I BTP diventeranno carta straccia se questa previsione si avvera

Tommaso Scarpellini

28 Agosto 2025 - 07:52

Un rischio poco prezzato sui BTP emerge da una previsione preoccupante: la crisi demografica italiana potrebbe trasformarsi in una mina per debito e spread?

I BTP diventeranno carta straccia se questa previsione si avvera

Torniamo ancora una volta lì: una previsione World Population Prospects (WPP), la più completa e autorevole risorsa al mondo per le proiezioni e le statistiche demografiche pubblicate dalla Divisione Popolazione del Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, vede un crollo demografico in Europa.

E che novità, starà pensando qualcuno. Ma attenzione: in fondo alla lista, cioè tra i Paesi più colpiti, c’è la nostra Italia. E qui la domanda diventa inevitabile: vi siete mai chiesti che impatto potrebbe avere questo scenario sui nostri amati BTP? La risposta potrebbe sconvolgere anche gli investitori più ottimisti.

Un’Italia sempre più piccola

Secondo il set di proiezioni demografiche Nazioni Unite, la popolazione italiana passerà dagli attuali 59 milioni a circa 35 milioni entro il 2100. Significa una riduzione di quasi 24 milioni di persone, un vero e proprio terremoto demografico. Non si tratta di semplici numeri: un Paese con meno cittadini attivi produce meno entrate fiscali, riducendo la base imponibile su cui si regge il sistema.

L’impatto sul bilancio pubblico

Se i lavoratori diminuiscono, mentre la quota di anziani cresce, la struttura della spesa pubblica si sbilancia in modo irreversibile. Sempre più risorse andranno a pensioni e sanità, a scapito di investimenti produttivi e politiche di crescita. Già oggi l’Italia spende oltre il 16% del PIL in welfare; in uno scenario con meno contribuenti e più pensionati, questa percentuale rischia di impennarsi.

Il macigno del debito

Il debito pubblico italiano ammonta oggi a circa €2.900 miliardi. Immaginate di dividerlo per 59 milioni di abitanti: si parla di quasi 50.000 euro a testa. Ma se gli abitanti scendono a 35 milioni, anche a parità di debito complessivo, il peso per cittadino supera i €80.000. In altre parole, il debito pro-capite esplode.

Non basta: con una popolazione in calo, anche il PIL potenziale si riduce. Meno forza lavoro significa minore capacità di generare ricchezza. Se il denominatore cala e il numeratore resta alto, il rapporto debito/PIL diventa rapidamente insostenibile.

La reazione degli investitori

Il mercato dei BTP si regge su un presupposto: che lo Stato italiano possa onorare i suoi impegni. Ma se la base fiscale si restringe e la crescita economica scompare, il rischio percepito dagli investitori esteri aumenta. Gli stranieri, che oggi detengono una quota rilevante del debito, inizieranno a vedere l’Italia come un Paese fragile e a rischio default di lungo termine.

Il risultato? spread più alti, rifinanziamenti sempre più difficili.

AMUNDI ITALY BTP GOVERNMENT BOND 10Y AMUNDI ITALY BTP GOVERNMENT BOND 10Y Grafico a candele dell'AMUNDI ITALY BTP GOVERNMENT BOND 10Y. Fonte: baha.com

L’attuale paradosso di mercato

Ed è qui che nasce la contraddizione: mentre ci si aspetta un futuro demograficamente disastroso, oggi lo spread BTP-Bund viaggia ai minimi degli ultimi anni. In pratica, il mercato sta prezzando l’opposto: fiducia, stabilità e rischio contenuto. Una dicotomia che lascia intendere come spesso le dinamiche di breve termine non incorporino i rischi strutturali di lungo periodo. Oppure ...

Il mercato vede una soluzione all’orizzonte.

Il quadro delineato è cupo. Una popolazione che si restringe, un debito che diventa più pesante e una crescita economica che rischia di svanire: ingredienti esplosivi per il futuro dei BTP.

Ma attenzione: la storia non è mai scritta in modo definitivo. Le politiche migratorie, l’innovazione tecnologica, l’eventuale aumento della produttività o nuove scelte fiscali potrebbero modificare la traiettoria. L’Italia ha sempre trovato, spesso all’ultimo momento, una via per restare a galla.

Resta una domanda aperta: sarà davvero una doccia fredda inevitabile, o il Paese troverà altre strade, magari importando abitanti o riformando radicalmente il sistema? La riflessione non è solo per economisti e investitori, ma per chiunque abbia a cuore il futuro del nostro debito pubblico e, con esso, la solidità dei BTP.

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