L’oro è il bene rifugio per eccellenza su cui è possibile investire acquistando oro fisico, come monete o lingotti, oppure oro finanziario come fondi comuni, ETC o titoli delle società minerarie.
Personalmente non sono un fan dell’investimento in oro, perché non produce reddito finanziario (dividendi o cedole) e non è possibile calcolare il suo valore intrinseco (come per le azioni) o il suo rendimento futuro (come per le obbligazioni).
Inoltre è interessante notare come l’ora abbia vissuto di grandi fiammate e di lunghissimi periodi di quotazioni stagnanti:
Andamento della quotazione dell’oro dal 1975 al 2023
Tipologia: fisica
Ma quando conviene? Quali sono i pro e i contro?
Ecco cosa c’è da sapere prima di investire in oro.
Investire in oro: quando conviene?
Nell’anno della pandemia le quotazioni dell’oro sono salite del 20%, ma con l’inizio del 2021 questa tendenza si è invertita e il metallo giallo è cresciuto meno rispetto alle altre materie prime. La corsa è ripartita a fine 2022 e ha avuto un’impennata dopo le crisi bancarie SVB e Credit Suisse.
A incidere sulla discesa del prezzo nel 2021 erano stati due fattori:
- la ripresa economica post pandemia che favoriva l’investimento in azioni;
- la possibile ripresa dell’inflazione non favorisce l’investimento in oro che, solitamente, non protegge dal rialzo dei prezzi.
Andamento della quotazione dell’oro dal 2019 al 2023
Tipologia: fisica
Il calo del prezzo dell’oro ha rappresentato però un’opportunità di ingresso a fine 2022 e se si guarda al metallo giallo all’interno del più ampio settore delle materie prime che in questa fase di ripresa dell’economia sono, secondo l’analisi di Schroders, all’inizio di un super ciclo. Il raffreddamento dell’inflazione potrebbe dare una spinta ulteriore. La ripresa dell’industria, dei consumi, la spinta verso una transizione energetica e la conversione economica verso regole sostenibili sostengono i settori ciclici e le materie prime e riguarda, anche se questa volta solo marginalmente, anche l’oro.
Come investire in oro
Le opportunità di investire in oro sono diverse e possono essere divise in due: investire in oro fisico, oppure investire in oro finanziario.
Vediamo le differenze:
- Investire in oro fisico: Significa acquistare lingotti e monete d’oro. L’oro è detenuto fisicamente da una terza parte, di solito una banca, con costi di deposito e una tassazione che alla vendita è del 26%. Acquistando lingotti, inoltre, bisogna mettere in conto anche un’assicurazione del bene e i costi di immagazzinamento. L’oro fisico è un investimento diretto nel valore dell’oro, e ogni cambio del dollaro nel prezzo dell’oro modificherà proporzionalmente il valore;
- Investire in oro finanziario: Si possono acquistare direttamente azioni di società aurifere oppure fondi comuni specializzati in metalli preziosi (Categoria Morningstar Azionari settore metalli preziosi). Un fondo può fornire vantaggi in termini di rischio/rendimento tenendo presente che l’oro fisico è meno volatile, mentre le azioni aurifere sono più volatili, ma hanno storicamente sovraperformato l’oro durante i cicli del mercato al rialzo perché possono fare leva non solo sul prezzo del metallo, ma anche sui profitti delle singole aziende. I fondi specializzati in metalli preziosi detengono titoli di società che estraggono oro e altri metalli preziosi: il vantaggio è investire su un portafoglio diversificato di aziende che non puntano esclusivamente sull’oro, cercandole a livello globale. Un’alternativa ai fondi è l’acquisto di prodotti finanziari legati agli indici del prezzo dell’oro (CFD oppure ETF e Futures).
Pro e contro dell’investire in oro
Come tutti gli investimenti anche l’oro presenta vantaggi e svantaggi a prescindere dall’andamento del mercato.
Vediamo i vantaggi:
- Offre una protezione del portafoglio nel lungo termine. Si tratta di un bene rifugio e il suo valore è stabile nel tempo;
- È un bene scarso e non corre rischio di default;
- Permette di diversificare il portafoglio e tenere sotto controllo il rischio/rendimento nel lungo termine;
- Offre una protezione in casi di forte correzione dei mercati azionari;
- È facilmente liquidabile sia che si tratti di oro fisico sia di oro finanziario.
Vediamo gli svantaggi:
- Non è adatto a chi ha un’ottica di investimento di breve termine;
- Non protegge in caso di inflazione al rialzo;
- In caso di investimento in oro fisico oltre al prezzo del bene ci sono diversi costi collaterali che mangiano il rendimento;
- Le oscillazioni di prezzo dell’oro sono lente. Di solito il prezzo sale in caso di crisi economica e scende con la ripresa, ma la volatilità è di solito contenuta e questo è uno svantaggio in caso di discesa perché servirà tempo per recuperare le perdite.
La domanda è: se l’investimento non è adatto a chi ha un orizzonte temporale di breve periodo, non sarebbe meglio accettare una volatilità maggiore a fronte di rendimenti statisticamente più alti investendo la percentuale di oro in azioni? A voi la risposta.