Immobili e stanze in affitto: quali sono le dimensioni minime

Caterina Gastaldi

1 Ottobre 2022 - 18:04

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Gli immobili da mettere in affitto devono rispettare alcuni requisiti: a partire dalle dimensioni, anche quando si tratta delle sole stanze.

Immobili e stanze in affitto: quali sono le dimensioni minime

Mettere i propri immobili, o anche le stanze vuote, in affitto è un buon modo per guadagnare qualche soldo e arrotondare a fine mese, avendo anche il vantaggio di non lasciare una casa vuota, ma sempre nelle mani di qualcuno che, almeno da contratto, è tenuto a occuparsene e avvisare riguardo a ogni eventuale problema, così che possa venire risolto prontamente.

Avere un inquilino è quindi un vantaggio, ed è spesso preferibile all’alternativa che prevede lasciare la casa vuota, senza che nessuno possa occuparsene. Questo però significa anche che l’appartamento, o le singole stanze, devono rispettare alcuni requisiti riguardanti, tra le altre cose, le dimensioni minime per poter essere affittate. Queste norme solitamente non creano problemi ai proprietari di casa, perché sono le stesse che è necessario rispettare nel momento in cui viene costruita un’abitazione. Di seguito, quindi, i dettagli al riguardo.

Immobili e stanze in affitto: di quali norme si parla

Le condizioni da rispettare sono quelle relative alle norme igienico sanitarie necessarie a garantire un buon livello di salute abitativa da parte degli abitanti della casa, e sono state decise dal decreto Ministeriale della Sanità del 5 luglio 1975. Essendo un decreto non recentissimo, è facile che la maggior parte delle case le rispettino a prescindere, essendo state o costruite in seguito, oppure avendo facilmente subito dei lavori di ristrutturazione dopo la data in questione.

Inoltre le norme non sono particolarmente restrittive e, va detto, tranne che in casi molto particolari, era facile che già in passato venissero rispettate. Malgrado questo nel momento in cui si mette in affitto un immobile, sarà opportuno verificare di avere tutto in regola.

In particolare, dovranno fare attenzione coloro che desiderano affittare delle stanze singole, che potrebbero trovarsi a voler diminuire eccessivamente gli spazi previsti per le stanze in questione. Gli affittuari, dal canto loro, hanno il diritto di conoscere le dimensioni della stanza, ed è giusto che siano consapevoli sempre dei loro diritti. Non è raro infatti leggere di stanze o monolocali con dimensioni improbabili messi in affitto in città di grandi affluenza, che già a un primo sguardo lasciano intuire il mancato rispetto delle regole riguardanti le dimensioni minime.

Altezza e superfici minime

A seconda della tipologia di stanza e della sua funzione, sono previste altezze e dimensioni minime.
Nello specifico, per quel che riguarda l’altezza:

  • per i bagni, i corridoi, i disimpegni e i ripostigli, l’altezza non può essere inferiore ai 2,40 metri;
  • per tutti gli altri locali della casa, invece, come per esempio le camere da letto, sala, e cucina, l’altezza minima prevista è di 2,70 metri.

Possono esserci delle eccezioni nel caso di case nelle comunità montane, che per via del clima e della tipologia di architettura possono avere un’altezza minima per le stanze fino a 2,55 metri, oppure nel caso di alloggi di particolare e attestato valore artistico e ambientale.

Per quel che riguarda le dimensioni delle superfici invece, dipende anche dalla quantità di persone che abitano nella casa o nella stanza. Stanze matrimoniali (dotate di letto matrimoniale o doppie) infatti richiedono una dimensione minima maggiore rispetto a quelle singole. Inoltre, a seconda dei metri quadri a disposizione della casa, questa potrà essere affittata a un numero massimo di inquilini.

  • le camere da letto pensate per una sola persona e con letto singolo, devono avere una superficie minima di 9 mq;
  • le camere doppie o con letto matrimoniale (matrimoniali) è previsto che siano di minimo 14 mq;
  • la cucina deve avere una superficie minima di 4 mq;
  • la casa deve assicurare almeno 14 mq a inquilino, per i primi quattro abitanti, e 10 mq per i successivi;
  • per mettere una casa in affitto è previsto che questa sia dotata di almeno un servizio, con all’interno doccia o vasca da bagno, wc, bidet, e lavandino. Questo deve avere una superficie minima di 3 mq. Nel caso in cui fosse presente un secondo bagno allora questo dovrà avere una superficie minima di 1,10 mq e larghezza non inferiore a 0,90 metri.

Per quel che riguarda i monolocali, anche questi devono rispettare alcune regole relative alle dimensioni (oltre all’obbligatoria presenza del bagno). Nel caso di un monolocale per una sola persona, questo deve essere di minimo 28 mq, servizi compresi. Per i monolocali pensati per due persone, la superficie minima richiesta invece è di 38 mq.

Presenza di finestre

La superficie e l’altezza minima non sono le uniche cose a cui dover fare attenzione. Per poter assicurare un buon livello di salute abitativa è anche prevista la presenza di finestre in determinate stanze.

Nello specifico, nelle camere da letto, in cucina, e nel soggiorno è richiesta la presenza di almeno una finestra, mentre il bagno deve comunque avere un sistema di ricircolo dell’aria. Per quel che riguarda le dimensioni, la finestra deve essere di minimo ⅛ della dimensione del pavimento del locale.

C’è da notare, infine, che i comuni possono scegliere altri criteri aggiuntivi, che vengono stilati all’interno del regolamento edilizio locale. Prima di iniziare a fare dei lavori quindi sarà buona norma informarsi al riguardo.

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