Il costo della Rc Auto è cresciuto all’improvviso

Alberto De Pasquale

16/02/2024

Dopo anni di calo costante, il premio medio pagato dagli automobilisti per l’assicurazione è salito del 7,8% rispetto al 2022.

Il costo della Rc Auto è cresciuto all’improvviso

L’assicurazione Rc Auto costa sempre di più ed è un’amara novità per gli automobilisti, che si erano abituati ad anni di tariffe in calo.

Secondo l’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, a novembre 2023 il premio medio pagato per l’assicurazione delle autovetture è stato di 391 euro: il 7,8% in più rispetto al valore mediamente versato (362,5 euro) nello stesso mese del 2022. Un incremento deciso e che negli ultimi dieci anni non si era mai visto; anche perché in passato gli automobilisti italiani hanno pagato per l’assicurazione Rc Auto cifre ben più alte, anche mediamente superiori a 500 euro.

Negli ultimi venti anni l’andamento del prezzo medio della Rc Auto è stato altalenante, mantenendosi tuttavia su livelli decisamente più alti di quelli attuali. Il picco si è avuto tra il 2003 e il 2005, quando il prezzo medio annuo del premio ha superato i 460 euro. Da quel momento i valori hanno iniziato a scendere fino al 2009, quando iniziò una nuova ma breve risalita.

Dal 2012 in avanti, anche grazie a una serie di provvedimenti di regolamentazione, si è avuto un progressivo calo del prezzo medio della Rc auto in Italia, con una diminuzione del 25% tra il 2012 e il 2018. Tra questi c’è il cosiddetto Decreto Bersani, che ha reso possibile trasmettere a un nuovo veicolo la classe di merito maturata su uno precedente, ottenendo quindi un premio assicurativo più conveniente. Altri fattori che hanno portato alla diminuzione del prezzo sono stati la crescente diffusione della scatola nera sulle vetture, il calo degli incidenti stradali e la crescita della digitalizzazione della Rc Auto, con tariffe più convenienti.

Dopo il 2020, tra pandemia, drastico calo della circolazione e quindi anche degli incidenti, il settore aveva vissuto un momento molto positivo. Ma nel 2022 le compagnie assicurative del ramo Rc Auto hanno registrato perdite per la prima volta dopo anni di buoni risultati, complice il ritorno su alti livelli degli spostamenti e dei sinistri. Per reagire a questa perdita, e come conseguenza della maggiore frequenza dei sinistri e dell’inflazione, che rende più costosi i risarcimenti, le compagnie hanno significativamente aumentato i prezzi.

Il monitoraggio dei costi della Rc Auto è di recente diventato un tema caldo. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione della Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi al Ministero delle imprese e del Made in Italy, alla presenza del Garante per la sorveglianza dei prezzi e dei rappresentanti delle associazioni del settore assicurativo. Secondo il Codacons, le ultime impennate delle tariffe Rc Auto porterebbero a oltre un miliardo di euro la spesa annua aggiuntiva a carico degli automobilisti.

Tra l’altro, il 2024 si era aperto con una notizia curiosa legata alla Rc Auto. Il Decreto Legislativo n. 184/2023, recependo in Italia una direttiva europea, ha modificato alcune disposizioni del Codice delle Assicurazioni Private e previsto che la Rc Auto sia dovuta anche a copertura degli eventuali danni provocati dai veicoli fermi. La novità si basa su una nuova definizione di uso del veicolo, concepito a prescindere “dal fatto che sia fermo o in movimento” e ha suscitato le perplessità del sindacato nazionale degli agenti di assicurazione, secondo cui questa interpretazione impegnerebbe i proprietari di vetture ferme ad assicurarsi per un rischio non proporzionato.