giovane informatico Andrea Stroppa che lavora a stretto contatto con Musk per la sua azienda SpaceX aveva stimolato un tema interessante: la possibilità di creare una relazione di affari tra il nostro Paese e le imprese di successo e all’avanguardia di Musk.
Nello specifico, si era chiesto “se all’Italia farebbe comodo avere al proprio fianco un’impresa della comunicazione Internet satellitare come Starlink, visto come sta andando il progetto Pnrr per portare la fibra in tutto il Paese. O un’impresa come SpaceX, in un settore dove ha aziende di valore ma non è in grado di farle crescere”.
Da lì erano sorte indiscrezioni che ancora viaggiano in attesa di conferme o smentite ufficiali: le trattative del Governo Meloni per un contratto quinquennale da 1,5 miliardi con Space X di Musk, nello specifico con la divisione satellitare Starlink. Investimenti con aziende straniere nel settore sono prese in esame, ma nessuna intesa ufficiale al riguardo è stata siglata: questa la risposta offerta da Giorgia Meloni nel corso degli ultimi mesi.
Gli indizi di un potenziale legame di affari ci sono. Il Governo Meloni, infatti, ha approvato la prima legge quadro italiana sullo Spazio e sulla Space Economy. In uno specifico articolo della legge si parla della possibilità di agenzie pubbliche e private di operare in Italia. SpaceX di Musk si occupa di vettori spaziali per la Nasa. Il nostro Paese prevede di generare 7,3 miliardi di euro di investimenti nel settore spaziale entro il 2026.
Non solo. Anche l’azienda Starlink sarebbe utile alle ambizioni nazionali, visto che la stessa legge obbliga l’Italia a dotarsi di una “riserva di capacità trasmissiva attraverso comunicazioni satellitari”.
Da qui è stata poi aggiunta la tappa del Ddl Spazio approvato alla Camera il 6 marzo scorso. Criticato da partiti di opposizione proprio perché troppo favorevole all’ingresso di Musk negli affari italiani, il disegno di legge ha in realtà infastidito proprio Stroppa - portavoce del miliardario - per la volontà delle opposizioni di limitare in qualche modo il margine di manovra dei satelliti stranieri in nome anche della sicurezza.
Gli emendamenti al testo presentati dal PD e approvati anche dalla maggioranza stabiliscono la necessità di garantire la sicurezza nazionale nel caso di affidamento agli operatori stranieri delle comunicazioni istituzionali e di avere un congruo ritorno industriale per il sistema Paese.
Se tutto questo spalancherà in futuro le porte a un mega-accordo con Starlink e l’Italia per ora non è chiaro. Anche se l’accoglienza verso Musk si è fatta più fredda all’interno del Governo, l’interesse a invenstire nei suoi satelliti rimane.
Da sapere, comunque, che Starlink di Musk opera già in Italia nella connettività telefonica domestica in alcune zone dove non c’è ancora la fibra.
Musk punta sugli accumulatori di energia in Italia
Non solo satelliti e spazio. Il settore delle batterie e dell’energia potrebbe portare Musk a investire in Italia.
Le indiscrezioni sono di inizio 2025 e per ora non si hanno ulteriori conferme in merito. Tuttavia, il miliardario starebbe puntando il nostro Paese per un altro business, che ultimamente sta subendo qualche contraccolpo legato al freno nelle vendite di auto elettriche e nel lancio di progetti per la transizione energetica: si tratta degli accumulatori di energia.
Nello specifico, Musk potrebbe investire nel nostro Paese portando gli accumulatori Powerwall per il domestico e Megapack per le aziende.
Terna, infatti, vuole incentivare 9 GW/71 GWh di capacità di accumulo fino al 31 dicembre 2033, con risorse per 17,7 miliardi di euro e in questo contesto potrebbero inserirsi di progetti targati Tesla.
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