Indice R0 coronavirus: significato e perché è importante per la ripresa delle attività

L’indice R0 del coronavirus è sceso sotto al valore 1: buone notizie, ma serve un ulteriore calo. Ecco come si misura questo parametro e come si abbassa.

L’indice R0 per il coronavirus è sceso sotto all’uno”: con queste parole il Ministro Speranza ha annunciato che per il Governo è arrivato il momento di programmare il futuro, ovvero cominciare a pensare ad una fase 2 che per i cittadini potrebbe avere inizio dal 4 maggio 2020.

Il fatto che l’indice R0 sia sceso finalmente sotto al valore 1 dimostra che le misure prese per il contenimento del contagio stanno funzionando e che finalmente è possibile pensare ad una ripresa delle attività.

Ripresa che continuerà a dipendere dall’indice R0 del coronavirus, perché sarà sulla base dell’andamento di questo importante parametro che verrà deciso quali attività potranno riprendere regolarmente e quali no.

Nonostante l’importanza dell’indice R0 (tant’è che viene monitorato costantemente) in pochi sanno esattamente qual è il significato di questo parametro; in soccorso ci viene il sito dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) che ci spiega chiaramente cosa si intende per indice R0 e perché è così importante nella valutazione delle prossime mosse da adottare per limitare la diffusione del contagio.

Indice R0: cosa significa e perché è importante

Come si legge sul sito dell’ISS, l’indice R0 è un parametro importante in un’epidemia di una malattia infettiva. Nel dettaglio, “l’erre con zero” è il numero di riproduzione di base che va a rappresentare “il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto di una popolazione completamente suscettibile, cioè mai venuta a contatto con il nuovo patogeno emergente”.

L’indice R0, quindi, va a misurare la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva come la COVID-19: più il valore è elevato e maggiore è il rischio di diffusione della pandemia.

Già quando si scende sotto l’uno, invece, significa che l’epidemia può essere contenuta; ecco perché l’ammissione di Speranza fa ben sperare per il futuro, con l’epidemia di Coronavirus che adesso sembra essere maggiormente sotto controllo (anche se l’allerta è ancora al massimo visto che l’indice R0 potrebbe nuovamente aumentare).

Basti pensare che secondo gli studi effettuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nonché da numerosi istituti di ricerca di tutto il mondo, l’epidemia del nuovo Coronavirus in una fase iniziale del contagio ha un R0 molto alto, compreso nella fascia che va dall’1,4 al 3,8.

Generalmente, quindi, potrebbe esserci il rischio che una sola persona contagiata da COVID-19 ne vada ad infettare altre 4. Un numero molto alto che ha indotto i Governi di tutti quei Paesi dove l’epidemia da coronavirus si è diffusa ad intervenire prepotentemente al fine di abbassare questo valore.

Come si abbassa il valore R0

Nel dettaglio, l’R0 è funzione di tre fattori:

  • probabilità di trasmissione per singolo contatto tra una persona infetta e una suscettibile (che dipende dalla natura stessa del virus);
  • numero dei contatti della persona infetta;
  • durata dell’infettività.

Solo intervenendo su questi tre fattori è possibile controllare la diffusione della malattia così da ritardarne il picco e non mandare in crisi il sistema sanitario.

Tuttavia per il primo e il terzo fattore non è possibile un intervento visto che servirebbe prima individuare una cura o un vaccino. Ecco perché si è deciso di intervenire sul secondo fattore limitando considerevolmente il numero dei contatti tra le persone grazie al lockdown.

E lo stesso verrà fatto fino a quando non sarà possibile controllare l’indice R0 andando ad intervenire sugli altri due fattori; senza vaccino, quindi, bisognerà assolutamente mantenere delle misure tali da limitare il numero dei contatti tra le persone così da far sì che l’indice R0 resti stabile al di sotto del valore 1.

Ed è per lo stesso motivo che fino a quando l’indice R0 non si assesterà stabilmente su valori molti bassi (si parla di uno 0,5) non verrà data l’autorizzazione alla ripresa delle attività commerciali.

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