Amazon ha a lungo sfidato le convenzioni mostrando profitti relativamente bassi poiché ha investito molto per espandere la propria attività. Ma il recente ampio calo del mercato azionario, scattato dopo i dati macroeconomici del 2 agosto, sottolinea un cambiamento interessante: dopo molti anni di scambi molto elevati rispetto agli utili attesi, le azioni di Amazon (e anche NVIDIA) ora vengono scambiate a un rapporto prezzo/utili a termine che non è molto elevato se confrontato con quello di altri grandi titoli.
Di seguito sono riportati due elenchi che mostrano come sono cambiate le valutazioni P/E durante il recente declino del mercato azionario per le più grandi società statunitensi quotate in borsa.
I prezzi si riferiscono alla data del 8 agosto.
Gli investitori potrebbero aver tirato un sospiro di sollievo martedì 6 agosto, quando l’indice S&P 500 ha invertito il calo del 6,2% delle tre sessioni con un guadagno dell’1%. Mercoledì 7, l’indice di riferimento delle large cap statunitensi è sceso dello 0,8%, lasciandosi al di sotto del 7,8% rispetto al massimo di chiusura del 10 luglio. Forse non è poi così male, considerando che l’indice, al mercoledì 7 agosto era ancora in rialzo del 9% per il 2024, dividendi esclusi. Segnalo inoltre che ieri sera giovedì 8 agosto l’indice SPX500 ha chiuso con un altro +2.2%.
Personalmente non mi sono spaventato quando ho visto lo scivolone del 2 agosto e del 5 agosto: alla bufala della recessione in USA non ho mai creduto e l’ho scritto in un mio recente articolo su queste pagine.
Quindi è normale osservare queste ampie oscillazioni e, ricordatelo sempre , per gli investitori che sono stati in grado di mantenere la rotta nella tempesta, che non si sono spaventati e sono riusciti ad evitare di vendere nei mercati al ribasso, le cose hanno funzionato sempre bene negli ultimi anni .
Qui sotto una elaborazione della CNBC riguardante la performance totale dell’ETF su S&P 500 più grande al mondo, il famoso “spider”, tracker perfetto dell’ indice sottostante. Ticker SPY US…
| ETF SPY | perf.20 y | perf.10 y | perf. Media annua 20 y | perf. Media annua 10 y |
| SPDR SP500 | 612% | 225% | 10.3% | 12.5% |
Osserviamo ora le performances dei big dell’S&P 500 dai massimi del 10 luglio sino ai minimi del 7 agosto con le variazioni degli indicatori relativi; i P/E sono di tipo “forward” cioè con gli utili stimati ai 12 mesi successivi e non con gli utili attuali.
Le performance 2024 sono calcolate dal 1.1.2024 al 7.8.2024.
| Titolo | Var. 10.7.24 a 7.8.24 | Perf. 2024 | P/E 10.7.24 | P/E 7.8.24 | P/E 31.12.23 |
| AAPL | -9.9% | 21% | 32.7x | 28.6x | 28.8x |
| MSFT | -14.5% | 24% | 34.7x | 29.6x | 31.1x |
| NVDA | -26.7% | 170% | 43.2X | 30.5X | 24.8X |
| GOOG | -17.1% | 37% | 23.7X | 19.2X | 20.8X |
| AMZN | -18.5% | 30% | 38.1X | 30X | 41.5X |
| META | -9% | 51% | 24.5X | 21.5X | 20X |
Tutti i titoli, con la correzione di luglio-agosto sono ritornati al 7 agosto ai P/E che – più o meno – avevano a fine dicembre 2023. Insomma, i rapporti prezzo/utili si sono «normalizzati» sui livelli di dicembre 2023 e hanno sgonfiato l’eccesso di ipercomprato accumulatosi al 10 luglio, quando i loro p/e erano diventati un po’ esagerati.
I titoli più interessanti, che hanno sgonfiato maggiormente i loro P/E sono proprio NVDA e AMZN.
NVDA infatti passa da un P/E di oltre 43x del 10 luglio ad un P/E di 30.5x in data 8 agosto.
AMZN invece passa da un P/E di oltre 38x del 10 luglio ad un P/E di 30x il 7 agosto, abbondantemente al di sotto del p/e del dic.2023 ( 41.5x) .
Ma come è stato il P/E “forward” annuo degli stessi titoli mediamente negli ultimi 5 anni e negli ultimi 10 anni?
Scoprire quali titoli ora (8 agosto 2024) quotano al di sotto del P/E medio quinquennale o del P/E medio decennale significa fare una scommessa a lungo termine premiante perché - per il lungo periodo – questa è un epoca buona per comprare questi titoli.
| Titolo | P/E medio 5 anni | P/E medio 10 anni | P/E 7 agosto 2024 |
| AAPL | 25.60X | 9.70X | 28.6X |
| MSFT | 29.2X | 24.8X | 29.6X |
| NVDA | 40.1X | 35.7X | 30.1X |
| GOOG | 23.4X | 22.9X | 19.3X |
| AMZN | 60.9X | 110X | 30.0X |
| META | 21.2X | 25.3X | 21.3X |
Amazon si distingue per il P/E più basso rispetto ai suoi livelli medi a cinque e dieci anni. Ovviamente gli investitori avevano tollerato a lungo rapporti P/E elevati per Amazon. Anche Nvidia che ha dato dei risultati eccellenti al 30 giugno può essere considerata ancora una occasione, nonostante il rialzo del 170% da gennaio ad agosto.
La performance assoluta di un titolo no n dice nulla se non è raffrontata con la performance degli indicatori di prezzo relativo (i P/E appunto ). Nvidia ed Amazon possono essere definiti come “ titoli a buon mercato” in base al raffronto storico dei suoi P/E e non in base a quanto è salito il prezzo assoluto nel 2024: ciò che conta è la dinamica degli utili che sono al denominatore del P/E.
Nvidia per esempio è salita moltissimo, ma siccome ha annunciato utili che nel 2025 saliranno ancora di più, è diventata - paradossalmente – più conveniente di quanto non lo fosse a dicembre 2023.
E sia NVDA che AMZN hanno avuto una dinamica di crescita degli utili pressocchè stupefacente negli ultimi 10 anni.
Per chi è avvezzo al rischio azionario quindi, già questi livelli di prezzo per NVDA e AMZN sono dei livelli di ingresso, e sono livelli di acquisto per coloro che puntano alla crescita del capitale investito nel lungo periodo, senza preoccuparsi delle oscillazioni di breve periodo.
I “cassettisti” insomma, sono tornati di moda in questi giorni.
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