QE: quale impatto sulle finanze dei piani previdenziali?

In uno studio condotto da CREATE-Research e Amundi si sono analizzati gli impatti del Quantitative Easing sulle finanze dei piani previdenziali. I dettagli

QE: quale impatto sulle finanze dei piani previdenziali?

Esaminare l’impatto del Quantitative Easing sui piani pensionistici e come i loro approcci potrebbero cambiare mano a mano che la manovra espansiva va avanti. È questo l’obiettivo della ricerca condotta da CREATE-Research e Amundi su 153 piani pensionistici con 1.880 miliardi di euro di masse gestite e 38 consulenti previdenziali con 1.400 miliardi di euro in asset sotto la propria consulenza.

Dallo studio si evidenziano quattro temi chiave, vediamo quali.

Il QE ha funzionato, ma solo come misura anti-crisi

Il rapporto evidenzia come oltre i due terzi degli intervistati siano d’accordo nell’affermare che il QE abbia stabilizzato i mercati dopo il crack Lehman, mentre il 58% che la manovra sia servita a ad aumentare i rendimenti degli asset più rischiosi.

A dispetto di questo, vi è un’opinione diffusa relativamente al fatto che il Quantitative Easing stia per esaurire le sue forze: a tal proposito, si sottolinea come per quasi l’80% degli intervistati il QE abbia gonfiato il debito globale, “gettando i semi per la prossima crisi”.

Per i due terzi dei partecipanti alle interviste inoltre, l’allentamento quantitativo ha gonfiato eccessivamente le passività degli strumenti previdenziali a causa dei tassi a zero.

La priorità è la preservazione del capitale

Per quanto riguarda i piani pensionistici, questi si attendono un arrivo alla prossima recessione con le loro finanze particolarmente deboli: “attualmente solo un terzo ha un flusso di cassa positivo e due quinti ne hanno uno negativo. Di conseguenza, la loro propensione al rischio sta diminuendo e la preservazione del capitale è una priorità".

Al fine di conservare il capitale e contenere le perdite dei portafogli in caso di flessione dei mercati, sono stati identificati tre percorsi per i piani pensionistici: “il primo cerca un maggiore allineamento temporale tra asset allocation e profilo di scadenza delle passività pensionistiche; il secondo considera la gestione della liquidità come lo strumento principale per la gestione del rischio e il terzo consiste nella gestione della duration, con particolare attenzione agli asset sottovalutati lungo la curva dei rendimenti".

Azioni globali privilegiate dai piani pensionistici

Per il 58% degli intervistati, il mantenimento del QE supporterà le azioni, che offrono un approccio difensivo e rendimento soddisfacente in un contesto di prodotti previdenziali con flussi di cassa negativi per l’invecchiamento dei sottoscrittori.

“Il ribilanciamento periodico dei portafogli favorirà i cosiddetti private market asset progettati per offrire rendimenti assoluti decorrelati. In cima alla lista ci saranno infrastrutture, immobiliare, credito alternativo e private equity”.

I piani previdenziali stanno inoltre guardando agli asset dei mercati emergenti al fine di capitalizzare le dinamiche di crescita a lungo termine.

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