Imprenditore evade le tasse per pagare gli operai. Il Tribunale lo assolve, ecco perché

Anna Maria D’Andrea

2 Dicembre 2016 - 10:28

Il Tribunale di Pordenone assolve un imprenditore dall’accusa di evasione fiscale per non aver pagato 262 mila euro di tasse. Ecco perché e cos’è successo.

Imprenditore evade le tasse per pagare gli operai. Il Tribunale lo assolve, ecco perché

Imprenditore evade le tasse per pagare gli operai. Il Tribunale lo assolve dall’accusa di evasione fiscale per non aver pagato 262 mila euro di tasse. La decisione del giudice del Tribunale di Pordenone dimostra che la legge, in fondo, non è poi così insensibile ai problemi che colpiscono le imprese purtroppo sempre più di frequente.

L’imprenditore avrebbe usato i soldi a propria disposizione per pagare lo stipendio agli operai. Questa la motivazione alla base dell’evasione fiscale per la quale era stato chiamato in giudizio. Si tratta della storia di Diego Lorenzon, il cinquantatreenne proprietario dell’impresa di famiglia, la Poolmeccanica di Venezia, chiamato a difendersi dall’accusa di evasione fiscale.

L’imprenditore ha spiegato in 10 minuti le proprie motivazioni e il perché del mancato pagamento delle tasse; i giudici chiamati ad ascoltare la difesa dell’uomo non hanno battuto ciglio. La storia di Diego Lorenzon e della Poolmeccanica sembra essere quella di molte delle imprese, piccole e grandi, che a partire dai primi anni del 2000 si sono trovate a combattere contro la crisi economica e con l’intransigenza del Fisco e tanti, probabilmente meno forti dell’imprenditore veneziano, hanno deciso di pagare il debito con il Fisco con la vita.

La Poolmeccanica di San Michele al Tagliamento, comune della provincia di Venezia, è stata protagonista di importanti progetti nazionali ed internazionali. Tra questi la costruzione del Mose, gli interventi al Canale di Panama e la messa a punto del più grande telescopio del mondo in Cile. Un’impresa che ha saputo farsi strada in Italia e nel mondo ma che, nel 2008, ha risentito degli effetti della crisi economica.

Alla base dell’evasione fiscale dell’imprenditore veneziano proprio l’inaspettata crisi che avrebbe colpito l’impresa. La sentenza del Tribunale di Pordenone è destinata a lasciare il segno e ad essere, almeno è quel che si spera, l’inizio di una fase di maggiore benevolenza da parte della giurisprudenza e del Fisco nei confronti degli “evasori in buona fede”.

Vediamo come sono andati i fatti e perché il Tribunale di Pordenone ha assolto l’imprenditore Diego Lorenzon dall’accusa di evasione fiscale per 262 mila euro di tasse.

Imprenditore evade le tasse per pagare gli operai. Il Tribunale lo assolve, ecco perché

La storia dell’imprenditore Diego Lorenzon non è, purtroppo, un unicum. A risentire degli effetti negativi della crisi economica che negli scorsi hanno ha minato all’occupazione e alle finanze delle imprese, piccole e grandi, sono stati sia operai che imprenditori.

Diego Lorenzon, per cercare di risollevare le sorti dell’impresa familiare, la Poolmeccanica, affossata dai debiti nel 2008, ha chiesto aiuto alla famiglia e agli amici, ha impegnato tutti i suoi beni, incassato in anticipo le polizze di pensione e venduto tutti i beni privati. Le banche commerciali legate all’impresa l’avrebbero abbandonato nel periodo della crisi e l’unica via d’uscita per l’imprenditore veneziano è stata sospendere il pagamento delle tasse. Per fortuna la Poolmeccanica con il tempo è riuscita a riprendersi e l’imprenditore è riuscito a sanare i propri debiti e a regolarizzare la propria posizione fiscale.

6,8 milioni di tasse e il 30% di sanzioni pagate nel giro di 10 anni per scongiurare l’accusa di evasione fiscale che, però, non è riuscito ad evitare. Sotto la lente del Fisco e dei giudici sono finiti ben 262 mila euro di ritenute certificate non versate nel 2011.

Eppure il Tribunale di Pordenone ha risparmiato la condanna per evasione fiscale all’imprenditore. La motivazione è tutt’altro che ingiustificata. Ecco perché.

Imprenditore evade le tasse per pagare gli operai: le motivazioni del Tribunale di Pordenone

L’imprenditore avrebbe evaso il pagamento di 262 mila euro di ritenute certificate per pagare gli stipendi dei 50 dipendenti della Poolmeccanica e per pagare i fornitori. Questo il motivo del mancato adempimento dei propri obblighi tributari nei confronti del Fisco e, spiegate le motivazioni davanti al giudice del Tribunale di Pordenone, è arrivata l’assoluzione.

Il fatto non sussiste e non c’è dolo, questa la decisione del giudice Rodolfo Piccin che ha deliberato per l’assoluzione dell’imprenditore. Diego Lorenzon si è presentato in udienza nonostante le precarie condizioni di salute e, per scongiurare il rinvio dell’udienza e l’eventuale impossibilità di presenziare in futuro, ha chiesto di parlare e di difendere la propria posizione.

420 mila euro di crediti non incassati dovuti da enti pubblici, fidi azzerati da parte delle banche e la necessità, o sarebbe meglio dire l’impegno personale, di pagare lo stipendio ai propri dipendenti e i fornitori.

La sentenza del Tribunale di Pordenone che ha deliberato per l’assoluzione dell’imprenditore perché il fatto non costituisce reato scagiona l’imprenditore e premia gli sforzi portati avanti dall’impresa familiare, la Poolmeccanica.

Un’impresa che, come ha affermato Paola, sorella di Diego Lorenzon, è una famiglia e non solo un’attività produttiva: “In questi anni, i collaboratori ci hanno sempre sostenuto e sono rimasti con noi, nonostante le difficoltà. Il concetto di famiglia si usa spesso e anche impropriamente quando si parla di aziende, ma questo è quello che siamo”.

Una storia che, alla fine dei conti, ha un lieto fine e che soprattutto si spera possa restare nella mente non soltanto dei lettori e degli imprenditori in una pari condizione di difficoltà economica ma anche del Fisco e dei giudici chiamati a deliberare su cosa è giusto e cosa è sbagliato.

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