Il Tesoro ha collocato oggi, venerdì 25 settembre, l’intero importo offerto di BOT a 6 mesi (ISIN IT0005733115, scadenza 31 marzo 2027): 7,5 miliardi di euro, a fronte di richieste per quasi 11 miliardi di euro, con un rapporto di copertura (bid-to-cover) di 1,46. Il rendimento medio ponderato di aggiudicazione è salito al 2,873% lordo, oltre 30 punti base in più rispetto al 2,567% dell’asta di fine luglio - è il livello più alto da ottobre 2024.
Il rendimento dei BOT semestrali è salito in modo costante nel corso dell’estate, dal 2,567% di fine luglio al 2,607% di fine agosto, fino al 2,873% di oggi. Un movimento che riflette anche il contesto globale, con i rendimenti dei titoli di Stato in salita ovunque: i Treasury Usa a 10 anni hanno toccato nei giorni scorsi i massimi dal 2007.
Un’asta alla vigilia del verdetto Moody’s
Il rialzo del costo di finanziamento a breve termine per lo Stato italiano arriva in un giorno particolare: stasera, dopo la chiusura delle contrattazioni, Moody’s comunicherà l’esito della revisione periodica del rating sovrano italiano, attualmente Baa2 con outlook stabile dopo la promozione di novembre 2025, la prima in 23 anni (in precedenza il rating era Baa3). Gli analisti si attendono una conferma del giudizio attuale, coerente con la valutazione espressa lo scorso novembre; tra i fattori che l’agenzia esaminerà figurano la traiettoria dei conti pubblici, la sostenibilità del debito, le prospettive di crescita e la disciplina fiscale.
Sullo sfondo resta aperta la procedura Ue per deficit eccessivo. Lo scorso 22 settembre l’Istat ha confermato il rapporto deficit/Pil 2025 al 3,1%, un dato che non ha permesso all’Italia di avviare l’uscita anticipata dalla procedura.
Lo spread BTP-Bund viaggia oggi in apertura a 92 punti base, in calo dai 94-96 punti dei giorni scorsi, con il rendimento del BTP decennale al 4,49% e quello del Bund tedesco al 3,57%, a segnalare che il mercato non sta scontando sorprese negative in vista della decisione di Moody’s.
Cosa cambia per l’investitore italiano
Per chi investe la liquidità di breve termine, il rendimento più alto sui BOT è una buona notizia diretta: un titolo semestrale che rende quasi il 2,9% lordo (circa il 2,5% netto, applicando la tassazione agevolata al 12,5% sui titoli di Stato) resta un’alternativa competitiva rispetto a conti deposito e altri strumenti di liquidità a breve termine, pur scontando l’illiquidità tipica di un’asta e i costi di intermediazione sul mercato secondario.
La stessa dinamica ha però un rovescio della medaglia, ovvero il fatto che un rendimento più alto significa che anche lo Stato paga di più per finanziarsi. In un contesto globale di rendimenti sovrani in salita, questo si traduce in un maggior costo del servizio del debito pubblico italiano, che resta tra i più elevati dell’area euro in rapporto al Pil, e rende ancora più rilevante l’esito della valutazione di Moody’s di stasera per l’evoluzione dei tassi con cui lo Stato si finanzierà nei prossimi mesi.