INPS e il suo ricco tesoro immobiliare. Quanti immobili venderà nel 2026 e negli anni seguenti

Patrizia Del Pidio

22 Gennaio 2026 - 15:10

L’Inps possiede 23.000 unità immobiliari da reddito. In parte procederà alla dismissione. Vediamo i particolari.

INPS e il suo ricco tesoro immobiliare. Quanti immobili venderà nel 2026 e negli anni seguenti

L’Inps possiede un immenso patrimonio immobiliare: si parla di oltre 23.000 unità immobiliari da reddito con diversa destinazione distribuite sull’intero territorio nazionale, ma con una particolare concentrazione nel Lazio e in Lombardia.

Il Presidente dell’Inps, Gabriele Fava, lo ha comunicato nel corso dell’audizione bicamerale sulla previdenza precisando, inoltre, che il valore netto a bilancio del patrimonio al 31 dicembre 2024 è stimato a 1.125 miliardi di euro.
Immobili residenziali e commerciali, box, uffici e terreni provenienti da retrocessioni di edifici invenduti nelle cartolarizzazioni condotte negli anni passati.

Il patrimonio immobiliare dell’Inps

Il presidente dell’Inps illustra il patrimonio immobiliare dell’istituto nazionale della previdenza sociale che è suddiviso in:

  • strumentale, ovvero utilizzato per fini istituzionali;
  • a reddito, per la valorizzazione economica.

Negli immobili strumentali sono ospitate le sedi dell’Inps dislocate su tutto il territorio nazionale anche in base a criteri di vicinanza con l’utenza e di ottimizzazione degli spazi. Le 614 strutture dell’Inps, infatti, sono presenti in 199 immobili di proprietà e in 415 in strutture in godimento e con un costo per le locazioni pari a 48 milioni di euro l’anno (locazioni, comodato e concessioni). Nel corso degli anni l’istituto ha cercato di diminuire l’onere delle locazioni, nel triennio 2021/2024 la diminuzione della spesa ha toccato il 36%.

Fava sottolinea che l’Inps detiene anche quote di fondi di investimento immobiliare gestiti da Sgr o che derivano dal patrimonio di enti assorbiti nel corso degli anni.

Razionalizzazione del patrimonio Inps

Tra il 2021 e il 2024 l’istituto ha acquistato immobili per una spesa totale di 128,6 milioni di euro, anche approfittando di prelazioni e permute con fondi immobiliari e per il triennio 2026/2028 è previsto un ulteriore acquisto per circa 220 milioni di euro (80 milioni per il 2026).

Degli oltre 23.000 immobili da reddito, il 55% risulta attualmente libero, il restante 45% è occupato a vario titolo. Anche se negli ultimi anni il reddito operativo netto derivante dagli immobili è raddoppiato, il rendimento finanziario è ancora negativo, considerando che gli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione degli immobili, solo nel 2024, sono costati 1,9 milioni di euro.

Gli immobili che l’Inps vende

Per quel che riguarda gli immobili non strumentali, l’Inps ha in progetto di dismettere immobili per 80 milioni di euro nel 2026 e di 70 milioni negli anni successivi.

Fava spiega che «La normativa prevede procedure di vendita con diritto di opzione e prelazione per i conduttori degli immobili, con sconti significativi sul prezzo di mercato per chi acquista in forma individuale o collettiva - ha detto - dal 2017 (data di riavvio delle operazioni di dismissione) al 2024 sono state vendute 5.785 unità immobiliari per circa 401 milioni di euro. Sono state effettuate anche vendite dirette a pubbliche amministrazioni per un valore complessivo di circa 56 milioni di euro, con ulteriori trattative in corso per cessioni a enti pubblici. Gli immobili collocati nella categoria di pregio sono soggetti a una disciplina specifica che prevede la vendita senza possibilità di riduzione di prezzo».

L’Inps è un sistema solido

Gabriele Fava, presnetando il apporto annuale 2025 a Confindustria ha sottolineato che il sistema è solido, nonostante la denatalità del nostro Paese, che comporta un aumento della popolazione anziana a fronte di una diminuzione dei giovani.

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