Il turismo non fa davvero bene all’economia: il caso della Puglia

Redazione Money Premium

25 Luglio 2023 - 15:27

Scarsa accumulazione di capitale e diversificazione economica, deindustrializzazione, poco valore aggiunto: con il turismo non si cresce.

Il turismo non fa davvero bene all’economia: il caso della Puglia

Il turismo nel Salento è diventato negli ultimi decenni una delle principali fonti di reddito per l’economia locale. Tuttavia, uno studio recente pubblicato sulla rivista “Economia e Politica” ha messo in luce alcuni aspetti preoccupanti riguardanti la crescita turistica nella regione e il suo impatto sullo sviluppo economico complessivo.

Sebbene i flussi turistici siano notevolmente aumentati nel tempo, si è riscontrato un divario significativo tra la crescita del PIL turistico e quella del territorio. In altre parole, il turismo nel Salento non sembra contribuire in modo significativo all’incremento del PIL locale, creando una mancanza di reciprocità tra lo sviluppo turistico e quello economico.

Questo fenomeno è particolarmente preoccupante poiché il turismo ha il potenziale per diventare un motore di crescita economica, ma al momento sembra non sfruttato appieno.

Un altro aspetto critico riguarda la natura stagionale e le basse retribuzioni del settore turistico. Gran parte delle attività legate al turismo nel Salento dipendono da una stagione estiva intensa, il che comporta un’elevata instabilità occupazionale durante il resto dell’anno.
Inoltre, le retribuzioni offerte agli addetti del settore tendono ad essere inferiori rispetto ad altre industrie, riflettendo una mancanza di investimenti e un approccio spesso individualistico da parte degli imprenditori.

L’analisi evidenzia inoltre che il passaggio da un’economia basata sulla produzione di tabacco a una focalizzata sull’olio e successivamente sul turismo ha portato a una scarsa capacità di accumulazione di capitale nel Salento, rendendolo una zona periferica nello sviluppo economico globale.

Un ulteriore problema è rappresentato dalla cosiddetta “invenzione della tradizione”, una strategia di marketing che sfrutta la storia locale per scopi economici. Questo approccio può limitare le opportunità di sviluppo alternative e rinforzare la conservazione dello status quo, impedendo una maggiore diversificazione economica.

Nonostante ciò, va riconosciuto che il turismo ha avuto un impatto positivo sulla crescita di imprese nel settore alloggio e ristorazione, che sono aumentate significativamente negli ultimi anni. Tuttavia, è necessario porre maggiore attenzione alla qualità dei servizi offerti, cercando di aumentare il valore aggiunto e migliorare la produttività del lavoro nel settore turistico. La presenza di un marcato processo di deindustrializzazione nel Salento ha portato alla specializzazione nel settore turistico, ma ciò ha comportato una diminuzione della domanda di manodopera specializzata.

Confrontando la dinamica del valore aggiunto per unità di lavoro tra i settori produttivi, emerge che la produttività nel turismo salentino è stagnante e notevolmente inferiore rispetto al settore manifatturiero.

L’aumento dei flussi turistici non registrati, come dimostrato dalla presenza di case e appartamenti non censiti dagli enti di controllo, ha contribuito al proliferarsi di occupazioni irregolari, attività sommerse e lavoro non dichiarato, ostacolando lo sviluppo di servizi a maggior valore aggiunto e riducendo la produttività nel settore turistico.

Statisticamente, si è evidenziato che gli afflussi turistici rappresentano un apporto di liquidità a breve termine e stagionale, creando una forte dipendenza dai mercati esteri o nazionali. Inoltre, ciò espone Lecce e provincia a una concorrenza significativa con altri paesi periferici, soprattutto con Grecia e Albania, che negli ultimi anni hanno guadagnato terreno nel settore.
Lo studio mette quindi in luce come affermare che il turismo sia il petrolio d’Italia è quanto mai inopportuno, soprattutto se prendiamo in considerazione una delle zone d’Italia più ricche di questo fantomatico petrolio.