C’è più oro nel tuo vecchio telefono che nelle miniere. Fino a 800 volte di più

Gabriele Marrone

28 Maggio 2026 - 17:57

Nei vecchi telefoni si nasconde più oro che in molte miniere. E oggi il boom dell’urban mining trasforma i rifiuti elettronici in una miniera da miliardi di dollari.

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Ogni anno il mondo produce oltre 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici (fonte: Global E-Waste Monitor 2024 delle Nazioni Unite). La maggior parte finisce in discarica o viene smaltita in modo “informale”. Ma in pochi sanno che dentro quei telefoni abbandonati in un cassetto, come anche in computer fermi da anni, si nasconde una ricchezza straordinaria fatta di concentrazioni di oro che fanno impallidire qualsiasi miniera tradizionale.

Quanto oro c’è davvero nei vecchi telefoni?

Il punto di partenza è un confronto che lascia senza parole. Secondo uno studio peer-reviewed pubblicato sulla rivista scientifica Sustainability da MDPI nel 2025, la concentrazione di oro nei minerali estratti dalle miniere tradizionali è di appena 5-10 grammi per tonnellata. Nei rifiuti elettronici, invece, si registrano concentrazioni fino a 980 grammi per tonnellata nei telefoni cellulari e 420 grammi per tonnellata nelle schede a circuito stampato.

Secondo la Cornell University, una tonnellata di rifiuti elettronici contiene almeno dieci volte più oro di una tonnellata del minerale da cui l’oro viene estratto. Il range però è molto ampio: uno studio pubblicato su Waste nel 2025 dal titolo “Il ruolo dei rifiuti elettronici nella gestione sostenibile delle risorse minerarie” indica che le schede a circuito stampato possono contenere da 40 a 800 volte più oro rispetto al minerale grezzo, con concentrazioni tra 1.000 e 3.000 grammi di oro per tonnellata contro i 5-10 grammi per tonnellata del minerale tradizionale.

Quanto vale l’oro nascosto nei rifiuti elettronici nel mondo?

Secondo il report delle Nazioni Unite, i metalli rappresentano circa la metà del peso dei rifiuti elettronici globali, per un valore complessivo stimato di 91 miliardi di dollari di materiali recuperabili.

Ogni milione di telefoni cellulari riciclati permette di recuperare circa 34 kg di oro, 16.000 kg di rame e 350 kg di argento. Ma la stragrande maggioranza di questi metalli non viene recuperata, come sottolinea la stessa ONU, che rivela come il 20% dei metalli preziosi contenuti nei rifiuti elettronici viene effettivamente riciclato.

Ma a cosa serve l’oro nei telefoni?

L’oro è un conduttore elettrico eccellente, non si ossida e garantisce connessioni stabili nel tempo. Si trova nei connettori, nelle schede a circuito stampato e nei pin che trasmettono i segnali elettrici e più un dispositivo è vecchio, più oro contiene. I telefoni di vecchia generazione, infatti, erano assemblati con quantità di oro superiori rispetto ai modelli attuali, in cui i produttori hanno progressivamente ridotto i materiali preziosi per contenere i costi.

È boom di “urban mining”

È nata anche una locuzione particolare per indicare il riciclo dei metalli preziosi dai rifiuti elettronici. È l’urban mining, che parte da un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: invece di estrarre metalli scavando montagne e inquinando, li recuperiamo dagli oggetti elettronici che buttiamo via.

E conviene farlo anche economicamente, perché recuperare un chilogrammo di oro dai rifiuti elettronici costa tra 10.000 e 20.000 dollari (8.900-18.000 euro). Estrarlo dalla terra, invece, ne costa tra 30.000 e 50.000 dollari.

Un esempio virtuoso arriva dalla Gran Bretagna. La Royal Mint, la zecca reale britannica, ha avviato un programma per estrarre oro dalle vecchie schede elettroniche, con l’obiettivo di recuperare centinaia di chilogrammi di oro all’anno.

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