Il caldo record in Europa fa bene a queste azioni. Ecco quali sono e perché saliranno ancora

Redazione Money Premium

26 Agosto 2026 - 14:08

Le valutazioni elevate e il gap assicurativo indicano che il vero test per investitori e assicuratori arriverà quando il caldo non sarà più un’eccezione ma la nuova condizione dell’economia europea.

Il caldo record in Europa fa bene a queste azioni. Ecco quali sono e perché saliranno ancora

L’ondata di calore record che ha colpito l’Europa nell’estate del 2026, ora in fase di attenuazione, sta lasciando un’impronta duratura sui mercati finanziari e sul settore assicurativo, costringendo gestori patrimoniali e analisti a rivedere i modelli di rischio climatico che fino a pochi mesi fa apparivano ancora come scenari di lungo periodo.

Il costo delle ondate di calore

I dati economici dipingono un quadro di interruzione strutturale più che di semplice episodio meteorologico. Bloomberg Intelligence stima che gli eventi meteorologici estremi genereranno oltre 20 mila miliardi di dollari di spesa globale nel prossimo decennio, dopo che i costi degli eventi estremi hanno già raggiunto 1.400 miliardi di dollari nell’anno precedente, pari a circa l’1,2 per cento del prodotto interno lordo mondiale.

In Europa, Triodos Bank ha calcolato che l’impatto dell’estate 2026 potrebbe sottrarre circa 180 miliardi di euro all’economia dell’Unione, equivalente a un punto percentuale di PIL. La Francia risulta la più esposta tra le grandi economie, con una riduzione stimata della crescita 2026 di circa 1,4 punti percentuali, seguita dall’Italia con 1,1 punti e dalla Spagna con circa un punto. Per la Germania le stime variano: l’Istituto Kiel indica un calo della produzione industriale dell’1 per cento dopo un mese di acque basse, mentre altre analisi pongono l’impatto sul PIL tedesco tra 0,1 e 0,4 punti percentuali nel terzo trimestre, sufficiente a mantenere la crescita annuale sotto l’1 per cento.

Le ricadute sul mercato azionario

Sul fronte azionario, le aziende legate ai sistemi di raffreddamento, all’automazione e alla resilienza delle reti emergono come potenziali beneficiarie. Omid Vaziri di Bloomberg Intelligence indica Schneider Electric SE, ABB Ltd e Siemens AG come esposte positivamente all’aumento della spesa per raffreddamento, automazione e infrastrutture di rete. Anche Alfa Laval AB e Wartsila Oyj vengono citate per le tendenze nel raffreddamento, nell’energia di backup e nelle microreti. Andrew John Stevenson, sempre di Bloomberg Intelligence, segnala Munters Group AB, fornitore di sistemi di raffreddamento industriale, e Stef, specialista nella logistica a temperatura controllata.

Tuttavia le valutazioni sono già tese, spinte anche dalla domanda energetica dei sistemi di intelligenza artificiale. Le azioni di Schneider Electric SE sono salite di circa il 25 per cento da inizio anno, portando il rapporto prezzo-utili a 30, mentre Munters Group AB tratta a circa 60 volte gli utili. Christina Feehery di Bloomberg Intelligence sottolinea che il clima estremo europeo sta alimentando una spinta verso il raffreddamento e l’efficienza degli edifici, creando due opportunità distinte per i maggiori gruppi HVAC.

Nel comparto industriale la pressione è più immediata. BASF SE ha già investito in navi cisterna a pescaggio ultra-ridotto gestite da Stolt-Nielsen Ltd, società di navigazione quotata a Oslo che potrebbe beneficiare se altri operatori saranno costretti a adattamenti simili. Le utility che dipendono dall’acqua per il raffreddamento o per l’idroelettrico hanno ridotto la produzione: EnBW Energie Baden-Wuerttemberg AG ha avvertito di un possibile impatto sugli utili dell’ordine di diversi milioni di euro. Cooper di Nuveen ritiene che verranno premiate le aziende con generazione diversificata, logistica alternativa o potere di prezzo.

In agricoltura il bisogno di soluzioni scientifiche di lungo periodo è evidente. Bayer AG, BASF SE, KWS SAAT SE e Corteva Inc. stanno sviluppando prodotti per proteggere i raccolti in condizioni estreme. Katie Self di Pictet indica anche Novonesis A/S, che produce un enzima in grado di favorire una crescita radicale più profonda. Nel retail il quadro è misto: Mitchells & Butlers Plc e Dunelm hanno citato il caldo britannico come freno alle vendite e al traffico nei negozi, mentre la divisione acque di Nestlé SA e Carlsberg A/S hanno registrato un beneficio dalle temperature più elevate.

Lo stress test per i titoli del mercato assicurativo

Per il settore assicurativo le implicazioni sono ancora più strutturali. Moody’s ha stimato che le ondate di calore europee dell’estate precedente abbiano generato circa 43 miliardi di euro di perdita economica a fronte di soli 500 milioni di euro di indennizzi assicurati, un tasso di copertura inferiore al 2 per cento. Circa il 75 per cento dei danni da catastrofi naturali in Europa rimane non assicurato. Il caldo agisce come rischio composto, interagendo con siccità, incendi e carenza idrica, e raramente soddisfa i requisiti di danno fisico richiesti dalle tradizionali polizze di interruzione di attività.

Un’ondata di sei giorni a fine giugno ha prodotto oltre 10.650 decessi in eccesso in Europa, di cui circa 9.000 tra over 65, con ricadute già visibili sui bilanci di assicuratori vita e riassicuratori, anche se S&P Global Ratings ritiene che l’impatto immediato non metta a rischio i rating. Il mercato delle polizze parametriche, più adatte a coprire rischi idrologici e di produttività, è destinato a crescere verso i 7,93 miliardi di dollari entro il 2031. Trentacinque per cento delle aziende monitorate da CDP identifica già le ondate di calore come driver di rischio, in particolare nei settori manifatturiero, dei servizi, delle infrastrutture e alimentare.