Cos’è Internet of Things? Tutto quello che c’è da sapere sull’Internet delle cose

Cos’è Internet of Things? Nell’ultimo anno Internet delle cose è stato al centro del progresso tecnologico. Vediamo quindi cos’è e come influenzerà la nostra vita.

Cos’è Internet of Things? L’internet delle cose è ormai nella nostra vita quotidiana e se non ne avete mai sentito parlare, o vi siete sempre chiesti cos’è, dovete senz’altro sapere che influenzerà le nostre vite.

Non è facile definire cos’è Internet of Things, ma ha già iniziato a diventare una parte costante della quotidianità. Nell’ultimo anno, soprattutto, il progresso tecnologico ha fatto giganteschi passi in avanti. Cos’è Internet of Things? Per chiamarlo con un termine più italiano, lo possiamo definire Internet delle cose, ma questo non contribuisce a chiarirne il significato o a farci capire cos’è Internet of Things.

Se ne parla ovunque, ma cos’è Internet of Things? Seocndo una ricerca di Acquity Group sembra che l’87% della popolazione occidentale sappia minimamente cos’è Internet of things, spesso abbreviato in IoT. L’internet delle cose è un neologismo per definire l’estensione di Internet al mondo degli oggetti concreti e anche dei luoghi.

Per capire cos’è Internet of Things dobbiamo tornare alla vigilia del nuovo millennio: il neologismo Internet of Things è stato utilizzato per la prima volta dal ricercatore britannico Kevin Ashton, che dopo essere stato nell’azienda leader di prodotti per la casa e la persona Procter & Gamble, nel 1999 era al Mit, Massachussets Institute of Technology, e coniò questo termine per descrivere un sistema dove Internet è connesso al mondo fisico con una rete di sensori distribuiti.

Ogni giorni ci si chiede cos’è Internet of Things ed è comprensibile di come stia cambiando la nostra vita grazie agli oggetti e le cose di uso domestico capaci di essere interattivi e di parlare non soltanto tra di loro, ma anche di comunicare con l’uomo ma soprattutto per l’uomo grazie al collegamento alla rete Internet.

Allora vediamo cos’è Internet of Things, come funziona l’Internet delle cose, a che punto è adesso e cosa ci consentirà di fare in futuro.

Cos’è Internet of Things?

Dopo aver visto quando è nato il termine Internet of Things, vediamo cos’è Internet of Things e quando è nata davvero l’interrelazione tra le cose e l’utente.

Dopo la nascita del termine che spiegava cos’è Internet of Things nel senso che ancora oggi conosciamo, sono iniziate le prime sperimentazioni come la piattaforma Cense, Central Nervous System for the Earth, nata nel novembre del 2009 negli Hp Labs con l’obiettivo di creare un network di sensori mondiale capace di connettere oggetti e persone.

Per capire cos’è Internet of Things bisogna arrivare ai nostri giorni: quando lo smartwatch registra i nostri dati dopo l’attività fisica e li trasmette allo smartphone, e poi alla bilancia, quando le serrande della stanza si alzano all’ora in cui suona la sveglia, quando sta terminando il toner e la stampante automaticamente procede all’ordine delle nuove cartucce via Amazon, questo è l’Internet delle cose.

E questi sono soltanto piccoli, banali esempi di cos’è Internet of Things. I sensori su cui si basa Internet of Things consentono una molteplicità di settori applicativi, dalla meteorologia al traffico, dalla salute alla gestione domestica e l’intrattenimento.

L’obiettivo dell’Internet delle cose è che il mondo elettronico e informatico possa sovrapporsi a quello reale, in cui gli oggetti possano avere un’identità elettronica correlata all’ambiente fisico. Gli oggetti e i luoghi muniti di etichette Identificazione a radio frequenza (Rfid) o Codici QR comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili come i telefoni cellulari.

Cos’è Internet of Things? L’internet delle Cose oggi

Se ancora vi state chiedendo cos’è Internet of Things, vi ricordiamo che è l’espressione che indica la rete delle apparecchiature e dei dispositivi connessi a Internet: non solo computer, smartphone e tablet, ma tutto ciò che può avere sensori come per il fitness, per le automobili, le radio, gli impianti di climatizzazione, gli elettrodomestici, le telecamere, i complementi d’arredo, e molto altro ancora.

L’internet delle cose può legare appunto qualunque cosa, qualunque oggetto, purché abbia un software che gli permetta di dialogare e scambiare dati con altri oggetti ugualmente connessi sulla stessa rete. Cos’è che può essere connesso all’Internet of Things? Semplicemente tutto, l’importante è che la rete sia connessa ad un unico IP.

Cos’è Internet of Things e a cosa serve? L’internet delle cose ha l’unico scopo di migliorare la qualità della nostra vita, agevolare la quotidianità andando a svolgere mansioni per noi e ad aggiungerne altre che prima non avremmo potuto pensare di fare da soli al fine di ottimizzare ogni attività, ridurre i pericoli e limitare l’errore umano.

Inoltre l’Internet of Things può riuscire a contenere i consumi: sensori di illuminazione e climatizzazione sono in grado di percepire le condizioni climatiche e cambiare impostazioni.

Cos’è Internet of Things? L’uso quotidiano

Sappiamo cos’è Internet of Things e i suoi usi, ma siamo in grado di capire se siamo già dentro l’internet delle Cose? Utilizziamo ogni giorno oggetti connessi all’Internet of Things, quali sono?

Oggetti dell’Internet of Things che utilizziamo tutti i giorni, e che in molti neanche sanno appartenere all’Internet delle Cose, sono gli oggetti chiamati wearables: smartwatch con cui leggere email e rispondere ai messaggi ricevuti sullo smartphone, occhiali interattivi, bracciali che ci localizzano e che monitorano le nostre condizioni fisiche durante lo sport o durante la giornata.

Questa è soltanto una parte di oggetti che rientra nell’Internet of Things, e sicuramente la più sviluppata in Italia, ma nel resto del mondo sono già molti gli usi quotidiani dell’Internet delle cose: telecamere di sorveglianza, termostati delle caldaie, elettrodomestici come frigoriferi, forni, lavatrici.

Cos’è Internet of Things? Google, Amazon e Apple

Dopo aver letto cos’è Internet of Things, le sue applicazioni e l’uso quotidiano che tutti facciamo, non rimane che guardare alle aziende che stanno puntando molto sull’Internet delle cose, soprattutto per quanto riguarda la quotidianità domestica.

Google, con Google Home e altri apparecchi come Chromecast, vuole creare una casa interamente connessa: dal PC allo smartphone, dal tablet fino a Home, l’assistente domestico con cui interagire, che può riprodurre musica e svolgere per noi qualsiasi mansione. Una casa smart in cui l’accensione delle luci e i climatizzatori saranno in grado di dialogare con il mondo esterno e capire quando sarà il momento di attivarsi o di spegnersi.

Allo stesso modo Amazon, che aveva lanciato il suo assistente domestico Echo ancor prima che Google lanciasse Home. Inoltre, Amazon sta andando sempre più nella direzione dell’Internet of Things con i suoi bottoni Amazon Dash. Oltre ai pulsanti Dash, Amazon ha annunciato il Dash Replenishment Service, il servizio cloud che consentirà ai produttori di configurare i loro dispositivi per essere collegati al cloud e far ri-ordinare automaticamente i beni fisici su Amazon. In questo modo la stampante ordinerà da sé il toner quando stanno per esaurirsi le cartucce.

In ultimo c’è Apple, che sta cercando di creare gradualmente una rete di Internet of Things tra smartphone iPhone, tablet iPad, computer MacBook, iMac e tanto altro ancora. Con la creazione di Apple TV, il marchio di Cupertino punta tutto sull’intrattenimento ma non è un segreto che già sugli iPhone 6 siano previsti dialoghi tra diversi device per monitorare salute e parametri fisici degli utenti.

Cos’è Internet of Things? I pericoli

Cos’è Internet of Things, e soprattutto c’è da temere l’Internet delle cose? In molti temono un sopravvento della tecnologia in stile Black Mirror ragionando che se ciò che indossiamo e ciò che utilizziamo ogni giorno dialoga comunicando dati su una rete, allora terzi potrebbero controllare anche noi stessi.

Il problema della privacy e dei dati personali, riguarda in effetti Google e altri marchi hanno accesso a ogni nostra abitudine domestica e privata, e non è da escludere che i dati dell’Internet of Things siano al sicuro.

Inoltre c’è il problema legato alle connessioni a Internet, che con l’Internet of Things diventano sempre più indispensabili. Se gli strumenti avranno anche un tipo di controllo manuale e analogico, oltre che sensoriale e connesso, il problema sarà superfluo, ma in caso contrario non avremmo più possibilità di fare qualunque cosa in caso di mancanza di connessione.

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