Il mercato delle batterie delle auto elettriche? Nelle mani della cinese Catl (che continua a crescere)

Federico Giuliani

4 Aprile 2025 - 07:11

Nei prossimi due trimestri Catl dovrebbe galoppare grazie alla continua adozione di Ev in Cina, al boom delle operazioni di intelligenza artificiale e all’uso dei data center.

Il mercato delle batterie delle auto elettriche? Nelle mani della cinese Catl (che continua a crescere)

Si chiama Contemporary Amperex Technology ma si legge Catl.

È in assoluto il più grande produttore mondiale di batterie per veicoli elettrici (Ev) del mondo e il suo giro d’affari, già mostruoso, nel corso del 2025 dovrebbe registrare una forte crescita.

Partiamo dati dati diffusi dalla società cinese, con sede a Ningde, nella provincia del Fujian. L’utile netto del 2024 è aumentato del 15% su base annua, toccando quota 50,7 miliardi di yuan (circa 7 miliardi di dollari): si tratta del suo profitto annuale più alto da quando è stata quotata nella Borsa di Shenzhen nel 2018. I ricavi sono invece scesi del 9,7% a 362 miliardi di yuan (50 miliardi di dollari), il suo primo calo annuale da quando l’azienda ha iniziato a divulgare i dati operativi nel 2015.

Poco importa, visto che questa flessione sarebbe attribuibile agli adeguamenti dei prezzi dei produttori associati alla diminuzione dei costi delle materie prime (come per esempio il carbonato di litio), e che la continua espansione nei mercati internazionali dovrebbe garantire un costante aumento di qualità e redditività. Secondo la banca d’investimento statunitense Jefferies, Catl dovrebbe continuare a fare passi da gigante per i prossimi 12 mesi sfruttando il “forte slancio di crescita nei mercati globali degli Ev” e quello dei sistemi di accumulo di energia.

Le batterie dorate di Catl

Nei prossimi due trimestri Catl dovrebbe galoppare grazie alla continua adozione di Ev in Cina, al boom delle operazioni di intelligenza artificiale e all’uso dei data center. Jefferies ritiene che nel 2025 i ricavi dell’azienda ammonteranno a 405 miliardi di yuan, in aumento di quasi il 12% rispetto all’anno precedente, con un utile netto di 68,9 miliardi.

“Riteniamo che Catl possa sbloccare maggiori opportunità di volume in Europa grazie alla sua convenienza superiore a quella dei concorrenti e alla tecnologia leader del litio-ferro-fosfato”, hanno invece affermato gli analisti di HSBC. Nonostante le sfide sul mercato (sovraccapacità, guerre commerciali, concorrenza), nel 2024 Catl non si è scomposto più di tanto. È rimasto il più grande produttore di batterie al mondo, con una quota di mercato del 37,9%, seguito da Byd, la più grande azienda di Ev al mondo, ad inseguire col 17%. “Nonostante l’eccesso di offerta e la concorrenza sul mercato, Catl ha dimostrato la capacità di mantenere una redditività unitaria stabile attraverso una migliore tecnologia e vantaggi in termini di costi”, ha sottolineato Jefferies.

Un dominio strategico

All’interno delle auto elettriche, la batteria è la parte più costosa. La Cina detiene il controllo pressoché assoluto dell’intera filiera, e dunque è questo uno dei segreti che ha consentito al Dragone di rivoluzionare il settore degli Ev. Come ha spiegato The World Economic Forum, il vantaggio tecnologico di Catl, in particolare nelle batterie a ricarica rapida e ad alta densità energetica, le ha permesso di rimanere al passo con i concorrenti e di posizionarsi come un attore cruciale nell’economia dell’energia pulita.

L’azienda sta inoltre sperimentando nuove sostanze chimiche per le batterie, perseguendo approcci più rispettosi dell’ambiente alla produzione e proteggendosi dalle tensioni geopolitiche sui minerali critici. Il primato di Catl ha tuttavia anche reso l’azienda un bersaglio. A gennaio, solo poche settimane prima dell’insediamento di Donald Trump, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti l’ha aggiunta alla sua lista di «aziende militari cinesi», sostenendo che avesse legami con l’esercito cinese, un’accusa che Catl nega con veemenza.

In ogni caso, alle spalle di Catl e Byd, ci sono altri tre player asiatici: i sudcoreani LG Energy Solution (13%), Samsung SDI (5,1%) e Sk On (4,8%). L’Occidente? Ancora non pervenuto. Per il momento.