Il recente crollo del Bitcoin sotto il livello chiave dei $90.000 ha scosso profondamente il mercato delle criptovalute.
Gli investitori, specialmente quelli meno esperti, si trovano ora in uno stato di confusione e paura. Ma come è possibile che, dopo un afflusso record nei nuovi ETF Bitcoin, l’ingresso di investitori istituzionali, le promesse di un governo Trump più cripto-friendly e il continuo fermento di Elon Musk, BTC invece di esplodere al rialzo sia precipitato?
Siamo davvero di fronte a un nuovo e doloroso bear market? Analizziamo la situazione da entrambi i lati.
Aspetti a favore di un bear market su Bitcoin
Un mercato orso nel mondo crypto non è mai una passeggiata: storicamente, le contrazioni possono variare dal -60% al -90%. Quali sono i maggiori segnali che potrebbero indicare che ci stiamo avviando verso un periodo di ribassi prolungati?
1) Le belle notizie sono brutte notizie
Un principio ben noto in borsa dice che «buy the rumor, sell the news», ovvero compra sui rumors e vendi sulle notizie ufficiali. E proprio questo sembra essersi verificato: quando si ipotizzava il lancio degli ETF spot su Bitcoin, l’ingresso degli istituzionali e l’elezione di un governo più favorevole alle crypto, il prezzo del BTC ha superato i $100.000, con l’entusiasmo degli investitori alle stelle e un Fear & Greed Index a livelli di estrema avidità.
Ma una volta che queste notizie si sono concretizzate, il mercato ha iniziato a vendere. Questo fenomeno è comune e riflette la tendenza degli investitori a scontare in anticipo le novità positive.
2) Il caso FTX e i rimborsi agli investitori
Un altro fattore interessante riguarda gli ex investitori di FTX. Il bull market è iniziato poco dopo il fallimento di FTX, uno degli eventi teoricamente più ribassisti del mercato. Questo mese invece, i creditori hanno ricevuto un primo round di rimborsi: una delle notizie più bullish del momento. Perché, anche senza dati ufficiali dagli exchange che ospitavano i rimborsi, come Kraken, è possibile ipotizzare che molti investitori abbiano reinvestito sul mercato proprio sui massimi. Strano però che invece il mercato stia riscontrando forti vendite.
3) Il ciclo di mercato e la fine del bull market
Storicamente, i bull market di Bitcoin durano in media due anni dal minimo del ciclo di ribassi. Questo andamento è stato osservato negli ultimi 15 anni: se seguiamo questa logica, il bull market attuale si avvicina alla sua conclusione naturale. Inoltre, calcolando la regressione lineare delle performance dal primo all’ultimo halving, si stimava una performance di circa il +440%, mentre i massimi di BTC hanno raggiunto quasi il +500%, suggerendo che potremmo aver già toccato il picco del ciclo.
E se la salita di Bitcoin non fosse finita?
Se il bull market fosse già terminato, significherebbe una grande contraddizione per la narrativa chiave di Bitcoin: la scarsità come fonte di valore. Quali sono quindi i principali elementi che potrebbero indicare che questa fase ribassista sia solo una correzione temporanea e non l’inizio di un vero bear market?
1) Stock-to-Flow indica target più alti
Seguendo il modello Stock-to-Flow, il ciclo attuale avrebbe dovuto portare BTC ben oltre i $200.000. Se la relazione tra scarsità e prezzo fosse così diretta, allora il valore attuale di BTC potrebbe ancora essere sottostimato. Tuttavia, il sentiment di mercato e altri fattori esogeni possono influenzare il prezzo più di quanto il modello preveda.
2) Il modello Hashrate supporta ulteriori rialzi
Il modello che analizza la potenza di calcolo della rete Bitcoin («Hashrate model») indica che il mercato rialzista potrebbe non essere finito. Un hashrate elevato suggerisce un forte supporto dei miner, che continuano ad accumulare BTC piuttosto che liquidare le loro posizioni. Questo è generalmente un segnale positivo.
3) Il Rainbow Chart suggerisce una semplice correzione
Esistono modelli più recenti che non si basano esclusivamente sulla scarsità, ma considerano anche il sentiment di mercato, come il Rainbow Chart. Questo modello suggerisce che Bitcoin abbia raggiunto una zona di possibile massimo locale, ma non assoluto di ciclo. Se così fosse, il calo attuale rappresenterebbe una normale correzione all’interno di un mercato ancora rialzista, e non la fine definitiva del bull market.
Bear market o correzione salutare per il Bitcoin?
Al momento, è difficile stabilire con certezza se il Bitcoin stia entrando in un vero bear market o se si tratti solo di una correzione fisiologica. Da una parte, il modello storico di BTC suggerisce che il ciclo rialzista potrebbe essere giunto alla fine. Dall’altra, indicatori come l’hashrate e il Rainbow Chart lasciano aperta la porta a ulteriori rialzi.
L’elemento chiave da monitorare nei prossimi mesi sarà il comportamento degli investitori istituzionali: continueranno ad accumulare BTC o inizieranno a liquidare le loro posizioni? Inoltre, bisognerà tenere d’occhio la politica monetaria della Federal Reserve e il ruolo sempre più rilevante che il Bitcoin sta assumendo nella geopolitica internazionale.
In ogni caso, gli investitori farebbero bene a prepararsi a una maggiore volatilità e ad evitare decisioni impulsive. Come sempre nel mondo crypto, la prudenza è la chiave per sopravvivere ai mercati estremi.