Il prossimo 7 giugno 2024, Tod’s, nota maison del lusso italiana, concluderà il proprio percorso in Borsa con il delisting dal mercato di Euronext Milan. Questa mossa è il risultato di un’offerta pubblica di acquisto (OPA) totalitaria volontaria orchestrata da Crown Bidco, che mira a rilevare le rimanenti 1.030.775 azioni di Tod’s, corrispondenti al 3,115% del capitale sociale ancora flottante. Ogni azione verrà acquistata al prezzo di 43 euro, per un impegno finanziario complessivo di 44.323.325 euro.
Questa operazione di delisting interessa direttamente numerosi fondi d’investimento che, alla data del 30 aprile, mantenevano una quota del loro portafoglio in azioni Tod’s. Nonostante l’esposizione complessiva di questi fondi sia relativamente limitata, il delisting incide significativamente sulla gestione e sulla strategia d’investimento degli stessi. Tra i fondi più esposti troviamo Lemanik SICAV High Growth Cap Retail EUR con l’1,19%, Moorea Fund - Structured Inc RE con lo 0,66% e Mediolanum Flessibile Futuro Italia LA con lo 0,35%.
Le operazioni legate al delisting comporteranno la sospensione delle negoziazioni delle azioni di Tod’s durante le giornate del 5 e 6 giugno 2024, procedendo poi con la loro rimozione dal mercato il giorno 7 giugno.
La varietà di fondi coinvolti dimostra come diversi gestori di asset, tra cui Eurizon, Mediolanum e Arca, abbiano distribuito risorse significative in questo titolo. Alcuni esempi includono:
- Eurizon Progetto Italia 70 PIR e Eurizon PIR Italia 30 PIR, ognuno con uno 0,15% del loro portafoglio in Tod’s.
- Altri fondi come Arca Economia Reale Bilan Italia 30 P e BNP Paribas Equity Focus Italia I, con esposizioni che variano tra lo 0,32% e lo 0,17%.
- Fondi minori come SPDR® MSCI Europe Small Cap ETF e Vanguard ESG Dev Eurp All Cp ETF EUR Acc con esposizioni sotto lo 0,05%.
Il processo di delisting di Tod’s è emblematico delle sfide e delle opportunità nel mercato del lusso e nella gestione degli investimenti. Mentre alcune aziende possono considerare il delisting come una strategia per ridurre la pressione del mercato pubblico e aumentare la flessibilità operativa, per i fondi d’investimento e i loro gestori, queste mosse richiedono una rapida adattabilità e un’attenta rivalutazione delle strategie di portafoglio. Questo evento segna un punto di riflessione importante sulle dinamiche di mercato e sulla necessità per gli investitori di rimanere vigili e proattivi.