Il Superbonus ha riguardato il 4% delle abitazioni in Italia

Alberto De Pasquale

05/07/2024

Secondo la Banca d’Italia ha stimolato le ristrutturazioni e insieme al Bonus facciate è costato 170 miliardi di euro, di cui però 45 sono andati “persi”.

Il Superbonus ha riguardato il 4% delle abitazioni in Italia

Sono costati 170 miliardi di euro e hanno agevolato interventi edilizi che, nel 27% dei casi, sarebbero stati effettuati comunque, anche senza incentivi, determinando quindi una perdita di 45 miliardi. In estrema sintesi, sono queste le conclusioni a cui è giunta la Banca d’Italia in un’analisi sull’impatto economico del Bonus facciate e del Superbonus 110%, introdotti nel secondo semestre del 2020 e finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, le qualità antisismiche e le caratteristiche estetiche degli edifici residenziali italiani.

Le due misure hanno oggettivamente dato una spinta alle ristrutturazioni e, sempre secondo lo studio, sono state definite il più grande stimolo fiscale rivolto al settore edilizio introdotto nell’intera Unione Europea negli ultimi vent’anni. Secondo le stime dell’Istituto, Bonus facciate e Superbonus 110% hanno portato, tra il 2021 e il 2023, a un aumento significativo della spesa pro capite degli investimenti nell’edilizia residenziale. Prima dell’introduzione degli incentivi gli investimenti in Italia erano al di sotto dei 300 euro pro capite, cresciuti poi del 67%, arrivando a oltre 500 euro alla fine del 2023.

Allo stesso tempo, i due incentivi sono stati considerati «estremamente generosi». Si stima che oltre un quarto delle risorse sia stato in qualche modo “sprecato”. Secondo i calcoli dell’Istituto, infatti, circa il 73% del valore totale degli investimenti per i lavori edilizi nel periodo considerato è stato effettivamente incentivato dai crediti d’imposta, mentre il restante 27% – pari a quei 45 miliardi di cui si diceva all’inizio – ha rappresentato una “perdita secca”, ossia investimenti che sarebbero stati realizzati anche senza sovvenzioni.

Stando ai dati dell’Enea (l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), aggiornati al 31 maggio 2024, il Superbonus 110% ha riguardato oltre 495 mila edifici in Italia, per un valore totale degli investimenti ammessi a detrazione di oltre 117,7 miliardi di euro. Considerando che, secondo l’ultimo censimento Istat, gli edifici residenziali in Italia sono quasi 12,2 milioni, di cui 1,2 milioni di condomini, la misura ha avuto un impatto su poco più dell’11% dei condomini italiani e su circa il 4% del totale degli edifici residenziali censiti in Italia.

A livello territoriale, la regione con il maggior numero di lavori avviati è la Lombardia (oltre 78 mila, per un totale di 21,9 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione), seguita da Veneto (più di 59 mila interventi e 10,9 miliardi investiti) ed Emilia-Romagna (oltre 44 mila interventi avviati e 11,3 miliardi di investimenti).

Secondo uno studio Svimez, tra 2021 e 2024 il Superbonus ha generato 3,8 punti percentuali di Pil nelle regioni del Centro-Nord e 2,9 punti percentuali in quelle del Sud, anche se l’impatto sull’economia nazionale è stato giudicato negativamente dal governo nel 2023, ritenendolo un provvedimento incapace di generare un gettito fiscale in grado di compensarne i costi. Conclusioni simili a cui è arrivata anche l’analisi della Banca d’Italia, secondo la quale Bonus facciate e Superbonus non si sono «ripagati da soli», in quanto «le entrate generate dall’attività economica stimolata dai bonus sono state significativamente inferiori al loro costo lordo per le casse dello Stato», determinando «un ulteriore accumulo di debito pubblico che dovrà essere ripagato in futuro».