Impeachment: Trump è assolto. Cosa significa per le elezioni?

L’impeachment di Trump finisce con l’esito più scontato: il Presidente è assolto da tutte e due le accuse. Ora che succede negli Stati Uniti? Soprattutto, quali saranno le conseguenze per le prossime elezioni presidenziali?

Impeachment: Trump è assolto. Cosa significa per le elezioni?

L’impeachment contro Donald Trump finisce senza grandi sorprese: il Presidente USA è assolto da entrambe le accuse mosse contro di lui dai Dem. Il Senato, quindi, non ha riconosciuto le colpe di abuso di potere e di ostruzione del Congresso. Solo un repubblicano, Romney, ha votato insieme ai Dem.

Sono giorni da incorniciare per l’attuale inquilino della Casa Bianca. Dopo essere stato sotto i riflettori con il discorso sullo Stato dell’Unione - che di fatto è servito a Trump per osannare la sua politica in toni da vera campagna elettorale - il Presidente incassa anche l’assoluzione dallo stato di accusa.

Tutto questo avviene nelle ore più confusionarie per i Democratici, con i risultati delle Primarie in Iowa in ritardo e l’annuncio del testa a testa Buttigieg - Sanders.

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L’esito dell’impeachment segna probabilmente un punto a favore per i repubblicani e, soprattutto, per la rielezione di Trump. Ma gli effetti potrebbero non essere così scontati.

Impeachment: l’assoluzione avvicina Trump alla rielezione. O no?

Sarebbe troppo facile leggere la faccenda dell’impeachment come una vittoria senza margini di ricadute per i repubblicani e per Donald Trump.

Certo, l’assoluzione suona come un grande vantaggio per il Presidente, che in appena poche ore può vantare l’esaltazione da parte dei suoi nella presentazione dei discorso sullo Stato dell’Unione, la palese irritazione di Nancy Pelosi - che rappresenta la parte più combattiva dei Dem - e la negazione delle colpe avanzate con lo stato d’accusa.

Inoltre, proprio in occasione del discorso sulla nazione, Trump ha cercato di esaltare tutte le sue mosse, promettendo la Grande America sulla base dell’accordo con la Cina, del nuovo patto commerciale con i Paesi dell’America Latina, dei risultati positivi a livello economico, della lotta al terrorismo con l’uccisione del nemico iraniano Soleimani.

Tutto questo, a pochi giorni di distanza dalla diffusione di un sondaggio Gallup che lo vede al 49% dei consensi, un gradimento molto elevato.

Cossa succederà adesso? La partita è davvero chiusa per le elezioni presidenziali? L’impressione è che non sarà affatto così. Anzi, probabilmente la campagna elettorale diventerà probabilmente più aspra.

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I Democratici hanno già promesso che andranno avanti con le indagini sulla vicenda dell’Ucraina e del pressing presidenziale contro Biden. Lo scopo è utilizzare l’evidente uso distorto del potere e della corruzione da parte dell’arrogante Trump.

Inoltre, con molta probabilità i temi economici diventeranno altrettanto cruciali. Come già evidenziato dal contro-discorso dei Dem sullo Stato dell’Unione, alcuni dati sulla crescita statunitense sono falsati soprattutto dall’aumento della disuguaglianza economica e sociale.

In più, la riforma della Medicare diventerà centrale, dopo le accuse di Trump al socialismo democratico che vuole distruggere la grandezza USA. E poi c’è il tema della politica estera, sul quale i Dem non hanno ancora compattezza, ma che dopo le ultime azioni di Trump in Ira, Iraq e con la Palestina dovranno trovare risposte adeguate a chi non vuole l’estremismo - almeno in parola - dell’amministrazione repubblicana.

I giochi non sono per niente finiti con l’assoluzione di Trump dall’impeachment. La strada verso le presidenziali vedrà ancora molti colpi di scena.

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